mercoledì 31 ottobre 2012

Euro ancora in balia della Spagna e della Grecia


Oggi si chiude ottobre, un mese fino a questo momento positivo per l’euro.
Alle quotazioni attuali, vicino a 1.30, la nostra moneta segna un rialzo superiore al punto percentuale sul dollaro.
E se confermata alla chiusura della sessione odierna, vedremo disegnata la terza candela consecutiva verde sul grafico mensile.
Prosegue quindi il recupero ed il rimbalzo dal minimo del 2012 toccato lo scorso luglio, nonostante gli attacchi delle ultime sedute a 1.29, con dei minimi intraday registrati appena sotto tale livello, il che fa pensare più ad una caccia agli stops, piuttosto che ad una seria volontà di perforazione di questa soglia psicologica.
Attenzione perché più in basso, prima a 1.28 e poi a 1.27, vi sono due supporti molto importanti, gli ultimi argini a difesa di questo mini trend rialzista.
Da un punto di vista politico-economico, siamo sempre in attesa delle solite notizie sulla crisi del debito provenienti dalla Spagna e dalla Grecia.
Per il Paese iberico, il primo ministro Rajoy, qualche ora fa, ha lasciato intendere che è necessario un aiuto economico da parte della UE per raggiungere gli obiettivi di bilancio.
Ed il mercato dimostra ancora una volta di apprezzare questa apertura verso un sostegno che appare fondamentale agli occhi della comunità internazionale, non per la popolazione spagnola, pronta a scendere nuovamente in piazza.
Ed è proprio questa divergenza di vedute che tiene Rajoy fermo da diverse settimane in una posizione di attesa nel prendere una decisione in un senso o nell’altro.
In Grecia, invece, si cerca di ricomporre la frattura interna al governo sulla riforma del lavoro richiesta dalla Troika, ma che uno dei partiti dell’attuale maggioranza, Sinistra Democratica, non vuole approvare.
Sarà interessante vedere come si comporterà oggi la coalizione di governo con la votazione della legge che apre le porte alla privatizzazione degli enti pubblici.
Si chiude quindi oggi ottobre ed inizia novembre, il mese in cui si spera si possano prendere delle decisioni positive per il bene della Unione Europea.
Tornando al cambio euro/dollaro, con il raggiungimento di 1.30 è stata chiusa con un profitto di 72 pips l’operazione Long su EURUSD del sistema presente nel PORTFOLIO DX+EFX+SP, una combinazione di strategie di trading diversificate su più mercati.


martedì 23 ottobre 2012

Dal Forex arrivano importanti indicazioni per l'azionario


Dal mondo del Forex arrivano delle importanti indicazioni per il mercato azionario.
Per la seconda volta in un mese circa, il movimento al rialzo dell’euro/dollaro ha trovato sulla sua strada un ostacolo insormontabile sulla resistenza a 1.3120.
A settembre, la correzione da tale livello ha riportato la nostra moneta verso 1.28, il supporto (insieme a 1.27) che tiene ancora in piedi il trend rialzista partito dai minimi di luglio.
E’ probabile che si resti dentro questi prezzi in attesa degli sviluppi della crisi del debito europeo, dove è in corso una partita a scacchi tra i vari leaders della UE.
In primo piano restano la situazione della Spagna (bailout sì, bailout no) e quella della Grecia (nuova ristrutturazione del debito?).
A sua volta, l’euro, se dovesse confermare la correlazione vista in questo 2012 con l’oro, potrebbe essere condizionato dall'andamento del metallo prezioso, giunto in questi giorni sul supporto a 1720$.
Un’eventuale violazione potrebbe aprire la strada per una discesa dei prezzi verso i 1690$/1650$, con delle possibili pesanti ripercussioni sulla nostra moneta.
Un cambio che invece segue in modo inverso l’azionario, è il canadese (USDCAD).
Se nell’ultimo mese il cross era rimasto intrappolato in un modesto range di 155 pips, nelle ultime quattro sedute ha dato vita ad un movimento al rialzo di 200 pips.
Il primo obiettivo da raggiungere è la parità per poi puntare alla resistenza in area 1.025.
Insomma, dei campanelli di allarme dal mondo del Forex suonano per l'azionario.
D’altronde, da inizio anno l’indice americano S&P500 guadagna il 14%, quello europeo Eurostoxx50 il 9%, il giapponese Nikkei il +6% ed il nostro FTSE MIB +5%.
Praticamente non si è vista alcuna crisi sui mercati più importanti del mondo.

giovedì 11 ottobre 2012

Il downgrade di S&P sulla Spagna potrà favorire l'euro


Il downgrade di ieri sera dell’agenzia S&P sulla Spagna, con il rating adesso appena un gradino sopra il livello “spazzatura”, potrebbe rappresentare il motivo per cui vedremo nei prossimi giorni un nuovo rialzo dell’euro.
Il governo spagnolo adesso avrà maggiori pressioni per richiedere un aiuto economico alla comunità mondiale.
Un piano di salvataggio che sta cercando di evitare per non ripetere l’esperienza di altri Paesi come la Grecia, oramai spodestati della propria sovranità in nome di quel sostegno finanziario internazionale.
Ma si sa, le ragioni del mercato (buone o cattive che siano a seconda delle tante e diverse interpretazioni) vanno oltre tali interessi nazionali e la richiesta di bailout da parte di Madrid è vista come l’unica via di uscita dalla situazione di crisi in cui si trova adesso il Paese iberico.
Ed è proprio per tale motivo che la nostra valuta potrebbe beneficiarne nelle prossime sedute.
Dopo aver sfiorato 1.28 in un paio di occasioni in queste prime settimane di ottobre, il cambio EURUSD si sta riportando in questo momento verso 1.29.
La chiusura dell’ottava scorsa sopra 1.30 sembrava aver posto le basi per un attacco alla resistenza in area 1.3120, il livello dove si è interrotto il mini trend rialzista partito lo scorso luglio.
Ma l’evoluzione della crisi del debito europeo ed il taglio del rating di cui sopra hanno invece respinto l’euro sui minimi del mese.
Tutto quindi da rifare.
Ma come scritto ad inizio articolo, un nuovo impulso verso l’alto potrebbe arrivare dalla richiesta ufficiale di salvataggio da parte della Spagna.
Ed a quel punto, i target da raggiungere sarebbero 1.3120 e 1.3280.
Mentre, una violazione verso il basso di 1.28 e 1.27 decreterebbe la fine di questo rimbalzo dai minimi dell’anno.
Gli scenari attesi sono diversi e ricordiamoci che i problemi non sono tutti oltre i Pirenei.
Da Atene hanno fatto sapere che ci sono fondi a sufficienza per andare avanti da soli fino a metà novembre, oltre quella data, lo Stato greco non sarà più in grado di pagare stipendi, pensioni e tutte le scadenze a cui è chiamato a rispondere.
Buona fortuna!


lunedì 1 ottobre 2012

L'euro chiude settembre con un +2% sul dollaro


Dopo il +2.3% di agosto, l’euro recupera un altro 2% nei confronti del dollaro nel mese di settembre.
Anche se il trend delle ultime settimane è stato negativo, così come appare sul grafico weekly, dove vi sono due candele rosse consecutive.
Questa mattina, dopo aver sfiorato il supporto in area 1.28, la nostra moneta è tornata a salire con un massimo di giornata fino a questo momento a 1.2901.
Riprendono oggi ad Atene i negoziati tra la troika (la task force composta da FMI, BCE e UE) ed il governo greco.
Si sta scrivendo di tutto su tale questione, dalla probabile nuova ristrutturazione del debito ellenico alla possibile uscita della Grecia dal sistema Euro.
Ma sappiamo tutti che questa sarà una musica a cui dovremo praticamente abituarci ogni tre mesi, almeno fino a quando non sarà posta la parola fine con una soluzione che si spera possa essere positiva per il popolo greco e per l’economia mondiale.
Sicuramente non alleggerisce il clima già pesante, la notizia di oggi della Credit Agricole, la terza banca francese, di cedere ad Alpha Bank la sua controllata ellenica Emporiki Bank, in modo da eliminare del tutto la propria esposizione sul mercato greco.
Vedremo quel che sarà del Paese che fu di Aristotele, Socrate e Platone.
Come ogni inizio mese, si rinnovano anche gli appuntamenti con i meetings delle Banche centrali, soprattutto quella della BCE di giovedì prossimo.
L’operato del presidente Mario Draghi, dell’ultimo periodo, è stato accolto con molto favore dai mercati e fu proprio un mese fa circa, dopo l’annuncio del piano di acquisto di bonds di cui si è tanto parlato, ad innescare lo sprint rialzista dell’euro fino a 1.28 e poi nelle sedute successive fino a 1.3172.
Guarda caso, adesso si riparte con il cambio EURUSD tra 1.28 e 1.29.
Le prime difficoltà potrà incontrarle sulla prima resistenza in area 1.3120.
Mentre, a sud, nella parte bassa del grafico, 1.28 e 1.27 rappresentano gli ultimi baluardi a difesa di questo movimento al rialzo partito dai minimi di luglio.