giovedì 28 febbraio 2013

Una boccata di ossigeno per l'azionario, ma il bund resta alto


Il positivo esito dell’asta italiana dei BTP di ieri ha sorpreso un po’ tutti.
Nonostante la forte incertezza politica, la mancanza di una maggioranza in grado di governare, il Tesoro è riuscito a collocare tutto l’ammontare di titoli previsto.
Piazza Affari ha così chiuso con un rialzo dell’1.77%, grazie anche alla spinta giunta da Wall Street, dove l’indice S&P500 è tornato sopra i 1.500 punti.
Tokyo ha appena archiviato il settimo mese consecutivo con il segno positivo.
Insomma, una boccata di ossigeno per tutti, dopo un inizio di ottava tremendo.
C’è però da segnale un bund attaccato a quota 145, un livello altissimo, vicino ai massimi storici.
Ieri per soli 2 ticks non ha chiuso il gap di inizio anno.
Di buono c’è l’arretramento del cambio USDCAD, un cross che segue inversamente il mercato azionario.
Anche se bisogna attendere delle ulteriori conferme grafiche, prima di poter parlare di un’inversione del trend rialzista presente su questa coppia.
E’ stata una seduta negativa per l’oro, in calo di oltre un punto percentuale.
Questa mattina conferma la difficoltà nel restare sopra i 1.600 dollari.

ANALISI EURUSD
L’euro mette a segno un bel balzo in avanti sul dollaro e si allontana dal supporto in area 1.3050.
C’è spazio per un ulteriore apprezzamento verso 1.3280.
Molto probabilmente le vicende politiche italiane ed il meeting della BCE della settimana prossima daranno la direzione del cambio nel breve periodo.
Attenzione all’eventuale perforazione del supporto in area 1.29, lì potrebbe invertirsi il trend rialzista partito dal minimo del luglio 2012.

ANALISI USDJPY
Il dollaro/yen prova a riportarsi sopra il vecchio supporto di breve in area 92.50 violato nei giorni scorsi.
Kuroda, sostenitore della politica di svalutazione dello yen, è stato nominato oggi nuovo governatore della Bank of Japan.
La notizia era comunque già scontata dal mercato.
In caso di mancato recupero del livello a 92.50, potremo assistere al test della soglia psicologica a quota 90.
Più in basso, il primo vero supporto in zona 88.50.
La resistenza sui massimi dell’anno in area 94.50.

ANALISI AUDUSD
Dopo due sedute nelle quali ha aggiornato il minimo dell’anno, sfiorando anche il supporto in zona 1.015, il dollaro australiano rimbalza di oltre 100 pips.
Il target di questo movimento al rialzo è il recupero di quota 1.03, per poi puntare a 1.035, la resistenza insuperabile delle ultime settimane.
Il tutto in attesa della decisione sui tassi di interesse di martedì mattina alle 4.30 (ora italiana), dopo che la stessa Banca centrale australiana ha dichiarato ieri che la propria moneta in questo momento è sopravvalutata dal 4% al 15%, secondo i loro modelli matematici e che prevede un deprezzamento di 1-4 punti percentuali nei prossimi 2 anni.

ANALISI NZDUSD
Il kiwi ha praticamente seguito lo stesso movimento del “fratello” AUDUSD, senza però aggiornare, ancora una volta, il minimo dell’anno.
E’ andato vicinissimo al supporto in zona 0.82 ed in questo momento è posizionato sopra 0.83, grazie anche ai dati positivi usciti nella tarda serata di ieri.
Vedremo se adesso si ripeterà il movimento di inizio anno, dove dopo aver toccato 0.8214 (ieri 0.8226), il cambio NZDUSD fu protagonista di una scalata culminata con il  top del 2013 a 0.8534.

ANALISI GBPUSD
Resiste il cable sopra 1.50, con delle puntate fino a 1.52.
E’ questo il trading range delle ultime sedute, in attesa del meeting della Bank of England della prossima settimana.

ANALISI USDCAD
Qualche segno di stanchezza del cambio USDCAD, dopo aver registrato martedì scorso il nuovo massimo dell’anno a 1.0304.
Anche dal grafico Heikin-Ashi cominciano ad arrivare dei segnali di una prima possibile candela rossa sul grafico giornaliero, dopo una serie di 9 candele verdi.

ANALISI USDCHF
Come per USDCAD, anche dal dollaro/franco svizzero emergono dei segnali di debolezza, confermati dalla possibile costituzione di una candela rossa sul grafico daily Heikin-Ashi.
Potrebbe essere giunto il momento di aprire delle posizioni ribassiste su questo cambio.

mercoledì 27 febbraio 2013

Bund ed oro in forte rialzo


Piazza Affari paga l’incertezza politica presente in questo momento nel nostro Paese e chiude con un calo di quasi 5 punti percentuali.
Da un punto di vista grafico, per l’indice FTSE Mib c’è spazio per un’ulteriore discesa fino ai 15 mila punti.
Wall Street ha reagito meglio, con un buon recupero finale grazie ai dati positivi macro economici del pomeriggio ed alle parole di Bernanke, il quale ha assicurato i mercati che la Fed intende portare avanti le misure di stimolo all'economia, ovvero immissione di liquidità.
Anche se, sappiamo tutti che in merito a tale politica economica, vi è una profonda spaccatura all'interno dell’organo esecutivo della Federal Reserve.
Il bund ha registrato ieri un massimo di seduta a 145.13.
Per l’obbligazionario tedesco, superata la resistenza lunedì scorso in area 143.60, la strada è aperta per un ritorno verso i top assoluti a 146.
Ed in quel caso ci sarebbe la ovvia conseguenza di uno spread con il BTP italiano in forte salita.
L’oro, nonostante il buon recupero del dollaro, si riposiziona sopra i 1.600$, forte dell’avversione al rischio presente sui mercati e delle affermazioni di Bernanke di cui sopra.
Ma in questo momento siamo noi l’ombelico del mondo, gli investitori internazionali attendono con ansia delle notizie (si spera positive) dall’Italia.

ANALISI EURUSD
L’euro si tiene a galla sopra il supporto in area 1.3050.
Probabilmente molti staranno provando un LONG a questi prezzi con stop sotto 1.30.
Per tale ragione, la perforazione di questa soglia psicologica potrà essere piuttosto violenta.
Il vero supporto è in zona 1.29, sui minimi di dicembre 2012.
Nella parte alta del grafico, una resistenza di breve è situata in area 1.3280.

ANALISI USDJPY
Il dollaro/yen sta incontrando delle difficoltà nel restare sopra quota 92.
Potrebbe trattarsi di un alleggerimento delle posizioni in vista della nomina del nuovo presidente della Bank of Japan.
Molto probabilmente il nuovo governatore sosterrà la politica di svalutazione dello yen.
Come ho scritto ieri, da un punto di vista grafico, per il cambio USDJPY c’è margine per una discesa fino alla soglia psicologica a quota 90 e poi verso il primo vero supporto in zona 88.50.
La resistenza resta a 94.50.

ANALISI AUDUSD
Il dollaro australiano ha registrato ieri un nuovo minimo dell’anno poco sopra 1.02 ed in questo momento sembra intenzionato ad aggiornarlo ancora una volta.
Il movimento ribassista potrà fermarsi sul supporto in zona 1.015.

ANALISI NZDUSD
La rottura al ribasso della trend line dinamica che partiva dal minimo del 2012 sta spingendo il kiwi verso il supporto in zona 0.82.
Ora siamo a 40 pips circa da tale livello.
Dopo 0.82, il supporto successivo si trova una figura più in basso a 0.81.

ANALISI GBPUSD
Questa mattina il cable è tornato sui minimi dell’anno, 20 pips circa sotto 1.51.
Sembra tutto pronto per la rottura della soglia psicologica a 1.50.
Da lì partirà poi un salto di 6 figure verso il supporto in zona 1.44.
Attenzione a non farsi male, è meglio portarsi un paracadute per chi vorrà speculare al rialzo su questo cambio.

ANALISI USDCAD
Nuovo massimo dell’anno ieri a 1.0304.
Siamo quindi arrivati dentro la resistenza a 1.03.
La terza toccata nelle ultime settimane e probabilmente non l’ultima, considerata la perforazione della trend line dinamica che collegava i massimi del 2011 e del 2012.

ANALISI USDCHF
Si resta sopra 0.93 e poco sotto la resistenza in zona 0.9360.
C’è poco da commentare per il momento sul cross USDCHF.
E’ sicuramente più interessante in questo momento il cambio con l’euro, dove EURCHF è sceso ieri fino a 1.2120, riaccendendo i fari sul livello minimo imposto dalla Banca centrale della Svizzera a 1.20.

martedì 26 febbraio 2013

Ancora una volta il Forex ha anticipato il crollo dell'azionario


Quello che temevano i mercati è accaduto: un’Italia senza una maggioranza in grado di governare e Berlusconi nuovamente protagonista della scena politica.
Lo si è visto chiaramente ieri nel momento in cui sono stati pubblicati gli instant poll che davano il centro sinistra vittorioso al Senato ed alla Camera.
Piazza Affari galoppava verso i 17 mila punti, con un guadagno del 4%.
Poi, con le prime proiezioni che davano Berlusconi in testa a Palazzo Madama, l’indice FTSE Mib azzerava tutto passando addirittura in perdita dello 0.50%.
La chiusura è poi stata positiva, ma questa mattina il risveglio, con i dati ufficiali, è stato tremendo: Piazza Affari ha aperto con un calo superiore al 6% e spread che vola a 340.
Gli effetti si sono propagati in tutto il mondo: l’indice americano S&P500 è sceso sotto la soglia psicologica dei 1.500 punti, Tokyo ha chiuso la seduta odierna con un -2.26%.
L’euro è tornato verso i minimi dell’anno nei confronti del dollaro.
Il bund, invece, ha violato la resistenza in area 143.60 e questa mattina ha sfiorato quota 145.
Una figura più in alto di quest’ultimo livello, ci sono i massimi storici.
In questo contesto di avversione al rischio, torna ad attirare le attenzioni degli investitori l’oro, in questo momento a 1.600$.

ANALISI EURUSD
L’euro aveva aperto l’ottava positivamente con un massimo di seduta a 1.3319 subito dopo la pubblicazione degli instant poll che davano il centro sinistra vittorioso all’elezioni italiane.
Graficamente, in quel momento vi era anche il recupero sopra la trend line dinamica violata al ribasso la settimana scorsa.
Ma poi, con le proiezioni che riportavano il nostro Paese nel caos politico, c’è stato il crollo di oltre 2 figure, fino a toccare il supporto in area 1.3050.
Sarà forse solo una coincidenza, ma in Grecia meno di un anno fa, la mancanza di una forte maggioranza uscita dal voto del 6 maggio del 2012, portò alla violazione di 1.30 e da lì verso nuovi minimi dell’anno.

ANALISI USDJPY
Il dollaro/yen aveva aperto con un gap al rialzo ed un nuovo massimo dell’anno a 94.74 con la notizia della possibile nomina a governatore della Bank of Japan di Haruhiko Kuroda, conosciuto sul mercato come un combattente contro la forza dello yen.
Ma l’avversione al rischio in seguito al voto in Italia, ha spinto lo yen (una volta visto come bene rifugio) sotto quota 91, violando così il supporto di breve in zona 92.50.
La situazione si fa adesso interessante, in quanto, da un punto di vista grafico, oltre alla soglia psicologica a 90, non ci sono altri livelli degni di nota fino a 88.50.
Vedremo come andrà a finire, in questo momento vi è il tentativo di recupero di 92.

ANALISI AUDUSD
Il dollaro australiano è stato al centro nei giorni scorsi di dichiarazioni incrociate di membri della Banca centrale del Paese in merito alla valutazione del cambio AUDUSD.
Il presidente Stevens non lo vedo ancora “gravemente sopravvalutato”, Debelle ha ieri paventato un intervento sul cambio e nuovi possibili tagli dei tassi di interesse.
In ogni caso, ogni rialzo si è sgonfiato sulla resistenza di breve a 1.035, mentre i minimi del mese e dell’anno sono stati già aggiornati diverse volte nell’ultimo periodo.
La correzione da 1.055 non è ancora completata, dovrebbe giungere sul supporto in zona 1.015.

ANALISI NZDUSD
E’ stata violata al ribasso la trend line dinamica che partiva dal minimo del 2012.
A questo punto per il neozelandese si è aperta la strada che porta verso il supporto in area 0.82.

ANALISI GBPUSD
Il trend ribassista in corso sul cambio GBPUSD ha conosciuto un’accelerazione venerdì scorso a pochi minuti dalla chiusura dell’ottava, con il taglio del rating da parte di Moodys’ e quindi la perdita della tripla A del Regno Unito.
Ieri è stato registrato un nuovo minimo dell’anno a 1.5071.
Una volta superata la soglia psicologica a 1.50, la sterlina dovrebbe perdere ancora altre 6 figure per arrivare al supporto in area 1.44.
Ogni tentativo di rimbalzo, come quello di oggi verso 1.52, rappresentano delle occasioni per rientrare SHORT sul cambio.

ANALISI USDCAD
Dal cambio USDCAD arrivano sempre delle indicazioni importanti per l’azionario.
Ieri, mentre vi era una generalizzata euforia per gli instant poll che davano la vittoria al centro sinistra, il canadese perdeva posizioni contro il dollaro.
Un movimento negativo per il mercato azionario, confermato anche dalla contemporanea discesa di AUDUSD e NZDUSD.
Un elemento che ho fatto notare in tempo reale su Twitter e che poi i fatti hanno confermato, con un crollo che è partito da Piazza Affari per poi estendersi al resto del mondo.
E le notizie cattive per Wall Street & Company non sono finite: è stata perforata al rialzo la trend line dinamica che collegava i massimi del 2011 e del 2012.

ANALISI USDCHF
E’ stata violata al rialzo la resistenza dinamica che univa il max del 2012 con quello del 2013, anche se il cambio USDCHF sembra incontrare delle difficoltà nell’approcciare la resistenza in zona 0.9360.
Un piccolo segnale di debolezza da non trascurare.

giovedì 21 febbraio 2013

Il Forex aveva anticipato la correzione dell'azionario


Aumenta il numero dei membri del FOMC (l’organo esecutivo della Federal Reserve) preoccupati per gli effetti del programma di acquisto dei bond, il famoso Quantitative Easing.
Quella immissione di liquidità che in questi anni ha portato ad una svalutazione del dollaro ed un rafforzamento dell’oro.
Non è quindi un caso se da ieri sera la moneta USA ha recuperato terreno nei confronti di diverse valute e l’oro è giunto su dei livelli che fanno da supporto ad un trend rialzista che perdura da ben 12 anni.
Anche le Borse di tutto il mondo hanno goduto di questa politica economica che ha in parte “drogato” il sistema e la possibilità che possa essere interrotta ha avuto degli effetti su Wall Street, dove ieri sera è stata registrata la peggior seduta di questo 2013.
Ovviamente l’Europa segue a ruota, con il nostro indice FTSE Mib in calo questa mattina di oltre 2 punti percentuali ed il gap up di inizio anno che è stato appena chiuso, portando così in negativo la performance da inizio anno.
Chi, invece, ne trae beneficio è il bund: oggi ha finalmente superato la soglia psicologica dei 143 punti e può adesso puntare alla resistenza in area 143.60.

ANALISI EURUSD
Il supporto in zona 1.3280 non ha retto alla forza con cui il dollaro ha reagito alla notizia della minute dei verbali dell’ultimo meeting della Fed di ieri sera.
Ed attenzione perché in questo momento siamo sulla trend line dinamica che parte dal minimo del 2012, la cui violazione potrebbe favorire un’ulteriore discesa verso il supporto in zona 1.3050, praticamente sui minimi del 2013.
Io personalmente sono fuori da questo cambio da diverso tempo, aspetto che si tocchino dei livelli più importanti come 1.29, prima di prendere un’eventuale posizione.

ANALISI USDJPY
Per il momento le attenzioni degli operatori, dopo il tanto rumore dei giorni scorsi, si sono spostate verso altri cambi.
Il dollaro/yen si tiene comunque distante dal supporto di breve a 92.50 e ad una sola figura circa dal massimo del 2013 sopra 94.
Sono proprio questi i due livelli da monitorare, dove potrebbero esserci delle situazioni interessanti una volta superati.

ANALISI AUDUSD
Uno, due, tre, quattro, cinque e boom!
Dopo vari tentativi di rottura della resistenza di breve a 1.035, l’australiano si è dovuto arrendere e da ieri ha ripreso a scendere con una certa intensità.
Poco fa ha aggiornato il minimo del 2013 a 1.0225.
Il target di questo movimento correttivo dalla resistenza a 1.055 è sul supporto in zona 1.015.

ANALISI NZDUSD
Le parole dell’altro giorno del governatore della Banca centrale neozelandese, Wheeler, di un NZD che si sta apprezzando troppo nei confronti del dollaro e di un possibile intervento per frenare questo trend, hanno inferto il primo duro colpo al movimento rialzista del kiwi.
Poi, l’andamento favorevole generalizzato della moneta USA partito da ieri sera ha fatto il resto.
Il risultato è che il cambio NZDUSD ha iniziato la correzione dalle resistenze 0.8450/0.8530, crollando fino alla trend line dinamica che parte dal minimo del 2012.
Più in basso lo aspetta il supporto a 0.82.

ANALISI GBPUSD
Il supporto in area 1.5450 ha resistito giusto un paio di giorni, la minute dei verbali dell’ultimo meeting della BoE di ieri, da cui è emersa una spaccatura all’interno del board simile a quella presente nella Fed, ha spinto il cable sul supporto a 1.53, dove coincidono i minimi del 2012 e 2011.
Ma anche quest’ultimo livello non ha resistito alla forza del super dollaro.
La teoria dice che la rottura c’è stata e che quindi per la sterlina si aprono degli scenari ancora più negativi, con il primo supporto degno di nota a 1.44 !
Ci sarà prima da superare la soglia psicologica a 1.50 ed altri livelli di breve, ma nel giugno del 2010, il cable impiegò un mese circa per recuperare oltre mille pips sul dollaro partendo dal supporto a 1.44.
Non è quindi un’utopia pensare che adesso potrebbe fare l’identico movimento nello stesso arco di tempo, ma in direzione opposta.

ANALISI USDCAD
Nei giorni scorsi avevo scritto che il rialzo del cambio USDCAD poteva rappresentare un segnale anticipatore di inversione ribassista per Wall Street & Company.
Così come avevo detto che oramai era tutto pronto per il test della resistenza in area 1.02.
Si sono verificate entrambe le condizioni.
Adesso, il fatto che fino a 1.05 ci siano una serie di resistenze intervallate di 100 pips, sconsiglia l’apertura di posizioni ribassiste.
Meglio attendere delle conferme tipo una candela rossa sul grafico giornaliero Heikin-Ashi.
Ci stiamo anche avvicinando alla trend line dinamica che collega i massimi del 2011 e del 2012, con una buona probabilità che venga violata.

ANALISI USDCHF
E’ in corso la perforazione della resistenza dinamica che unisce il max del 2012 con quello del 2013.
Ma soprattutto ci stiamo avvicinando alla resistenza in zona 0.9360.
Un bel rimbalzo dal supporto a 0.9050.

martedì 19 febbraio 2013

Segnali di inversione per l'azionario dal cambio USDCAD?


Apertura positiva per le Borse europee, con il nostro indice FTSE Mib che risale a 16.500 punti, dopo aver registrato ieri il nuovo minimo dell’anno a 16.337.
La chiusura è poi stata a 16.406, sulla parte bassa della banda di oscillazione in cui è intrappolato l’indice dallo scorso 4 febbraio, da quando è stato violato al ribasso il supporto dei 17.000 punti.
Oggi riapre Wall Street, lo S&P500 viene da una striscia positiva di 7 settimane chiuse in positivo ed i massimi assoluti a portata di mano.
Il bund torna a bussare a quota 143, ma senza convinzione.
L’oro, dopo aver perso la settimana scorsa il 3.44%, si mantiene sopra i 1.600$.
Le attenzioni della prima parte della seduta saranno rivolte al dato tedesco Zew, l’indice che misura il sentiment dell’economia più forte d’Europa.

ANALISI EURUSD
C’è poco da aggiungere all’analisi scritta ieri.
Il cambio ha avuto un’oscillazione di appena 57 pips.
Resta quindi confermato il supporto in zona 1.3280 e la prima resistenza interessante a 1.3480.

ANALISI USDJPY
Scampato il pericolo G20, il dollaro/yen sembrava avere il semaforo verde per nuovi massimi dell’anno.
Ed invece, si è fermato ieri ad una ventina di pips dal top del 2013 a 94.46.
Questa mattina si allontana ulteriormente da tale livello, chiudendo anche il gap up con cui aveva aperto l’ottava.
Da monitorare il supporto in area 92.50, mentre al rialzo vi è la resistenza a 94.50 che sta tenendo piuttosto bene, ma attenzione a mettersi contro le manovre in corso di svalutazione dello yen da parte del Governo giapponese.

ANALISI AUDUSD
Dalla minute dei verbali dell’ultimo meeting di febbraio della Banca centrale australiana, è emerso che potrebbe esserci un nuovo taglio dei tassi di interesse.
Saranno quindi importanti i prossimi dati macro economici, in quanto l’intervento ci sarò nel caso in cui l’economia dovesse tornare ad indebolirsi.
Il cambio AUDUSD ha reagito bene alla notizia riportandosi verso la resistenza di breve a 1.035.
Siamo comunque sempre in una fase di correzione dalla resistenza a 1.055 con target il supporto in zona 1.015.

ANALISI NZDUSD
Durante la notte vi è stato un crollo fino a 0.8404 ed in questo momento il recupero verso la resistenza in area 0.8450.
Il cambio è attualmente dentro 2 livelli importanti, oltre a quello appena segnalato, il cross ha registrato giovedì scorso il nuovo massimo dell’anno a 0.8534, dove si trova appunto l’altra resistenza.
Un rialzo che trova il sostegno del governo, infatti, ieri il primo ministro neo zelandese ha dichiarato che questo apprezzamento della propria moneta porterà dei benefici all’economia del Paese.
Se quindi dovesse perdurare questo trend, la risalita potrebbe giungere ai massimi del 2011 a 0.8843.

ANALISI GBPUSD
Il cable è alle prese con il supporto in area 1.5450.
Fino a questo momento abbiamo assistito a dei mini rimbalzi che però non sono riusciti a superare con decisione quota 1.55.
La situazione è molto delicata, potrebbero scatenarsi delle nuove vendite che potrebbero portare la sterlina verso 1.53, dove coincidono i minimi del 2012 e 2011.

ANALISI USDCAD
Il cambio USDCAD ha aggiornato tra ieri ed oggi i massimi dell’anno.
La debolezza del canadese si manifesta nonostante la buona salute del mercato azionario.
Potrebbe essere questo un segnale anticipatore di inversione ribassista per Wall Street & Company.
Sembra quindi tutto pronto per il test della resistenza in area 1.02.

ANALISI USDCHF
Anche se lentamente, procede comunque il rimbalzo dal supporto a 0.9050.
Oggi potrebbe venire una spinta importante dal discorso che terrà nel pomeriggio il presidente della Banca centrale della Svizzera.
L’obiettivo di questo trend rialzista è la resistenza in zona 0.9360.

lunedì 18 febbraio 2013

Oro boom! Buttato giù il supporto dei 1650 dollari.


Il G20 adotta la linea diplomatica nei confronti del Giappone, con un comunicato finale in cui si dice che i cambi devono essere determinati dal mercato e non utilizzati a scopi competitivi.
Un “lasciapassare” più o meno ufficiale alla politica di svalutazione della propria moneta del Governo di Tokyo, tant’è che la Borsa nipponica festeggia oggi con un +2% ed il dollaro nuovamente sale verso i massimi dell’anno nei confronti dello yen.
In una seduta orfana di Wall Street, chiusa per celebrare la festa del Presidente, le Borse europee hanno aperto in territorio negativo.
Piazza Affari ha archiviato l’ennesima settimana in rosso in questo mese di febbraio, ma ha trovato un alleato sul supporto dei 16.400 punti dell’indice FTSE Mib.
Terza ottava con il segno meno anche per il tedesco Dax, dove il livello che sta arginando i ribassi dell’ultimo periodo si chiama 7.600 punti.
Il bund continua a sbattere la testa contro i 143 punti, un segnale che rappresenta una certa debolezza dell’obbligazionario tedesco e che potrebbe significare un ritorno verso i minimi dell’anno nel momento in cui l’azionario europeo dovesse tornare a puntare verso l’alto.
L’oro ha violato il supporto dei 1.650$ e le vendite si sono subito scatenate sul metallo giallo con un crollo sotto i 1.600$.
A questo punto si è aperta la strada che porta dritto ai 1.570$/1.540$, gli ultimi supporti a difesa di un trend al rialzo che dura da ben 12 anni.

ANALISI EURUSD
La settimana si è praticamente chiusa dove era iniziata, ovvero a 1.3366.
D’altronde l’euro/dollaro veniva da due ottave in cui nella prima aveva registrato il max dell’anno a 1.3711 e nella successiva aveva lasciato sul campo buona parte dei guadagni con un crollo di 2 punti percentuali.
Da un punto di vista grafico, di interessante c’è stata la violazione del supporto in area 1.3380 ed un minimo a 1.3306, si comincia così ad intravedere il prossimo livello in zona 1.3280.
A nord del grafico, disegniamo una nuova resistenza di breve a 1.3480.

ANALISI USDJPY
I rischi di un comunicato del G20 contro la svalutazione dello yen simile a quello dei giorni scorsi del G7, aveva fatto scattare le vendite sul cambio USDJPY, con un minimo venerdì a 92.23.
Ma la linea morbida seguita dal vertice di Mosca ha ridato benzina al cambio, in questo momento vicino ai top di periodo.
E’ alle porte un nuovo test della resistenza in aera 94.50, anche se, come ho più volte ribadito in passato, l’analisi tecnica conta molto poco in un contesto di manipolazione del mercato.

ANALISI AUDUSD
Dopo le famose cinque sedute consecutive nelle quali il cambio aveva sempre aggiornato il minimo dell’anno, il rimbalzo dell’australiano ha trovato, nell’ottava appena chiusa, una valida resistenza nel vecchio supporto in area 1.035.
Un classico esempio di pullback, che adesso potrà spingere nuovamente verso il basso il cross AUDUSD, dove lo aspetta il supporto in zona 1.015.
Attenzione questa notte alla minute dei verbali dell’ultimo meeting della Banca centrale australiana.

ANALISI NZDUSD
Il rialzo con il nuovo massimo dell’anno del kiwi (0.8534) si è arrestato sulla resistenza in area 0.8530.
In questo momento siamo ad una figura circa sotto tale livello.
Si troverà quindi in guadagno anche chi avrà aperto delle posizioni SHORT sulla precedente resistenza a 0.8450.
Come per AUDUSD, il cambio NZDUSD potrà risentire degli effetti della minute dei verbali della Banca centrale australiana previsti per questa notte.

ANALISI GBPUSD
Nell’ottava appena chiusa, la sterlina ha perso quasi 2 punti percentuali nei confronti del dollaro.
Il bilancio da inizio anno supera il -4%.
Un dato che porterà sicuramente dei benefici all’economia UK.
Questa mattina è stato registrato un nuovo minimo dell’anno a 1.5438, siamo così dentro il supporto in area 1.5450.
E’ possibile aspettarsi adesso un rimbalzo da questo livello, prima di effettuare il test del mega supporto in zona 1.53, dove si trovano i minimi del 2012 e 2011.

ANALISI USDCAD
Il canadese ha chiuso la settimana con un +0.43%, consolidando la propria posizione sopra la parità.
Siamo a pochi pips dal doppio massimo del 2013 a 1.0100.
Oramai è solo una questione di tempo l’arrivo di nuovi massimi dell’anno ed il test della resistenza in area 1.02.

ANALISI USDCHF
E’ stata un’ottava positiva per USDCHF (+0.5%).
Prosegue il rimbalzo dal supporto a 0.9050 e questa mattina è stato registrato un massimo di giornata a 0.9258, ad una figura circa dal target di questo movimento rialzista che ha come obiettivo la resistenza in zona 0.9360.

mercoledì 13 febbraio 2013

Nuovi massimi per Wall Street. Euro in lenta ripresa


Buon recupero di Piazza Affari nella seconda parte della seduta di ieri, dopo aver registrato in mattinata il nuovo minimo del 2013 a 16.370 punti.
Da quando c’è stata la violazione dei 17.000 punti lo scorso 4 febbraio, l’indice FTSE Mib è rimasto dentro un range di prezzi che oscilla tra i 16.800 ed i 16.400.
Negli USA, invece, si continua a ritoccare verso l’alto i massimi di periodo, lo S&P500 ha ulteriormente accorciato la distanza dal top assoluto dei 1.575 punti.
Obama ha presentato ieri un piano di riforme i cui dettagli sono inseriti nell’articolo in basso, presente nella rassegna stampa dal web.
Il rimbalzo del bund dal supporto a 141.50 non riesce a superare quota 143.
Quest’ultimo potrebbe rappresentare la parte alta di un canale in fase di costruzione, all’interno del quale il future potrebbe sostare nei prossimi giorni, in attesa di nuovi spunti operativi.
Da lunedì scorso l’oro cammina in bilico sul filo dei 1.650$.
Sotto vi è un burrone che potrebbe portare il metallo prezioso verso i 1.570$/1.540$, gli ultimi supporti a difesa di quel trend al rialzo che dura da ben 12 anni.
Il recupero del dollaro potrebbe giocare un ruolo decisivo, rendendo così ancora più interessante la guerra delle valute, di cui tutti ne parlano, ma nessuno ne ammette l’esistenza.

ANALISI EURUSD
Lentamente l’euro recupera delle posizioni contro il dollaro.
Siamo in una fase di assestamento dopo il crollo di quasi 3 figure dal massimo del 2013 toccato lo scorso primo febbraio.
Non è quindi cambiato nulla da un punto di vista grafico: resta il supporto in area 1.3380, dove si è arrestato il movimento di cui sopra.
Più in basso vi è il successivo livello in zona 1.3280.
Nella parte alta, il rimbalzo potrebbe proseguire fino alla resistenza di breve a 1.3580.

ANALISI USDJPY
Il dollaro/yen è stato ieri al centro di una situazione grottesca: nel pomeriggio è giunto un chiarimento ad un comunicato precedentemente rilasciato dal G7 in merito alla svalutazione dello yen di queste ultime settimane.
Considerato lo scarso impatto avuto dalla prima release, che come spesso accade in queste casi utilizza un linguaggio molto diplomatico, un funzionario anonimo del G7 ha pensato bene di evidenziare che lo statement è stato mal interpretato e che intendeva dire che vi è preoccupazione per i recenti movimenti sui cambi JPY.
Una forzatura che definirei imbarazzante, che ha comunque avuto gli effetti desiderati, con il dollaro/yen in caduta libera di oltre 100 pips.
Si resta comunque poco sotto il massimo del 2013.

ANALISI AUDUSD
Dopo cinque sedute consecutive nelle quali il cambio ha sempre aggiornato il minimo dell’anno, l’australiano rimbalza verso il vecchio supporto adesso resistenza in area 1.035.
La correzione da 1.055 resta quindi per il momento non completata, ricordo che il target di tale movimento ribassista è sul supporto in zona 1.015.

ANALISI NZDUSD
Ieri scrivevo che i movimenti delle ultime settimane facevano propendere per un prossimo test della resistenza in zona 0.8450 e ieri è stato toccato un max intraday a 0.8437.
In ogni caso, consiglio l’apertura di eventuali posizioni SHORT su tale livello, con il supporto di altri elementi, la mia personale preferenza va sempre ai grafici Heikin-Ashi.

ANALISI GBPUSD
Dopo aver segnato un nuovo minimo dell’anno a 1.5572, la sterlina ha recuperato terreno contro il dollaro tornando verso 1.57.
Il cable resta comunque debole fino a quando non toccherà 1.59, per il momento ci sono ancora margini per una discesa fino al supporto in area 1.5450.

ANALISI USDCAD
Si è rischiato ieri di avere un triplo massimo a 1.0100.
Il max di seduta si è fermato a 1.0087.
La chiusura è poi stata a 1.0017.
Il quadro nel breve periodo resta positivo per il dollaro americano, soprattutto nel caso in cui dovesse esserci una correzione dell’azionario, ieri lo S&P500 ha toccato nuovi massimi di periodo.
Ed il cambio USDCAD è solitamente correlato in modo inverso con tale mercato.

ANALISI USDCHF
E’ stata una seduta negativa per USDCHF.
Ancora una volta, il cross incontra delle difficoltà nel superare quota 0.92.
Ma questo non dovrebbe compromettere il rimbalzo dal supporto a 0.9050, con target la resistenza in zona 0.9360.

martedì 12 febbraio 2013

Trend al rialzo di 12 anni a dura prova per l'oro


Dopo il -0.60% della seduta di ieri, a Piazza Affari è rimasto da salvare un +1.58% di performance dall’inizio dell’anno.
Un guadagno destinato ad azzerarsi dopo l’ennesimo scandalo che ha colpito questa mattina un titolo importante del listino milanese: Finmeccanica.
L’amministratore delegato della società, Giuseppe Orsi, è stato arrestato con l’accusa di corruzione internazionale per le tangenti che sarebbero state pagate per la vendita di 12 elicotteri al governo indiano.
In questo momento l’FTSE Mib perde lo 0.80%, sembrano maturi i tempi per un test dei 16.200 punti, dove vi è anche il gap di inizio anno da chiudere.
Da segnalare il risveglio dell’oro!
Il metallo prezioso è tornato da ieri sul supporto a 1.650$.
L’eventuale violazione sarà il primo campanello di allarme di un trend positivo che dura da ben 12 anni.
Da tale livello c’è spazio per una discesa di quasi 100 dollari, verso quei 1.570$/1.540$, gli ultimi ostacoli da superare prima di decretare ufficialmente la fine di una corsa al rialzo che non conosce ostacoli dal 2000.
Attenzione ai movimenti sulle valute: tutti ne parlano, nessuno lo ammette apertamente, ma è in corso una guerra al ribasso, che ha come fine la svalutazione della propria moneta.
Qualcuno potrebbe pensare al contrario, ad una lotta per rafforzare la propria divisa ed invece no, la voce export è un elemento fondamentale per l’economia di un Paese ed una moneta forte non aiuta in tal senso.

ANALISI EURUSD
Dopo tre sedute in rosso che hanno portato il cambio da 1.36 a 1.34, l’euro prende fiato e trova per il momento un sostegno sul supporto in area 1.3380.
Ci sono spesso dei momenti di alta volatilità per le tante dichiarazioni che arrivano in merito all’attuale valore della nostra moneta, per alcuni troppo forte, per altri in linea con l’andamento degli ultimi anni.
Da un punto di vista grafico, in caso di rottura del supporto in cui si trova adesso, il prossimo livello è in zona 1.3280.
A quei prezzi si avvicinerebbe anche la trend line dinamica che parte dal minimo del 2012.
Al rialzo, non vi sono grossi ostacoli fino a 1.3580.

ANALISI USDJPY
Durante la notte il dollaro/yen ha registrato un nuovo massimo dell’anno a 94.46.
Siamo dentro una resistenza in prossimità dei massimi del 2010.
Considerato il beneplacito ottenuto ieri dagli USA su questa svalutazione che dura da diversi mesi sullo yen, il cambio non avrà difficoltà a raggiungere il prossimo target in zona 98.50.

ANALISI AUDUSD
Siamo a cinque sedute consecutive nelle quali il cambio ha sempre aggiornato il minimo dell’anno.
Questa mattina l’australiano è sceso fino a 1.0232.
L’obiettivo di questo trend al ribasso, partito dopo aver toccato la resistenza a 1.055, è sul supporto in zona 1.015.

ANALISI NZDUSD
Il neozelandese si trova in una situazione neutra.
Considerati i movimenti delle ultime settimane, si potrebbe propendere per un prossimo test della resistenza in zona 0.8450.
Mentre, dei segni di debolezza si potrebbero avere con una chiusura giornaliera sotto 0.83, un dato che manca dallo scorso 3 gennaio.
Un occhio sempre al mercato con cui è solitamente correlato, ovvero quello azionario, anche se nell’ultimo periodo tale legame non è stato così forte.

ANALISI GBPUSD
Cominciano a vedersi gli effetti della violazione dei supporti 1.5850/1.5750 avvenuta nelle settimane passate.
Questa mattina la sterlina scende sotto quota 1.56 nei confronti del dollaro, registrando un nuovo minimo dell’anno a 1.5574.
Perde terreno anche contro l’euro, con il cambio EURGBP a 0.86.
La discesa però non è finita, per GBPUSD la strada porta al supporto in area 1.5450.

ANALISI USDCAD
Dopo aver chiuso l’ottava scorsa sopra la parità, il canadese continua a perdere terreno nei confronti del dollaro americano.
In questo momento siamo vicinissimi al max del 2013, dove alla fine di gennaio si è realizzato un doppio massimo a 1.0100.
Sembra quindi tutto pronto per una rottura di tale resistenza e l’inizio del test di una serie di livelli distanti 100 pips tra loro a cominciare da 1.0200 fino a 1.0500.

ANALISI USDCHF
Prosegue il rimbalzo dal supporto a 0.9050.
Oggi è stato migliorato il massimo della settimana scorsa a 0.9215.
Il target di tale movimento al rialzo è sulla resistenza in zona 0.9360.

lunedì 11 febbraio 2013

E' stata una settimana molto negativa per l'euro


Nelle ultime due settimane, Piazza Affari ha perso oltre il 6%, riducendo così al +2% il guadagno in questo 2013.
Si resta sotto i 17 mila punti e con il pericolo dietro l’angolo dei 16.200.
Quella appena chiusa, è stata un’ottava difficile anche per il resto delle Borse europee.
L’indice tedesco Dax ha registrato il nuovo minimo dell’anno a 7.536 punti, riuscendo però a chiudere sopra i 7.600.
Nuovi minimi del 2013 anche per il francese Cac40 e lo spagnolo Ibex.
Diverso il discorso dall’altre parte dell’oceano: l’indice americano S&P500 ha archiviato la settimana con una performance positiva (la sesta consecutiva) ed un nuovo massimo di periodo a 1.518 punti, avvicinandosi ulteriormente al top assoluto a 1.575.
Il quadro generale del mercato azionario resta comunque tendenzialmente al rialzo, siamo ancora distanti da quei livelli che potrebbero invertire questo trend positivo di medio periodo.
Dal fronte obbligazionario, il Bund ha allargato la fascia di oscillazione del 2013 verso il basso dopo aver effettuato il test del supporto a 141.50.
Questa mattina viaggia intorno a quota 143.
E’ possibile che vada a fare un giro verso la resistenza in area 143.60, prima di riprendere il trend discendente ed una nuova prova del supporto di cui sopra.
Non pervenuto ancora una volta l’oro, dove la situazione resta neutra.

ANALISI EURUSD
Una settimana così negativa sull’euro (-2% nei confronti del dollaro) non si vedeva dal luglio del 2012.
Proprio in quel periodo, dove poco dopo vi fu il minimo di quell’anno, partii il trend al rialzo tutt’ora in corso.
Questa correzione si è per il momento arrestata sul supporto di breve a 1.3380, mentre una figura più in basso vi è il secondo a 1.3280.
Da seguire con molta attenzione la trendline dinamica che parte dal minimo del 2012 sopra citato, la cui violazione potrebbe portare all’inversione del trend rialzista di medio periodo.

ANALISI USDJPY
Dopo nove candele verdi consecutive, arriva la prima rossa sul grafico settimanale del dollaro/yen.
Ma nulla di preoccupante, sono solo scattate delle prese di beneficio in vista del lungo ponte in Giappone, dove oggi i mercati sono chiusi.
Più che altro, come si è visto in passato, queste sono le fasi utili per rientrare LONG su un movimento che non conosce soste dalla fine del settembre del 2012.
Sta portando i suoi frutti la politica di svalutazione dello yen più o meno nascosta del governo di Tokyo.

ANALISI AUDUSD
Si è chiusa la quarta settimana consecutiva con il segno negativo per l’australiano.
Una debolezza che si è manifestata in misura maggiore nelle ultime tre sedute, con il cambio che ha sempre aggiornato il minimo dell’anno.
Vedremo se la striscia proseguirà anche oggi, in questo momento siamo pochi pips sopra 1.0256.
Dopo il pull back verso area 1.035, adesso si torna a puntare al supporto in zona 1.015.

ANALISI NZDUSD
Il neozelandese si lascia trascinare al ribasso dal “fratello” AUDUSD e chiude la settimana con un calo superiore al punto percentuale.
Però, a differenza dell’australiano, il kiwi non ha ancora testato dei supporti importanti, primo fra tutti quello in zona 0.82.
Sta “lavorando” quello dinamico che parte dal minimo del 2012.
Ma manca dallo scorso 3 gennaio una chiusura sotto 0.83.
Una forza relativa da tenere in considerazione e per tale ragione venerdì scorso è stata alzata di una mezza figura a 0.8450 la resistenza che coincide con i massimi del 2012.

ANALISI GBPUSD
La sterlina ha recuperato lo 0.69% sul dollaro nell’ottava appena chiusa.
La performance da inizio anno resta molto negativa e la violazione di importanti supporti nei giorni passati non lascia molte speranze di ripresa.
Il target di questo movimento ribassista è sul livello in area 1.5450.
Invece, si potrà parlare di inversione di questo trend orso di breve periodo solo con il recupero di quota 1.59.

ANALISI USDCAD
Finalmente c’è stato il tanto atteso ritorno sopra la parità per il canadese.
Il +0.55% registrato nella settimana appena chiusa proietta il cambio verso il top del 2013, dove graficamente abbiamo un doppio massimo a 1.0100.
La sensazione è che possa allungare fino alla resistenza in zona 1.0200.
Senza fretta però, il canadese è come la tartaruga, la volatilità non è di casa da queste parti.

ANALISI USDCHF
E’ stata una ottava positiva per il dollaro/franco svizzero (+1%), con il max weekly toccato giovedì scorso a 0.9201.
Siamo sempre in fase di rimbalzo dal supporto a 0.9050, con target sulla resistenza in zona 0.9360.

giovedì 7 febbraio 2013

Draghi dirà ancora che l'euro non è da shortare?


Oggi è il grande giorno: si riuniscono le banche centrali inglese ed europea.
Non dovrebbero esserci variazioni dai tassi di interesse attuali delle due aree economiche.
L’evento clou è la conferenza stampa di Mario Draghi.
Chissà se gli verrà posta qualche domanda sulla valutazione attuale della nostra moneta, un tema molto caro a diversi leaders della UE.
Tempo fa, il numero uno della BCE, disse che l’euro non era da shortare (vendere al ribasso).
Nel frattempo, le Borse europee hanno aperto la giornata in territorio positivo.
Con il -0.78% di ieri, la performance da inizio anno dell’indice tedesco Dax è passata in negativo.
Resta ancora positiva (+2%) quella di Piazza Affari, ma c’è da recuperare quota 17 mila punti per il FTSEMIB e bisogna anche guardarsi alle spalle al supporto in zona 16.200, dove vi è ancora il gap di inizio anno da chiudere.
Il Bund corregge dalla resistenza a 142.60, ancora nessuna notizia dall’oro, sempre in stand-by in attesa di uno strappo sopra i 1.700$ o sotto i 1.650$.

ANALISI EURUSD
Anche ieri un giro sotto 1.35 e poi il recupero.
In questo momento siamo 30 pips circa sotto 1.36.
La partita si gioca dalle ore 14.30, dal momento in cui prenderà la parola il presidente della BCE, Mario Draghi.
I livelli grafici da monitorare sono a 1.37 (dove si trova il massimo del 2013) e la resistenza in area 1.38.
A sud del grafico, i primi supporti di breve sono a 1.3480 e 1.3380.

ANALISI USDJPY
Per il dollaro/yen c’è solo da registrare la seduta di ieri in lieve flessione dopo aver aggiornato il massimo dell’anno a 94.06.
Ma questa mattina il cambio torna a correre e molto probabilmente migliorerà tale livello, per raggiungere la resistenza in zona 94.50.
Ripeto ancora una volta: è in corso una sorta di manipolazione del cross, una manovra che ha come fine la svalutazione dello yen.
Fare quindi molta attenzione nel prendere posizioni, soprattutto al ribasso.

ANALISI AUDUSD
Traballa il supporto in area 1.035.
Ieri è stato registrato il nuovo minimo del 2013 a 1.0297, replicato anche nella seduta in corso.
Siamo quindi giunti al bivio: rimbalzo o proseguimento del trend ribassista verso il successivo supporto a 1.015.

ANALISI NZDUSD
E’ crollato sotto 0.84 in seguito ai dati sull’occupazione pubblicati nella tarda serata di ieri e che hanno mostrato un quadro non molto positivo per la Nuova Zelanda.
Il cambio, da un punto di vista grafico, è praticamente dall’inizio dell’anno dentro una resistenza in prossimità dei massimi del 2012, sembrerà un’affermazione banale, ma se non si sale…si scende!

ANALISI GBPUSD
Questa mattina, il nuovo governatore della Bank of England, Mark Carney, terrà un'audizione presso il Parlamento britannico.
Più tardi ci sarà l’annuncio sui tassi di interesse UK.
La situazione del cable è molto delicata, nei giorni scorsi sono stati violati dei supporti molto importanti.
Il movimento ribassista partito ad inizio 2013 potrebbe giungere fino a 1.5450.

ANALISI USDCAD
C’è poco da scrivere sul canadese, procede lentamente verso il supporto in zona 0.9840, dopo aver fatto il doppio massimo del 2013 a 1.01.
Potrebbe riprendere la corsa al rialzo nel caso in cui Wall Street dovesse correggere dai massimi di periodo in cui si trova adesso.
Ricordo, infatti, che il cambio USDCAD segue solitamente in modo inverso il mercato azionario, anche se ultimamente sono saltate diverse correlazioni intermarket, non solo su questo cross.

ANALISI USDCHF
E’ rientrato il movimento rialzista di ieri mattina che ha visto il dollaro/franco svizzero salire fino a 0.9150.
Oggi si scende verso il supporto a 0.9050.

mercoledì 6 febbraio 2013

Tokyo +4% ! Crolla lo yen. Euro/dollaro sopra il supporto 1.3480


Chiusura in forte rialzo per la Borsa di Tokyo: l’indice Nikkei guadagna quasi 4 punti percentuali e raggiunge delle quotazioni che non si vedevano dalla fine del settembre 2008.
A scatenare gli acquisti sul listino giapponese è stata la notizia delle dimissioni anticipate dell’attuale governatore della Banca del Giappone, Masaaki Shirakawa.
Gli operatori si attendono adesso un successore che porti avanti una politica economica che potrà portare ad un’ulteriore svalutazione dello yen, per favorire le aziende impegnate nell’export.
E’ stata ieri una seduta di recupero per le Borse europee e per quella americana, dopo il lunedì nero.
Piazza Affari deve ancora riprendersi del tutto dalla batosta dell’altro giorno e soprattutto chiedersi quanto potranno influire gli avvenimenti delle ultime settimane sulla fiducia degli investitori esteri.
Un elemento importante, che per il momento non trova neanche il sostegno della classe politica, in quanto le elezioni sono molto vicine e cresce la sensazione che non potrà esserci un governo che possa garantire stabilità al Paese.

ANALISI EURUSD
La vecchia resistenza a 1.3480, adesso nelle vesti di supporto, ha frenato il movimento ribassista partito subito dopo la chiusura della sessione europea di venerdì scorso.
Il rimbalzo si è per il momento esaurito poco sotto 1.36.
La notizia del cambio dell’outlook da stabile a negativo del rating dell’Olanda, con conseguente rischio della perdita della tripla A, ha inciso leggermente sul cambio EURUSD.
Un elemento di forza da non sottovalutare.
Ma il vero test sarà domani con il meeting della BCE.

ANALISI USDJPY
Durante la notte, il dollaro/yen ha aggiornato il massimo dell’anno a 94.06, all’orizzonte comincia ad apparire la resistenza in zona 94.50.
Le dimissioni anticipate del governatore della Banca del Giappone, favoriscono le speculazioni per un successore che porterà ad un’ulteriore svalutazione dello yen.
La moneta giapponese ha già perso il 13% contro il dollaro nell’anno appena chiuso, nel 2013 siamo già a -8%.

ANALISI AUDUSD
Dollaro australiano sul supporto in area 1.035.
La correzione dalla resistenza a 1.055 ha quindi prodotto un movimento di 2 figure (200 pips).
Siamo praticamente sui minimi degli ultimi 3 mesi, potrebbe esserci un rimbalzo da questi livelli, ma il primo vero supporto si trova a 1.015.
Per tale ragione, bisogna fare molta attenzione nell’apertura di posizioni LONG alle quotazioni attuali.

ANALISI NZDUSD
Il neozelandese continua a sovraperformare il “fratello” AUDUSD.
Non cede dalla resistenza in cui si trova adesso, il che lascia pensare che stia preparando un test alla successiva in area 0.8530.
La situazione va monitorata attentamente, perché potrebbe allinearsi all’australiano e venire giù con una certa forza.

ANALISI GBPUSD
Comincia a scricchiolare il cable.
Si avvicina l’appuntamento con la Bank of England ed il cambio ha registrato ieri un nuovo minimo dell’anno a 1.5631.
Oggi siamo ancora vicini a tali prezzi, si procede quindi verso il supporto in zona 1.5450.

ANALISI USDCAD
Si muove poco il canadese, da quando è sceso sotto la parità lo scorso 31 gennaio, il cambio non va oltre un range di prezzi giornaliero superiore ai 50 pips.
Se non dovessero arrivare delle novità nelle prossime ore, si va avanti con il trend ribassista successivo al doppio massimo a 1.01 delle passate settimane.
Si punta al supporto in area 0.9840.

ANALISI USDCHF
C’è stato un acuto questa mattina, il dollaro/franco svizzero ha strappato al rialzo di 50 pips circa.
Si è così allontanato dal supporto a 0.9050 di circa una figura, potrebbe essere partito il movimento giusto il cui primo obiettivo è quello di recuperare quota 92.

martedì 5 febbraio 2013

FTSEMIB arrivederci 17000. Euro sotto 1.35 !


Era tanto attesa ed alla fine è arrivata la correzione sul mercato azionario.
D’altronde, con il Bund giunto su un importante supporto a 141.50, i tempi erano oramai maturi per un’ondata di vendite che ha assunto i connotati di un vero e proprio panic selling a Piazza Affari, con l’indice FTSEMIB crollato di quasi 800 punti (-4.50%).
Arrivederci ai 17 mila punti ed il gap di inizio anno a 16.273 che comincia a fare capolino dietro l’angolo.
Lo stesso gap che invece è stato chiuso ieri sul Dax.
L’indice tedesco aveva sottoperformato quello italiano in questo inizio del 2013 ed ha quindi dovuto fare meno strada per arrivare ai livelli di fine 2012.
E’ stata una seduta negativa anche a Wall Street, anche se in misura inferiore rispetto all’Europa.
Non si può ancora parlare di inversione di tendenza, probabilmente assisteremo ancora ad altre giornate negative, ma per il momento il quadro resta positivo per il mercato azionario.
Resta muto l’oro, sempre dentro il range di prezzi compreso tra i 1.650$ ed i 1.700$.

ANALISI EURUSD
Era dal 3 gennaio scorso, che l’euro non perdeva in una seduta oltre una figura nei confronti del dollaro.
E pensare che l’ottava appena passata si era conclusa con un nuovo massimo dell’anno a 1.3711.
Nel giro di poche ore la nostra moneta ha perso quota 1.36 e poi 1.35, con un minimo intraday odierno a 1.3459.
Le vecchie resistenze a cominciare da quella in area 1.3480 faranno da supporto in questo breve arco di tempo.
Il mercato attende il meeting della BCE di giovedì prossimo.

ANALISI USDJPY
Dopo 9 candele verdi consecutive sul grafico weekly ed un nuovo massimo del 2013 a 93.18, il dollaro/yen sembra voler ripetere il film visto nelle ultime settimane: inizio di ottava in calo e poi il volo verso nuove vette.
Il prossimo target verso l’alto è in area 94.5.
Come sempre, il consiglio è di speculare su pochi pips per chi vuole operare come contrarian e soprattutto l’uso degli stop!

ANALISI AUDUSD
Il dollaro australiano ha chiuso ieri in lieve rialzo, nonostante il crollo del mercato azionario.
E’ un periodo in cui le correlazioni non funzionano a dovere, soprattutto su questo cambio.
Durante la notte la banca centrale australiana ha lasciato invariati i tassi di interesse al 3%.
Nel comunicato che ha accompagnato tale decisione, si parla di una ripresa economica leggermente inferiore alle stime, ma, almeno per il momento, non ci sono rischi di possibili flessioni del tasso di crescita.
In questo momento AUDUSD si trova pochi pips sopra 1.04, la correzione dalla resistenza a 1.055 dovrebbe giungere fino a 1.035.

ANALISI NZDUSD
Anche per il neozelandese vale il discorso fatto per l’australiano: il cross ha risentito lievemente dei forti cali di ieri a Wall Street.
Però, a differenza dell’AUDUSD, il trend resta al rialzo, il movimento up dovrebbe estendersi fino alla resistenza in zona 0.8530.

ANALISI GBPUSD
La quiete prima della tempesta sul cable.
Si resta dentro 1.58/1.57 nelle prime battute di questa nuova ottava.
L’appuntamento clou è per giovedì prossimo, quando si riunisce la Banca centrale inglese.
Una chiusura sopra 1.59 potrebbe invertire il quadro grafico che attualmente vede un GBPUSD destinato a raggiungere il supporto in zona 1.5450.

ANALISI USDCAD
Il crollo del mercato azionario poteva essere l’occasione giusta per tornare sopra la parità per il canadese, ma la scarsa reazione del cambio conferma il trend ribassista in seguito al doppio massimo a 1.01 delle passate settimane.
Si punta al supporto in area 0.9840.

ANALISI USDCHF
Poteva essere una giornata positiva per USDCHF grazie al recupero messo a segno ieri dal dollaro.
Ma il crollo di EURCHF ha ostacolato questo possibile rialzo ed oggi si resta poco sopra il supporto a 0.9050.

lunedì 4 febbraio 2013

Piazza Affari barcolla, a rischio i 17000 punti. Euro sotto 1.36


Quinta settimana consecutiva con il segno positivo per l’indice americano S&P500.
Gennaio è stato archiviato con un +5%, i massimi assoluti sono sempre più vicini.
Il Dow Jones ha riagganciato quota 14 mila punti!
Il nostro FTSEMIB, che aveva fatto meglio nel primo mese dell’anno (+7%), ha perso oltre 2 punti percentuali nell’ottava appena conclusa.
Le vicende MPS e Saipem hanno inferto un duro colpo a quella fiducia che faticosamente si stava cercando di recuperare nei confronti degli investitori esteri.
Ed adesso bisogna fare attenzione a non scendere sotto i 17 mila punti, potrebbe cominciare a vacillare quel trend al rialzo che ha portato l’FTSEMIB dai 12.400 punti di fine luglio 2012 ai quasi 18 mila di mercoledì scorso.
Dal fronte obbligazionario, venerdì il bund rimbalzava prepotentemente dal supporto a 141.50, arrivando a sfiorare la resistenza in area 142.60.
La chiusura è poi stata a 141.59, praticamente gli stessi livelli con cui oggi ha aperto l’ottava.
L’oro resta intrappolato nel range di prezzi tra i 1.650$ ed i 1.700$.
La settimana sarà caratterizzata dai meeting delle banche centrali europea, inglese ed australiana.

ANALISI EURUSD
L’euro ha recuperato oltre un punto percentuale nell’ottava appena conclusa sul dollaro, registrando anche un nuovo massimo dell’anno a 1.3711.
Questa mattina viaggia sotto 1.36, portando così ad oltre una figura la correzione da tale livello.
Siamo nella media dei ritracciamenti visti nell’ultimo periodo, possiamo quindi parlare di prese di beneficio e non ancora di un’inversione di tendenza.
Molto dipenderà da quello che dirà giovedì prossimo Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo l’annuncio sui tassi.
E’ possibile quindi attendersi una certa lateralità del cambio in attesa del numero uno della BCE.

ANALISI USDJPY
E sono 9!
Le settimane chiuse con il segno più per il dollaro/yen.
Anche la resistenza a 92 è stata superata con una certa facilità.
Poco fa è stato aggiornato il massimo dell’anno sopra quota 93.
Come ho più volte evidenziato nei giorni scorsi, l’analisi grafica su questo cambio conta molto poco, nel momento in cui vi è una manipolazione del mercato.
Anche se la Banca centrale del Giappone continua a smentire, è evidente che sia in corso una manovra che ha come fine la svalutazione dello yen.
Fino ad adesso non vi è stata alcuna opposizione dal resto del mondo a questa politica.
Vedremo cosa accadrà con la prossima resistenza in area 94.5.

ANALISI AUDUSD
E’ stata una settimana piatta per il dollaro australiano.
L’unico acuto degno di nota è stato il nuovo minimo dell’anno a 1.0361 registrato venerdì scorso, ma per il resto si resta in una fase di correzione dalla resistenza a 1.055.
Il target di tale movimento è sul supporto a 1.035.

ANALISI NZDUSD
Il neozelandese si distacca dal “fratello” AUDUSD e guadagna quasi un punto percentuale nell’ottava appena conclusa.
Si comincia ad intravedere la resistenza in zona 0.8530.
E pensare che la settimana si era aperta con 0.83 a forte rischio.

ANALISI GBPUSD
E’ stato un movimento grafico perfetto quello che abbiamo assistito nelle ultime sedute sul cross sterlina/dollaro.
Prima la violazione dei supporti 1.5850 e 1.5750, il pull back e la chiusura di settimana sotto 1.57!
In questo momento siamo 30 pips circa sopra tale livello, ma i segnali di debolezza ci sono tutti e potrebbero spingere il cambio fino a 1.5450.

ANALISI USDCAD
Il doppio massimo presente anche sul grafico settimanale non lascia molti dubbi: si va verso il supporto a 0.9840 e forse anche più giù, soprattutto se Wall Street continuerà a registrare dei nuovi massimi di periodo.
Ricordo, infatti, che l’USDCAD segue in modo inverso il mercato azionario.
A tal proposito, vorrei far notare che l’indice americano S&P500 sta volando in questi giorni a dei prezzi che non si vedevano dal lontano 2007, un periodo in cui il canadese sfiorava quota 0.9 contro il dollaro!

ANALISI USDCHF
Nessuno accenno di reazione dal supporto a 0.9120, mentre questa mattina USDCHF rimbalza da quello a 0.9050.
Siamo sui minimi di maggio 2012 e solo una figura più in basso vi sono quelli dell’anno appena passato.