giovedì 31 gennaio 2013

Fed? No, le sorprese arrivano dal PIL USA. Euro verso 1.38


La sorpresa ieri non è arrivata dalla Fed, ma dal PIL americano, sceso al -0.1% nel quarto trimestre del 2012.
La ragione di tale contrazione è dovuta soprattutto al calo della spesa governativa per la Difesa, ai minimi degli ultimi 40 anni.
D’altronde, da qualche parte bisognava tagliare per evitare quel temuto fiscal cliff di fine 2012.
Lo S&P500 ha dapprima migliorato sensibilmente il max del 2013 poco sotto i 1.510 punti, per poi chiudere in ribasso dello 0.39% a 1.502.
Perde posizioni anche il Dax sotto quota 7.800 punti.
Il nostro FTSEMIB è colato a picco di 600 punti circa a causa del profit warning di Saipem.
A questo punto, diventa fondamentale la tenuta dei 17.000 punti per non avere un’inversione del trend rialzista degli ultimi mesi.
Ma dal bund non arrivano dei segnali positivi in tal senso: ieri è stato toccato quel supporto tante volte citato in passato a 141.50.
Questa mattina viaggia sopra 142 e nei prossimi giorni vedremo l’entità di questo rimbalzo, con la prima resistenza di breve da affrontare in area 142.60.
L’oro ha strappato al rialzo verso i 1.685$ subito dopo la pubblicazione del PIL, non si è capito, però, se è stato un movimento in ottica nuovo QE o come una fuga dall’azionario verso il bene rifugio per eccellenza.
Dalla Fed non sono arrivate delle nuove indicazioni su una possibile riduzione del piano di acquisto dei bond, si resta quindi nella terra di nessuno tra i 1.650$ ed i 1.700$.

ANALISI EURUSD
Superata anche la resistenza a 1.3480, con un massimo intraday a 1.3588, l’euro/dollaro vede adesso la strada spianata fino a 1.38.
Un livello che potrebbe forse raggiungere già la settimana prossima con il meeting della BCE di giovedì 7 febbraio.
Nel caso in cui, nel breve periodo, prevalgano delle prese di beneficio,  i supporti da monitorare sono a 1.3480 ed 1.3430.

ANALISI USDJPY
Il dollaro/yen ha registrato durante la seduta di ieri un nuovo massimo dell’anno a 91.41.
Questa mattina si trova sotto 91, ma non dovrebbe avere problemi nel raggiungere il prossimo obiettivo up a quota 92.
Un nuovo supporto di breve è fissato a 90.50, poco più in basso vi è il successivo a 90.

ANALISI AUDUSD
L’australiano ha perso ieri quasi mezzo punto percentuale nei confronti del dollaro.
Oggi sosta sopra 1.04 con un occhio rivolto sempre al supporto a 1.035.
Il quadro di breve resta debole, confermato anche dalla poca reattività al rialzo di questi giorni nei confronti del mercato con cui è solitamente correlato, ovvero quello azionario.

ANALISI NZDUSD
La banca centrale neozelandese ha mantenuto ieri sera i tassi stabili al 2,5%, dichiarando che una valuta forte mantiene l'inflazione sotto controllo e indicando i rischi provenienti da un'accelerazione del mercato immobiliare.
Su questa notizia, il cambio NZDUSD ha strappato al rialzo di 40 pips circa, allontanandosi così da 0.83.
Nella seduta odierna sta confermando l’intonazione positiva e si riavvicina alla resistenza a 0.84.
I supporti restano in area 0.82 e 0.81.

ANALISI GBPUSD
Grande recupero negli ultimi giorni della sterlina/dollaro, siamo ad oltre una figura dal minimo toccato lunedì scorso a 1.5675.
E’ stata così superata la resistenza (ex supporto) a 1.5750 ed adesso si prepara al test di 1.5850.
Solo un ritorno sopra tale livello e quindi presumibilmente verso 1.59, potrà far riprendere il trend al rialzo iniziato da giugno 2012.
Al contrario, 1.57 diventa un livello di estrema importanza al fine di evitare un crollo di quasi 300 pips.

ANALISI USDCAD
Il PIL negativo USA aveva spinto sopra 1.05 il cross USDCAD, ma il movimento è poi gradualmente rientrato fino al ritorno sui minimi delle ultime tre sedute.
Restare sopra la parità è fondamentale, altrimenti si andrà a testare il supporto a 0.9840.

ANALISI USDCHF
Il grande protagonista della seduta di ieri è stato il franco svizzero, in forte recupero sull’euro e soprattutto sul dollaro.
Dopo aver perso quota 0.92, il crollo del cambio USDCHF si è esteso  fino al supporto di breve in area 0.9120, ma il vero obiettivo potrebbe essere 0.9050.

mercoledì 30 gennaio 2013

Euro sopra 1.35 in attesa della Fed


Nuovi massimi di periodo per l’indice americano S&P500.
Dopo aver raggiunto i 1.500 punti, ovvero il primo target di questo movimento al rialzo partito dallo scorso novembre, prosegue adesso la marcia di avvicinamento ai top assoluti verso i 1.580.
Il nostro FTSEMIB resta poco sotto i 18.000 punti, l’obiettivo di breve sono sempre i 18.500.
Il tedesco Dax è andato giù ieri fino ai 7.800 per poi recuperare e chiudere a 7.853.
Oggi sarà una seduta ricca di dati macro economici interessanti, ma il piatto forte arriverà ad ora di cena con l’annuncio dei tassi USA.
Orecchie bene aperte al discorso che farà Ben Bernanke, soprattutto dopo la minute dell’ultimo FOMC e le dichiarazioni nelle settimane passate di alcuni membri della Federal Reserve in merito ad un possibile stop del piano di acquisto di bond.
Nel frattempo il bund è andato a testare il supporto in zona 141.50 e si prepara ad un possibile rimbalzo, che potrebbe quindi coincidere con una correzione del mercato azionario.
L’oro resta tranquillo nel range di prezzi 1700$/1650$, in attesa del possibile ballo che potrà esserci in serata con l’orchestra della Fed diretta da Bernanke.

ANALISI EURUSD
Questa mattina c’è stato il tanto atteso raggiungimento di quota 1.35.
Già da ieri il cambio EURUSD aveva aggiornato il max del 2012 ed oggi sta dando un’ulteriore prova di forza in vista dell’appuntamento di stasera con la Fed.
Nel caso in cui dovesse superare la resistenza in cui si trova in questo momento, il prossimo livello da monitorare è a 1.38!
Ce n’è quindi di strada da fare per la nostra moneta.
Nella seduta di ieri è stato messo a dura prova il supporto di brevissimo a 1.3430, il quale resta il primo ostacolo da superare per poi arrivare al successivo in area 1.3280.

ANALISI USDJPY
Dopo la breve pausa di lunedì scorso, il dollaro/yen torna a correre e questa mattina sale verso la resistenza a 92.
Difficile dire dove porterà questo rialzo, fino a questo momento le resistenze grafiche hanno fatto ben poco di fronte ad un movimento che ha come obiettivo la svalutazione dello yen, una moneta che fino a qualche mese fa era sui massimi storici nei confronti del dollaro.
Tracciamo, invece, un supporto di breve sulla soglia psicologica a 90.

ANALISI AUDUSD
E’ stata ieri una seduta positiva per l’australiano, anche se resta intatto il quadro che vede il cross in una fase di correzione dalla resistenza a 1.055.
Primo target di questo trend ribassista è in zona 1.035, ma il vero supporto è in area 1.015.

ANALISI NZDUSD
Il kiwi continua a danzare sulla resistenza a 0.84.
La sensazione è che voglia violare tale livello.
Occhi puntati a quello che farà stasera la Banca centrale neozelandese, il cui annuncio sui tassi (attesi invariati al 2.50%) ed il relativo comunicato sono previsti per le 21 ora italiana.
Da monitorare con molta attenzione i supporti in area 0.82 e 0.81.

ANALISI GBPUSD
Dopo aver rotto al ribasso nelle ultime sedute dei livelli molto importanti, il cable sta facendo adesso i conti con il vecchio supporto a 1.5750.
Per annullare questo trend discendente è necessario un ritorno sopra 1.59, altrimenti il destino sembra segnato e si chiama 1.5450.

ANALISI USDCAD
Dopo aver realizzato un doppio massimo a 1.01 a cavallo tra la fine della settimana scorsa e l’inizio dell’ottava in corso, il canadese perde colpi e scende verso la parità.
Il movimento ribassista potrebbe estendersi fino a 0.9840.
Ma, come per il resto delle valute, molto dipenderà dall’azione delle banche centrali, a cominciare da stasera con quella americana.
Dopo 1.01, le successive resistenze sono a 1.02, 1.03 e 1.04.

ANALISI USDCHF
Il dollaro/franco svizzero scende oggi pericolosamente sotto 0.92 e vede avvicinarsi il supporto in area 0.9120.
Prosegue quindi il ritracciamento dalla resistenza a 0.9360.

martedì 29 gennaio 2013

Bund e sterlina in difficoltà. Azionario in attesa della Fed


La giornata di ieri ha confermato che per il nostro FTSEMIB ci sono ancora dei margini di miglioramento.
Mentre S&P500 e Dax si prendevano una piccola pausa, l’indice italiano ha aggiunto un ulteriore +1% alla performance da inizio anno ed i 18 mila punti dietro l’angolo.
Bisogna però ricordare che quello americano e tedesco hanno raggiunto i livelli pre-crisi del 2008, mentre quello italiano ha rivisto ieri quelli dell’agosto del 2011.
Il gap è veramente ampio.
Per tale motivo, sorridete pure se leggete o sentite notizie sui media che parlano di un FTSEMIB che sta sovraperformando Wall Street & Company.
Forse nel brevissimo periodo, ma sulla lunga distanza resta ancora molto indietro.
Quel che è strano è che l’azionario abbia vissuto una seduta tranquilla nel giorno in cui il bund si è avvicinato al target di un movimento ribassista partito dagli inizi del dicembre scorso.
E’ crollato sotto 142 con un minimo intraday a 141.61.
E’ lecito adesso attendere un rimbalzo, ma attenzione perché più in basso in area 140.50 vi è l’ultimo supporto e poi il vuoto fino a 134!
L’oro continua a muoversi nel range 1700$/1650$ prima del FOMC (organo esecutivo della Federal Reserve) di domani sera.

ANALISI EURUSD
Secondo test ieri della resistenza in area 1.3480 per l’euro/dollaro e chiusura sotto 1.3450.
Tutto il mondo del Forex è in attesa della Fed, il cui organo esecutivo, il FOMC, si riunisce per due giorni a partire da oggi.
Domani sera sapremo quale politica monetaria intende adottare, soprattutto per quel che concerne il piano di immissione di liquidità.
In caso di violazione della resistenza in cui si trova adesso, il livello successivo da monitorare è in zona 1.38.
Nella parte bassa del grafico, un supporto di brevissimo è a 1.3430, qualcosa di più consistente si trova invece in area 1.3280.

ANALISI USDJPY
Dopo aver chiuso 8 settimane consecutive con il segno positivo, il dollaro/yen perde ieri mezzo punto percentuale.
Prima però aveva aggiornato il massimo del mese e dell’anno a 91.25.
Qualche presa di beneficio, ma il trend al rialzo resta intatto con il prossimo target in area 92.
Un supporto degno di nota è in zona 88.50.

ANALISI AUDUSD
L’australiano ieri ha fatto un giro sotto 1.04 per poi chiudere la seduta a 1.0422.
Siamo in una fase di correzione dalla resistenza a 1.055.
Questo movimento al ribasso punta dapprima ai minimi del mese e dell’anno in zona 1.035 e poi, se dovessero giungere dei segnali di debolezza dal mercato con cui è legato, ovvero quello azionario, il vero supporto è in area 1.015.

ANALISI NZDUSD
Primo campanello di allarme per il neozelandese, sceso ieri sotto 0.83.
Quella che sembrava una fase di consolidamento di un trend al rialzo di medio periodo, potrebbe trasformarsi in un’inversione di tendenza.
Da monitorare con molta attenzione i supporti in area 0.82 e 0.81.
A nord del grafico, lo scoglio da superare è 0.84.

ANALISI GBPUSD
Situazione esplosiva sul cable!
Ieri ha chiuso sotto 1.57 ed adesso si aprono degli scenari molto negativi per la sterlina.
Il calo potrà estendersi nelle prossime settimane fino a 1.5450.
Ad appesantire il quadro sono state le dichiarazioni del week end scorso del prossimo governatore della Bank of England, Mark Carney, il quale ha fatto intendere che lavorerà sulla crescita a discapito dell’inflazione.
Il mercato ha inteso queste parole come una possibile nuova immissione di liquidità e quindi una possibile svalutazione della sterlina.

ANALISI USDCAD
Il canadese è un cambio da seguire con molta attenzione, perché spesso anticipatore di segnali per l’azionario, considerata la sua opposta correlazione.
E’ un po’ come il mercato obbligazionario.
Ieri ha realizzato un doppio massimo a 1.01, il livello più alto toccato quest’anno.
Si potrebbe pensare ad una correzione da questi prezzi, ma la sensazione è che il rimbalzo partito dallo scorso settembre non sia ancora terminato.
Le resistenze sono a 1.02, 1.03 e quindi 1.04.
Nella parte bassa, in caso di ritorno sotto la parità, il primo supporto è a 0.9840.

ANALISI USDCHF
Si conferma debole il dollaro/franco svizzero dopo aver toccato lo scorso 18 gennaio la resistenza a 0.9360
Ieri non è riuscito a recuperare 0.93 ed oggi perde ancora quota.
Il movimento al ribasso potrebbe durare fino a 0.9120.

lunedì 28 gennaio 2013

Corre l'azionario! Fuga da Bund e oro. Forex in fermento!


L’azionario corre!
L’indice americano S&P500 ha registrato venerdì scorso l’ottava seduta consecutiva con il segno positivo.
Una chiusura sopra i 1.500 punti che mancava dal 10 dicembre del 2007.
Raggiunto il primo target al rialzo, adesso l’obiettivo sono i massimi assoluti verso i 1.580.
Si è risvegliato anche il Dax: superati i 7.800 punti, adesso si comincia a vedere la soglia psicologica degli 8 mila, ma non vi sono grossi ostacoli grafici fino ai top pre-crisi del 2008.
E’ stata una settimana felice anche per il nostro FTSEMIB, il quale ha archiviato l’ottava con un guadagno di un punto percentuale ed il bottino da inizio anno che così sale al +9%.
La corsa verso asset più rischiosi ha portato a delle vendite sul Bund: siamo tornati nella parte bassa del canale che ha caratterizzato questo 2013, con il minimo dell’anno a 142.05 sfiorato di pochi ticks.
Gli orsi dovrebbero essere padroni della situazione fino a quando non si toccherà l’area 141.50, da lì riprenderà la lotta contro i tori.
Fuga anche dall’oro!
Le ultime tre sedute hanno rispedito verso il basso il metallo giallo dopo essere stato molto vicino ai 1.700$.
Le sirene di allarme, però, cominceranno a suonare nel momento in cui si toccheranno i 1.650$.

ANALISI EURUSD
L’euro ha guadagnato poco più dell’1% sul dollaro nell’ottava appena chiusa.
Dopo 5 tentativi dall’inizio dell’anno, venerdì scorso c’è stata la violazione della resistenza a 1.3380.
Si è subito passati al test di quella successiva in area 1.3480.
Siamo sui massimi del 2012 ed attenzione perché, un’eventuale rottura di tale livello produrrebbe un ulteriore allungo verso 1.38.
Nella parte bassa del grafico, un supporto di breve si è costituito nelle ultime settimane in area 1.3280.

ANALISI USDJPY
Ottava settimana positiva consecutiva per il dollaro/yen!
Venerdì scorso è stato anche registrato il nuovo max del mese e dell’anno a 91.20.
Era dal giugno del 2010 che non si vedevano questi prezzi.
Prosegue quindi la marcia al rialzo, il prossimo target è a quota 92.
A sud del grafico, non vi è nulla di importante fino a 88.50.

ANALISI AUDUSD
Nonostante la chiusura su nuovi massimi di periodo del mercato azionario, l’australiano è calato nei confronti del dollaro nell’ottava appena passata.
Un segnale anticipatore importante per l’azionario, considerata la stretta correlazione di questi due mercati.
Cominciano così a vedersi gli effetti della resistenza a 1.055, toccata per la quarta volta nell’ultimo semestre e come nelle precedenti occasioni, bocciato anche questo tentativo di violazione.
La correzione in corso in questi giorni potrebbe giungere fino ai minimi del mese e dell’anno in zona 1.035 e poi il vero supporto in area 1.015.

ANALISI NZDUSD
Ultimamente ha performato meglio rispetto al “fratello” AUDUSD, per il kiwi è stata infatti una settimana leggermente positiva.
Ma l’ottava si apre sotto il segno delle vendite e così si allontana da quella resistenza a 0.84, il livello dove si trovano i massimi del 2012.
La discesa potrebbe proseguire fino a 0.82.

ANALISI GBPUSD
E’ uno dei cambi tra i più interessanti in questo momento da un punto di vista grafico.
Dopo il triplice test della resistenza in area 1.63, c’è stata la settimana scorsa la rottura del supporto a 1.5850.
Adesso è rimasto un flebile 1.5750, l’ultimo appello prima di un eventuale crollo fino a 1.5450.

ANALISI USDCAD
Il canadese ha messo il turbo da quando la Banca centrale ha dichiarato che non è più imminente un rialzo dei tassi.
La notizia di mercoledì scorso ha consentito al cambio di riportarsi sulla parità ed in questo momento sopra la resistenza che collega i massimi di agosto e novembre 2012.
Più sopra, per i contrarians, vi sono tre livelli su cui si potrebbe costruire uno Short molto interessante: 1.02, 1.03 e quindi 1.04.
Per i trend followers, potrebbero invece rappresentare i punti su cui attuare il trailing stop.
Ricordo che questo cross è inversamente correlato con il mercato azionario, quindi nel caso in cui dovesse esserci una correzione dai massimi di periodo in cui si trovano adesso Wall Street & Company, per USDCAD si tratterebbe di nuova benzina con cui raggiungere nuovi traguardi al rialzo.

ANALISI USDCHF
Il dollaro/franco svizzero, dopo aver beneficiato del risveglio dell’EURCHF, si trova in una fase di correzione dopo aver toccato la resistenza in area 0.9360.
Attenzione perché, in mancanza di una pronta reazione verso l’alto, vi è spazio per una discesa fino a 0.9120 e poi 0.9050.

lunedì 21 gennaio 2013

L'euro continua a bussare a 1.3380, ma senza fortuna.


Oggi dovremo fare a meno di Wall Street, ferma per celebrare il Martin L. King Day.
Le attenzioni sono tutte per il primo meeting del 2013 dell’Eurogruppo.
Diversi i temi che saranno affrontati, in primo piano la nomina del nuovo presidente e la situazione di Cipro.
L’ottava scorsa ha visto Piazza Affari consolidare i guadagni realizzati nelle ultime settimane.
Ancora una volta una chiusura weekly sopra i 17.500 per l’indice FTSEMIB e quadro grafico intatto, si procede gradualmente verso i 18.500 punti.
Nella settimana appena chiusa, lo S&P500 americano è finalmente riuscito a migliorare il massimo del 2012 fino a toccare venerdì i 1.486.
Anche qui non è cambiato nulla: obiettivo 1.500 punti e poi i massimi storici verso i 1.580.
E’ stata invece un’ottava movimentata sul Dax: violato al ribasso il canale 7.800/7.700 fino a giungere a meno di 20 punti dalla chiusura del gap di inizio anno a 7.618.
Giovedì c’è poi stato il recupero dei 7.700 e la chiusura della settimana sopra tale livello.
Allarme quindi rientrato per l’indice tedesco.
Sembrava vacillare anche il supporto di breve sul Bund a 142.60, ma poi è rimbalzato di quasi una figura (100 ticks).
Si resta in questo trading range 143.60/142.60 in attesa di una nuova possibile ripartenza verso il basso, il trend Short di inizio 2013 dovrebbe esaurirsi sui 141.50.
Per quanto riguarda il mondo del Forex, nella settimana appena chiusa, l’euro/dollaro ha bussato quattro volte su cinque alla resistenza in area 1.3380, ma senza fortuna ed adesso deve anche guardarsi alle spalle, c’è 1.33 da salvare.
La sterlina/dollaro ha violato il supporto a 1.60 e da oggi è in corso quello a 1.5850.
Un livello molto importante, dopo c’è un vuoto fino a 1.5450!
Il dollaro/canadese ha chiuso il 2012 con un calo di quasi 3 punti percentuali.
Il 2013 è partito sui minimi dello scorso dicembre, ma nella seduta di venerdì vi è stato un salto importante verso quella parità che manca dallo scorso 19 novembre.
Vi è prima da superare una resistenza di breve in area 0.9960, il livello dove si è arrestato momentaneamente il rimbalzo dal supporto a 0.9840.
Considerato che l’USDCAD è il cambio che solitamente segue in modo inverso il mercato azionario, potranno quindi arrivare da questo cross dei segnali importanti per Wall Street & Company.
L’oro sembra ripercorrere a gennaio lo stesso copione visto a fine dicembre: test del supporto a 1.650$ e poi rimbalzo fino a poco sotto i 1.700$.
La partita si gioca in questi 50$, per il momento la situazione resta neutra, ma molto calda.


giovedì 17 gennaio 2013

Torna a salire l'euro. Forti movimenti sui cambi CHF.


Dopo le prime sedute del 2013 caratterizzate da ampi movimenti, i mercati si sono presi una pausa di riflessione in questi ultimi giorni.
Anche perché siamo giunti a dei livelli che non si vedevano da tanto tempo, in alcuni casi anche da anni.
Piazza Affari, dopo aver toccato il top degli ultimi 17 mesi a 17.684 punti, è scesa ieri fino ai 17.200.
Il trend di base resta rialzista con un primo target a 18.500 e poi l’attacco ai 20.000.
Lo S&P500 americano ha fatto anche meglio, arrivando alle quotazioni di dicembre 2007.
L’obiettivo sono i 1.500 punti e poi i massimi assoluti verso i 1.580.
Invece, chi si sta dimostrando ancora “sazio” del +28% realizzato nell’anno appena chiuso, è l’indice tedesco Dax.
Martedì scorso ha rotto al ribasso il canale 7.800/7.700, portandosi molto vicino alla chiusura del gap di inizio anno a 7.618 punti.
L’area 7.600/7.580 rappresenta anche un supporto molto importante, al di sotto del quale potrebbero scattare delle vendite che potrebbero spingere gradualmente il Dax verso i 7.000 punti.
Il Bund questa mattina crolla verso quota 143, dopo aver toccato ieri la resistenza a 143.60.
Riprende quindi il trend di inizio 2013, un movimento Short che ha come target 141.50.
L’euro torna a guadagnare terreno contro il dollaro, dopo il calo subito nelle ultime ore a causa della dichiarazione del presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, il quale ha definito la nostra moneta sopravvalutata.
Proprio in questo momento, l’EURUSD si sta riportando a ridosso della resistenza a 1.3380, un livello raggiunto ad inizio dell’ottava in corso.
La sterlina/dollaro continua a “danzare” pericolosamente sul supporto 1.60.
Il dollaro/franco svizzero ha beneficiato nelle ultime sedute di una ripresa del dollaro e di un ritorno alla vita del cambio EURCHF.
Quest’ultimo è tornato sopra 1.24, ai massimi registrati nell’ottobre del 2011.
All’epoca salii fino 1.2474, il livello più alto toccato dall’euro/franco svizzero dopo l’intervento della Banca centrale della Svizzera del famoso 6 settembre dello stesso anno.
L’USDCHF, invece, nel frattempo non si è fermato, anzi, ne ha fatta di strada: si è avvicinato alla parità a fine luglio del 2012, per poi scendere fino a 0.9079, il minimo segnato proprio all’inizio di quest’anno.
Da lì è partito un rimbalzo il cui culmine è stato raggiunto in queste ore sulla resistenza in area 0.9360.
Se dovesse confermarsi l’indebolimento della valuta svizzera, il movimento rialzista potrebbe estendersi fino a 0.9480 e poi a 0.98.
Nella parte bassa del grafico, invece, è da monitorare un supporto che si trova in una zona compresa tra 0.9050 e 0.8950.
L’oro è ancora in fase di rimbalzo dal supporto a 1.650$.
A dicembre, la reazione da tale livello si esaurii a 1.695$, per il momento siamo giunti ai 1.685$.


martedì 15 gennaio 2013

Bernanke pensa a delle soluzioni alternative alla QE


Dopo la minute relativa al FOMC (l’organo esecutivo della Federal Reserve) di qualche settimana fa, ieri sera anche Ben Bernanke ha ribadito la possibilità di una pausa del programma di acquisto di bond, il famoso Quantative Easing.
Questa volta, però, la reazione del mercato è stata differente: tra il 3 ed il 4 gennaio, l’euro passò da 1.31 a 1.30 nei confronti del dollaro, l’oro, il più grande beneficiario di questa immissione di liquidità, crollo di 40$ circa.
Non si è visto nulla di tutto questo ieri sera, anzi, il metallo giallo in queste ore sale a 1.684$, l’euro si conferma sui massimi di periodo, poco distante dal max del 2012.
Quando il sentiment è rialzista, non c’è nulla che possa cambiare tale situazione.
Le notizie ed i dati macro economici possono influire marginalmente, ma sono le “mani forti” che decidono il trend.
Noi, poveri mortali, possiamo solo speculare su tali movimenti.
E così, magari staremo cavalcando il rialzo di questi mesi sull’indice FTSEMIB, dove la vecchia resistenza in area 17 mila punti ci farà da supporto in questi giorni in cui potranno esserci delle prese di beneficio.
Oppure staremo aspettando l’uscita dal canale al rialzo (7.800) o al ribasso (7.700) in cui è inchiodato il Dax in questo 2013.
Il Bund è in una situazione interessante: dopo aver sfiorato la soglia psicologica a quota 142, oggi risale sopra 143.
La tenuta della resistenza di breve in zona 143.60 sarà fondamentale per interrompere o meno il movimento ribassista partito da inizio anno.
Potrebbe quindi rappresentare l’occasione giusta per rientrare al ribasso su un trend che potrebbe estendersi fino a 141.50.
Il mondo del Forex offre tantissime opportunità di trading: diverse valute sono su delle resistenze di lungo periodo (EURUSD, AUDUSD, NZDUSD, EURJPY).
La sterlina/dollaro è in una fase di trend rialzista dallo scorso giugno.
Tra fine 2012 ed inizio 2013 ha provato a violare la resistenza in area 1.63.
Un livello che ha bloccato ogni velleità rialzista nell’anno appena passato.
Lo scorso 2 gennaio, sembrava essere la volta giusta, con il cambio che è salito fino a 1.6381, ma la chiusura è poi stata sotto 1.63.
Ed il ritorno alla realtà è stato brusco: oggi il GBPUSD è sotto 1.61 e si avvicina minacciosamente al supporto in area 1.60.
Un livello che ha tenuto bene nelle ultime settimane, ma la cui eventuale perforazione potrebbe aprire degli scenari negativi per il cambio.
Così come nella parte alta del grafico, nel caso in cui dovesse finalmente superare la resistenza in area 1.63, c’è spazio per una salita fino a 1.66.


lunedì 14 gennaio 2013

Euro/dollaro sulla resistenza in area 1.3380


Si è chiusa una settimana all'insegna dei guadagni per Piazza Affari.
Al +4.22% della prima ottava del 2013, si aggiunge così il +3.20% della settimana scorsa, per un bilancio annuale che sale al +7.55%.
L’indice FTSEMIB torna a dei livelli che non toccava dal primo agosto del 2011.
L’obiettivo nel breve restano i 18.500 punti, con la vecchia resistenza in area 17.000, che adesso si trasforma in supporto.
E’ stata, invece, una settimana più tranquilla per lo S&P500 americano (+0.38%), il max del 2012 a 1.474 è dietro l’angolo, ma il traguardo di questa corsa al rialzo restano i 1.500 punti, per poi eventualmente puntare ai massimi assoluti.
A sud del grafico, in caso di correzione dovuta a possibili prese di beneficio, potrebbe esserci un test sul minimo del mese verso i 1.455.
Il Dax tedesco ha confermato venerdì scorso il copione visto nelle precedenti tre sedute: minimo intraday sotto i 7.700 e poi la chiusura sopra tale livello.
La settimana non è stata positiva (-0.67%), si resta in attesa di uscire da questo trading range del 2013 compreso tra i 7.800 ed i 7.700 punti.
Il Bund è capitolato sul finire della settimana fino a 142.05, ma questa mattina rimbalza prepotentemente con un massimo registrato fino a questo momento a 142.75.
Il trend di fondo resta ribassista, almeno fino a quando non avrà toccato i 141.50.
Dal mondo del Forex arrivano le solite notizie: il dollaro/yen continua a macinare record, durante la sessione asiatica è salito fino a 89.65, ai livelli di giugno 2010.
La pausa di cui si parlava qualche giorno fa, con la prima candela rossa sul grafico giornaliero Heikin-Ashi dopo 24 verdi, rappresentava una buona occasione per rientrare in questo tendenza rialzista che dura oramai da diversi mesi.
A questo punto, si può tranquillamente pensare di vedere l’USDJPY a quota 92, un movimento perfetto per i trend followers, mentre saranno parecchio in difficoltà i contrarians.
L’euro ringrazia Mario Draghi e recupera un ulteriore 2% nei confronti del dollaro.
Proprio quando sembrava pronto un nuovo test di 1.30, è giunto il movimento che ha portato alla violazione della resistenza in area 1.3280.
E’ stato decisivo l’allungo in occasione della conferenza stampa di giovedì scorso del presidente della BCE, dove non è stato detto nulla di così eclatante, ma il mercato ha trovato una “scusa” per strappare al rialzo.
La festa non è ancora finita, l’ottava si è aperta con un massimo di seduta a 1.3404, entrando così nella resistenza in zona 1.3380.
In modo graduale ci avvicineremo al secondo livello in area 1.3480 e lì si giocherà una partita importante, sui massimi del 2012.
Da lì c’è spazio per salire fino a 1.38 e poi a 1.42.
Dopo sei settimane con il segno meno, l’oro interrompe la serie negativa con un +0.71%.
Ma i problemi restano, soprattutto fino a quando sarà vicino al supporto in zona 1.650$.


venerdì 11 gennaio 2013

Contagio positivo sui mercati


Era l’evento tanto atteso della settimana e non ha deluso le aspettative.
Il riferimento è alla conferenza stampa del presidente della BCE, Mario Draghi, il quale ha affermato ieri che l’economia della Zona Euro resta ancora in difficoltà, ma che la situazione sta lentamente migliorando e che potrebbero vedersi dei segnali di ripresa sul finire del 2013.
L’espressione che ha utilizzato “contagio positivo” si è riversato sul mercato azionario.
Piazza Affari ha chiuso con un guadagno dello 0.72%, portando così la performance da inizio anno al +7.24%.
L’indice FTSEMIB è proiettato verso i 18.500, dopo aver superato brillantemente la resistenza in area 17.000.
Lo S&P500 americano ha terminato la seduta sopra i 1.470 punti, poco sotto il max del 2012 dello scorso settembre e comunque sempre ai livelli di fine 2007.
Prosegue quindi la marcia verso i 1.500.
Il Dax tedesco conferma la “stanchezza” mostrata in questo inizio di anno, dopo la corsa appena conclusa nel 2012 (la Piazza migliore tra quelle più importanti) ed anche ieri, per la terza volta consecutiva, è sceso per qualche minuto sotto i 7.700 punti, per poi recuperare gradualmente terreno e chiudere sopra tale livello.
Se va avanti così, prima o poi sfonderà questo supporto di breve ed a quel punto potrà anche chiudere il gap di inizio anno a 7.618 punti.
Il momento opportuno, sarà forse quando il Bund avrà toccato zona 141.50, ovvero il target di questo trend ribassista dell’obbligazionario tedesco partito nel 2013.
Anche il mondo delle valute è in fermento, molti i cambi su delle resistenze interessanti: l’euro a 1.3280, il dollaro/yen a 89, l’euro/yen a 118, il dollaro australiano in zona 1.055/1.06, il neozelandese nell’area intorno a 0.84.
Mentre, in un momento di euforia per il mercato azionario, con una forte propensione al rischio, “stonava” ieri l’allungo dell’oro verso i 1.680$.
Sarà che tale movimento è collegato con la discesa del dollaro, ma resta qualche alone di mistero.
Chissà, la situazione sarà più chiara nei prossimi giorni.
Analizziamo meglio la situazione del dollaro australiano, uno dei cambi correlato con il mercato azionario.
Sta seguendo il trend rialzista di questi giorni, salendo fino alla resistenza in area 1.055/1.06.
E’ il quarto test di tale livello negli ultimi cinque mesi.
Nei precedenti due tentativi vi è poi stata una correzione fino a 1.02, mentre nell’ultimo, quello di dicembre, il ritracciamento si è fermato a 1.035.
Potrebbe essere proprio quest’ultimo prezzo, il target di un eventuale movimento al ribasso.
Al contrario, se l’australiano dovesse finalmente uscire da questa resistenza in cui è rimasto intrappolato per una buona parte del 2012, si potrà puntare a 1.08 e chissà, anche ai massimi storici verso 1.10.


mercoledì 9 gennaio 2013

Mercati in attesa della BCE


Dopo i fuochi d’artificio della prima ottava del 2013, i mercati tirano il fiato in attesa di nuovi sviluppi che potranno arrivare dal meeting della BCE, previsto per la giornata di domani.
Piazza Affari ha praticamente pareggiato la lieve perdita registrata nella seduta di lunedì ed oggi torna a bussare al massimo del 2012 a 17.159 punti.
Gli operatori seguono con molta attenzione questa sosta sulla resistenza in area 17 mila, l’indice non mostra segni di debolezza.
La sensazione è che stia preparando un nuovo strappo verso i 18.500 punti.
Identica situazione negli USA, con l’indice S&P500 sui livelli pre-crisi 2008 e pronto a registrare nuovi massimi di periodo, il target resta sempre quello: i 1.500 punti.
Il Dax, invece, è un po’ indietro come performance da inizio anno, ma non bisogna dimenticare che ha appena chiuso il 2012 con il miglior risultato (+28%) tra le Piazze finanziarie più importanti del mondo.
Ieri ha fatto un giro sotto i 7.700 punti, ma poi ha recuperato terreno ed ha chiuso a 7.708.
Il gap da chiudere si trova a 7.618 punti, mentre a nord del grafico, il nemico numero uno si chiama 7.800.
Il Bund continua a rimbalzare dal minimo di venerdì scorso a 142.52, ieri è salito fino a 143.52, ma oggi torna a perdere qualche tick.
Resta un margine di discesa verso il supporto in area 141.50, soprattutto se l’azionario riprenderà a salire con una certa forza.
L’oro ha interrotto la serie negativa di tre sedute, si allontana dal mega supporto in zona 1.650$ e questa mattina viaggia sopra i 1.660$.
Anche qui la situazione è molto calda, soprattutto se dovesse rompere al ribasso i 1.650$.
Il dollaro/yen è stato il grande protagonista del 2012.
Dopo aver sfiorato a febbraio il minimo storico sotto quota 76, è riuscito a tenersi praticamente a galla sopra 78 per tutto l’anno.
Proprio a settembre, quando tale livello sembrava vacillare, è poi partito un movimento che ha portato il cambio a toccare lo scorso 4 gennaio 88.41.
Sono dei prezzi che non si vedevano sul grafico dal luglio del 2010.
In molti si chiedono, dopo una corsa di tale ampiezza, quando sarà il momento giusto per cominciare ad aprire delle posizioni short sul cross.
C’è anche da dire che molti contrarians hanno subito perdite importanti in queste settimane.
Non è facile fare un’analisi del cambio in questo momento, soprattutto perché sono in corso delle manovre del governo di Tokyo che hanno sicuramente inciso su questa forte svalutazione della moneta nipponica.
Un segnale di debolezza, però, arriva dal grafico giornaliero Heikin-Ashi, dove è apparsa la prima candela rossa dopo ben 24 verdi !
Non è ancora un segnale forte di una possibile inversione di tendenza.
Infatti, come si può vedere nel grafico allegato, a volte rappresenta più una fase di consolidamento dei guadagni registrati, la pausa che precede nuovi massimi.
Potrebbe quindi essere il momento giusto per prendere delle posizioni long, anche perché la prossima resistenza è piuttosto distante, in area 89.
Ma l’uso degli stop è categorico, perchè così come è salito in queste settimane, il dollaro/yen potrebbe crollare e forse anche in modo più pesante.


lunedì 7 gennaio 2013

Piazza Affari regina d'Europa. Focus sull'oro.


E’ stato un inizio di 2013 con il botto per il mercato azionario.
A Piazza Affari spetta il titolo di miglior Borsa d’Europa, con l’indice FTSEMIB che ha archiviato la 
prima ottava dell’anno con un guadagno del 4.3%.
Questa mattina sono stati toccati i 17 mila punti, tornando così sui livelli massimi del 2012, registrati lo scorso marzo.
E’ lecito attendersi delle prese di beneficio, anche perché siamo su un’importante resistenza, la cui 
eventuale violazione potrebbe portare l’FTSEMIB verso i 18.500 punti.

E se Piazza Affari è sui massimi del 2012, l’indice americano SP500, con la chiusura di venerdì scorso a 1.466 punti, rivede quelli di fine 2007, cancellando in questo modo tutte le perdite accumulate successivamente con la crisi del 2008, il cui apice è stato raggiunto con il fallimento della Lehman Brothers.
Il bello viene adesso: se si guarda il grafico degli ultimi 16 anni, si notano due massimi sopra i 1.500 punti (nel 2000 e 2007) e due minimi sotto gli 800 punti (a cavallo tra il 2002 ed il 2003 e poi tra il 2008 ed il 2009).
Si potrebbe quindi ipotizzare per il futuro una prosecuzione del trend al rialzo in corso e quindi un 
allungo dello SP500 sopra i 1.500, per poi assistere ad un nuovo crollo verso gli 800 punti?
La storia dice anche che le cadute sono state più rapide (solitamente in un paio di anni) rispetto alle risalite (in media quattro anni).
Non voglio creare degli allarmismi, ma sono comunque dei dati da tenere in considerazione, soprattutto per chi segue l’analisi tecnica.

Con un mercato azionario che gode di ottima salute, il Bund tedesco, invece, mostra segni di debolezza in questo 2013: un gap al ribasso nella prima seduta dell’anno ancora aperto, un’ottava chiusa con una perdita di quasi due punti percentuali.
Una tendenza che potrebbe proseguire nei prossimi giorni, considerato che per il momento non si trovano dei supporti importanti fino a 141.50.

Dopo cinque mesi consecutivi con il segno positivo, l’euro comincia a perdere colpi nei confronti del dollaro.
Siamo sul supporto in area 1.30, dopo che la resistenza in area 1.3280 ha dimostrato la sua forza anche in questo primo scorcio del 2013.

L’oro ha chiuso il 2012 con un guadagno del 6%.
Si tratta del dodicesimo anno consecutivo con il segno positivo.
Un trend rialzista che ha cominciato a dare dei segni di cedimento una volta toccata la resistenza in area 1.800$ ad inizio ottobre scorso.
Sembrava comunque una normale correzione, il metallo prezioso ha conosciuto altre situazioni simili, ha avuto modo di consolidare i guadagni di questi anni dopo aver toccato un massimo storico verso i 1.900$ tra agosto e settembre del 2011.
Ma dalla settimana scorsa qualcosa è cambiato: dalla minute di mercoledì del FOMC, l’organo esecutivo della Fed, è emerso che la banca centrale americana è intenzionata ad interrompere il programma di acquisto di bond nel 2013.
Si chiude quindi il “rubinetto” da cui è sgorgata un’ingente immissione di liquidità voluta da Bernanke e company.
Un evento che potrebbe avere un peso determinante sull'andamento dell’oro.
Non è un caso che sia crollato di 20$ circa subito dopo la pubblicazione della minute, per poi riemergere sopra il supporto in area 1.650$.
E proprio la tenuta di tale livello diventa decisiva: un’eventuale rottura potrebbe rappresentare il 
lasciapassare per un affondo fino ai 1.570$/1.540$.
A quel punto si aprirebbero degli scenari ancora più negativi.
Insomma, la serie record di anni chiusi in positivo, rischia di interrompersi nel 2013.