venerdì 21 settembre 2012

L'euro/dollaro perde contatto con la soglia psicologica a 1.30


Per la prima volta in questa ottava, l’euro/dollaro ha terminato la seduta sotto 1.30.
E’ stata una settimana di chiusure parziali o totali delle posizioni rialziste.
Qualcuno comincia anche a speculare al ribasso, considerato che le banche centrali di tutto il mondo hanno giocato buona parte delle loro carte in tema di tassi e misure di espansione economica.
Se a questo aggiungiamo che è tornata nuovamente sotto i riflettori degli operatori, la crisi del debito europeo con Grecia e Spagna in primo piano, ecco spiegato il ritracciamento di 253 pips a cui abbiamo assistito in questi giorni sul cross EURUSD dal massimo toccato lunedì scorso a 1.3172.
Si tratta della correzione maggiore dal 10 agosto, di questo trend al rialzo di breve periodo iniziato verso la fine di luglio.
Da allora, l’euro ha recuperato quasi dieci punti percentuali sul dollaro, riportando in positivo la performance da inizio anno.
L’analisi grafica dice adesso che su 1.28 ed 1.27 sono rimaste le ultime speranze per un mantenimento di questo movimento rialzista, mentre, nella parte alta, disegniamo una nuova resistenza in area 1.3120, il livello su cui per il momento si è infranta l’onda Long che aveva come target 1.3280.
Sta per partire l’ultimo trimestre del 2012, è arrivato il momento di concretizzare i buoni propositi lanciati soprattutto dal presidente della BCE, Mario Draghi.
I governi della Zona Euro sono chiamati a fare la loro parte.
Altrimenti potremo assistere sul cambio euro/dollaro allo stesso finale del film visto nel 2011, raffigurato nel grafico allegato.


martedì 18 settembre 2012

L'euro prende fiato dopo una corsa di oltre mille pips.


Dopo ben cinque candele verdi sul grafico settimanale, l’euro si prende una pausa momentanea di 130 pips dal massimo toccato nella seduta di ieri a 1.3172.
Il minimo della giornata in corso è infatti a 1.3042.
E così, dopo essere tornato a dei livelli che la nostra moneta non vedeva contro il dollaro dagli inizi del maggio scorso, arrivano le prime prese di beneficio.
D’altronde, dal minimo dell’anno dello scorso 24 luglio, l’euro ne ha fatta di strada, un totale di 1130 pips realizzati in meno di due mesi.
In questo trend al rialzo di breve periodo, ci sono stati due momenti tra il 27 luglio ed il 10 agosto, nei quali il cambio ha subito dei ritracciamenti di 256 e 202 pips, prima di spiccare il volo verso 1.3172.
La correzione di queste ore rientra quindi nella normalità di questo movimento verso l’alto, anche perché da un punto di vista grafico, non siamo ancora giunti alla resistenza in area 1.3280.
Credo di non dire un’eresia se da qui al 31 dicembre dovessimo assistere a dei nuovi massimi del 2012.
Il già citato 1.3280 e poi in successione 1.3380 ed 1.3480 saranno gli ultimi ostacoli prima di raggiungere tale traguardo.
Certo, non avremo la stessa ampiezza di movimento vista in questi giorni, anche perchè la BCE e la Fed hanno sparato le cartucce a loro disposizione.
Si viaggerà ad una velocità di crociera prima di assistere a dei nuovi fuochi d’artificio sul cambio euro/dollaro.


martedì 11 settembre 2012

Sarà eu-O-ro fino alla fine del 2012?


L’andamento dell’euro/dollaro nel 2012 è stato molto simile a quello dell’oro, al punto che potremmo definire questa correlazione “eu-O-ro”.
Come si può notare nel grafico allegato, il massimo dell’anno è coinciso per entrambi a fine febbraio, per poi registrare insieme il minimo a fine maggio.
Vi è poi stato un simultaneo rimbalzo, ma poi verso metà luglio, la nostra moneta ha preso una direzione diversa, è stata al centro di un’ondata di vendite che hanno fatto sprofondare l’euro a 1.2042 nei confronti del dollaro, a dei prezzi che non si vedevano dal giugno del 2010.
L’oro, invece, è rimasto sopra il supporto a 1570$.
Le strade, però, si sono presto ricongiunte e da lì è partito un movimento al rialzo il cui apice è stato toccato in questi giorni, anche se per motivi differenti.
La nostra moneta ha beneficiato del nuovo programma di acquisto di titoli di stato per frenare lo spread dei Paesi in difficoltà, annunciato giovedì scorso dal presidente della BCE, Mario Draghi.
Il metallo prezioso, gode delle alte aspettative di un QE3 da parte della Fed, in seguito ai dati negativi sull’occupazione USA, rilasciati venerdì scorso.
L’euro è quindi giunto ad un livello molto importante a 1.28, da dove potrebbe partire una nuova spinta rialzista il cui obiettivo è a 1.3280.
L’oro, invece, ha già superato la resistenza in zona 1720$ ed ha in questo momento la strada spianata per puntare verso i massimi del 2012 in area 1800$.
Se dunque dovesse confermarsi per le prossime settimane la correlazione tra i due mercati, è facile prevedere per l’euro un nuovo allungo verso i prezzi di cui sopra.
La nostra moneta potrebbe avvantaggiarsi di questa forza dell’oro, anche nel caso in cui dovesse esserci un calo dell’azionario.
Anche perché il QE3 prima o poi ci sarà, molto probabilmente in prossimità delle elezioni presidenziali americane previste tra un paio di mesi circa.
Ma la correlazione potrebbe interrompersi nel caso in cui dovessero esserci degli sviluppi negativi sulla vicenda della crisi del debito europeo.
Nei prossimi giorni vi è un fitto calendario di eventi cruciali, i quali potranno far spostare l’ago della bilancia Long o Short sulla nostra valuta.
Come sempre, bisogna avere una visione del mercato a 360 gradi, valutare tutte le componenti che possono avere un’influenza sul nostro investimento.
Vedremo quindi se il 2012 sarà fino alla fine l’anno dell’eu-O-ro.


lunedì 10 settembre 2012

Qui si fa l’Europa o si muore!


Si è chiusa una settimana molto importante per l’euro.
La nostra moneta ha recuperato quasi due punti percentuali sul dollaro, grazie alla nuova misura presentata giovedì scorso dal presidente della BCE, Mario Draghi, la quale prevede un acquisto illimitato di titoli di stato sul mercato secondario, per fronteggiare l’elevato spread di cui soffrono alcuni Paese in difficoltà.
Non è un caso se gli indici di Borsa di Spagna ed Italia siano stati quelli che più di altri abbiano apprezzato tale annuncio chiudendo l’ottava con un +7%!
Ma la parte difficile inizia adesso, perché i buoni propositi dichiarati dal numero uno della BCE hanno bisogno di conferme da vari fattori ed istituzioni.
Si comincia già mercoledì prossimo, con la Corte Costituzionale tedesca che dovrà pronunciarsi sulla legalità del Fondo salva-Stati Esm.
Un elemento, quest’ultimo, indispensabile per l’attuazione del piano di Draghi.
E tra i contribuenti di tale fondo, vi è anche l’Olanda, dove il fato ha voluto che contemporaneamente con la sentenza della Corte tedesca, si terranno le elezioni per il nuovo parlamento, dopo che cinque mesi fa ci fu la caduta del governo, incapace di far passare il piano di austerity.
Da qui ad ottobre, ci saranno anche forti speculazioni sulla missione della troika, la task force composta da BCE, Commissione Europea e FMI, la quale dovrà presto emettere un verdetto sui famosi “compiti a casa” che la Grecia è stata chiamata a svolgere per ottenere nuovi aiuti dalla comunità internazionale.
Sono tutti elementi che generano una forte incertezza e che potrebbero quindi tradursi in una conferma del trend al rialzo partito da metà luglio oppure in una forte correzione sull’azionario e sull’euro.
Già, perché siamo su dei livelli molto importanti, sono state violate diverse resistenze, l’ipercomprato è diffuso su molti grafici.
L’euro/dollaro ha superato venerdì scorso 1.28, tornando alle quotazioni di fine maggio 2012.
Proprio all’inizio di quel mese, vi fu la rottura del supporto 1.30 e la strada quindi spianata verso i minimi dell’anno a 1.2042.
In questo momento siamo nella situazione opposta: il mercato ha recuperato quasi 800 pips e ne restano ancora 200 per ripresentarsi a 1.30.
Personalmente credo che il vero ostacolo da superare sia 1.28 e non 1.30.
Se le notizie attese nei prossimi giorni di cui sopra saranno a favore di euro, la spinta rialzista potrà facilmente estendersi fino a 1.3280, con una serie successiva di test in ripetizione di 100 pips alla volta fino ai massimi del 2012.
Il momento è cruciale, il destino della nostra moneta è inevitabilmente correlato a quello dell’Unione Europea.
Potremmo adattare alla situazione attuale la famosa frase di Garibaldi in “Qui si fa l’Europa o si muore”.


mercoledì 5 settembre 2012

L'euro scende verso 1.25, l'oro resta vicinissimo ai 1700$


Il mercato resta in attesa del meeting della BCE di domani.
Difficile ipotizzare una nuova riduzione dei tassi di interesse, gli operatori sono più concentrati sulle parole che il presidente Mario Draghi rilascerà nella conferenza stampa del pomeriggio.
Nel frattempo, qualcuno preferisce chiudere delle posizioni rialziste sul cambio euro/dollaro, anche perché dal minimo dell’anno registrato lo scorso 24 luglio a 1.2042, il cross ha recuperato 600 pips circa.
In questo momento siamo in prossimità della soglia psicologica a 1.25, un livello che ha dato una buona prova di solidità nelle ultime dieci sedute.
Più in basso vi è il supporto in area 1.2450.
E’ probabile che non si vada oltre tali livelli prima dell’intervento del numero uno della BCE di domani, così come un nuovo eventuale movimento al rialzo potrebbe restare intrappolato dentro la resistenza a 1.27.
L’euro perde oggi terreno nei confronti del dollaro anche per il PMI pubblicato poco fa: per il settimo mese consecutivo l’indice resta sotto quota 50, un livello che denota una contrazione nel settore privato dell’economia.
Una crisi che si sta allargando pericolosamente alla potente Germania.
La situazione non è migliore dall’altra parte dell’oceano, dove anche l’ISM manifatturiero americano è sceso ad agosto sotto 50, con le identiche implicazioni citate sopra per la Zona Euro.
La lettura negativa del dato USA ha alimentato le attese per un QE3 (immissione di liquidità), con l’oro che ne ha subito approfittato per sfiorare i 1.700$, un salto che ha portato il metallo prezioso a dei livelli che non toccava dallo scorso 13 marzo.


lunedì 3 settembre 2012

Sale l'euro, ma la corsa all'oro dura oramai da 12 anni!


Tutto come previsto: nessuna novità dal Jackson Hole di venerdì scorso, Ben Bernanke ha ribadito il concetto di un possibile QE3 nel caso in cui l’economia USA dovesse peggiorare, ma per il momento non sono previste altre misure di stimolo.

L’euro è salito fino a 1.2638 nei confronti del dollaro, ma poi ha archiviato l’ottava sotto 1.26, con una performance del +0.45%.

L’inizio di settimana è stato soft, complice la chiusura del mercato USA, dove si celebra il Labour Day.

L’evento clou è comunque atteso per giovedì prossimo, con il meeting della BCE e la conferenza stampa di Mario Draghi.

Procede quindi a piccoli passi la manovra di avvicinamento dell’EURUSD verso la resistenza in area 1.27, un livello chiave presente sul grafico giornaliero e settimanale.
Mentre, nella parte bassa, la soglia psicologica a 1.25 ha evitato nei giorni scorsi il test del supporto in zona 1.2450.

Ed è questo molto probabilmente il trading range che dovremo aspettarci per le prossime sedute.

Attenzione all’andamento dell’oro!

Il metallo prezioso è dentro una resistenza molto importante in area 1.680$.
Siamo a dei prezzi che non si vedevano dagli inizi di aprile 2012.
Un’eventuale violazione di questo livello potrebbe favorire un allungo verso i 1.720$, con una prima resistenza ai 1.700$.

Mancano quattro mesi alla chiusura dell’anno e per il GOLD, che in questo momento viaggia con un +8% dal primo gennaio 2012, si prospetta la dodicesima performance positiva consecutiva su base annuale!