lunedì 30 luglio 2012

Prosegue il trend positivo del future Dax nel mese di luglio.


Prosegue il trend positivo del future Dax nel mese di luglio.
L’ottava scorsa è stata chiusa con un guadagno superiore ai due punti percentuali e venerdì è stato anche chiuso il gap down con cui si era partiti nella seduta di lunedì.
Sembra così distante il minimo di inizio giugno, quando si scese sotto i 6.000 e si sfiorò per soli 21 punti il livello più basso del 2012 a 5.899.
Il rimbalzo estivo si è per il momento arrestato sulla resistenza in area 6.800.
Una pausa fisiologica dopo una corsa di quasi 900 punti.
Ma attenzione, perché un’eventuale violazione di 6.800 aprirebbe lo spazio per un’ulteriore salita fino ai 7.100, con i massimi dell’anno dietro l’angolo.
E’ quindi probabile aspettarsi una fase di consolidamento, prima di un nuovo allungo al rialzo.
Invece, nel caso in cui si dovesse tornare a puntare con decisione verso il basso, prima dei già citati 6.000 punti, vi è il supporto in zona 6.350, praticamente sui minimi di luglio.

Il sistema D.R.DAX, di cui sono proprietario e che si basa su una tecnica esclusivamente intraday è ancora in perdita di 15 punti nel mese in corso.
Il bilancio da inizio anno è invece positivo di 174 punti.
Un’operatività che si può seguire sul future Dax quotato sull’Eurex oppure sui CFD offerti dai tanti brokers italiani ed esteri.


lunedì 23 luglio 2012

Vi ricordate dove eravate l’11 giugno del 2010?


Vi ricordate dove eravate l’11 giugno del 2010?
L’euro lo sa molto bene: esattamente dove è oggi 23 luglio 2012!
Le notizie del week end (l’articolo de “Der Spiegel” su un possibile blocco del fondo di aiuti del FMI a favore della Grecia e le dichiarazioni del vice cancelliere tedesco Roesler su una possibile uscita dello stesso Paese ellenico dal sistema dell’euro) hanno fatto sprofondare la nostra moneta a 1.2082 nei confronti del dollaro, il nuovo minimo del 2012 e degli ultimi 2 anni.
E così, il trend al ribasso partito ad inizio settembre del 2011 con la violazione del supporto in area 1.3950 ha raggiunto oggi il suo picco con un movimento di quasi 2 mila pips.
Un’apertura di ottava molto difficile per l’euro, con un gap al ribasso ed il livello a 1.2150 che sta per cedere.
Proprio la chiusura di tale gap (1.2156) rappresenta il primo target al rialzo, mentre un’eventuale violazione del supporto in area 1.2150 aprirebbe la strada per un’ulteriore discesa fino a 1.19.


martedì 17 luglio 2012

Un pò di respiro per l'euro dopo 6 sedute terribili


La settimana si è aperta positivamente per l’euro: dopo ben sei sedute, la nostra moneta non ha registrato un nuovo minimo del 2012 nei confronti del dollaro.
Ci è andato molto vicino, il minimo intraday della giornata di ieri si è fermato a soli 13 pips da quel 1.2163, il livello più basso toccato quest’anno dal cambio EURUSD.
E come prevedevo nella mia analisi di venerdì scorso, siamo adesso in una fase di rimbalzo tecnico, con il test del vecchio supporto in area 1.23.
C’è chi collega questo rialzo dell’euro a delle aspettative di un possibile QE3 (immissione di denaro) dal discorso che terrà nel pomeriggio il presidente della Fed, Ben Bernanke.
A tal proposito non credo che sentiremo qualcosa di nuovo, ma il solito “la Fed è pronta ad agire nel caso in cui l’economia americana dovesse mostrare nuovi segni di debolezza”.
Io penso che la carta QE3 sarà un jolly da giocare in prossimità delle elezioni presidenziali USA del prossimo novembre.
Tornando all’analisi grafica, l’eventuale violazione di 1.23 potrebbe avere dei risvolti importanti nel breve periodo per l’euro, infatti non vi sono altri ostacoli importanti fino a 1.24/1.2450.
Se invece non dovessero arrivare nei prossimi giorni delle risposte positive e soprattutto concrete dai vari leaders della UE in merito alla crisi del debito europeo, con lo spread Germania-Italia tornato ieri a salire ai livelli di gennaio, l’euro potrebbe riprendere la corsa al ribasso verso il supporto in zona 1.215.


venerdì 13 luglio 2012

Una settimana da ricordare (o meglio da dimenticare) per l'euro.


Sarà una settimana da ricordare (o forse meglio da dimenticare) per l’euro: nelle ultime cinque sedute, la nostra moneta ha sempre aggiornato il minimo del 2012 nei confronti del dollaro.
Una discesa senza freni che ha portato il cambio EURUSD fino a 1.2167, poco sopra il mega supporto in area 1.2150.
Siamo così tornati a dei prezzi che non si vedevano dal lontano 30 giugno 2010, un lungo passo indietro di due anni!
Un crollo che è avvenuto nella settimana in cui vi è stato il taglio dei tassi della UE al minimo storico dello 0.75% e subito dopo il noto vertice di Bruxelles, dove sembrava che fossero state create le basi per una risoluzione della crisi del debito della Zona Euro.
Probabilmente il mercato avrà dato un peso maggiore alla misura decisa dalla BCE di azzerare la remunerazione dei depositi di quelle banche che preferivano parcheggiare la propria liquidità presso l’Istituto centrale di Francoforte.
Ieri, nella prima seduta in cui sono entrati in vigore i nuovi tassi di riferimento, c’è stato un crollo dei depositi overnight: 324,931 miliardi contro gli 808,516 miliardi di martedì!
Mario Draghi ha così raggiunto il suo primo obiettivo.
Bisogna vedere adesso se e come impiegheranno questa liquidità le banche europee.
Allo stesso modo, appare anche lontanissima una nuova possibile LTRO.
Ecco spiegato, almeno secondo il mio personale e umile parere, le motivazioni del crollo di questi ultimi giorni dell’euro.
Da un punto di vista grafico, il cedimento di 1.2150 potrebbe spingere la nostra moneta fino ai minimi del 2010, in un’area di supporto a 1.19.
Ma dopo aver ceduto nelle ultime due settimane più di 500 pips, è più probabile aspettarsi un rimbalzo, un movimento tecnico figlio anche della chiusura delle varie posizioni ribassiste.
Ed il primo target al rialzo diventa la vecchia resistenza in zona 1.23.
Buon fine settimana a tutti!


venerdì 6 luglio 2012

Cosa sarebbe successo se la BCE non avesse tagliato i tassi?


Esattamente una settimana fa, le Borse europee festeggiavano l’accordo sullo scudo anti-spread fortemente voluto dal nostro Mario Monti con guadagni superiori ai quattro punti percentuali, Piazza Affari addirittura chiudeva la seduta con un +6.59%.
Anche l’euro si apprezzava del 2% circa nei confronti del dollaro, sfiorando quota 1.27.
Tutto sembrava volgere in positivo, anche perché  per la settimana successiva era in programma un taglio dei tassi di interesse della Zona Euro.
Una riduzione che si è concretizzata nella giornata di ieri, con il tasso di riferimento sceso al minimo storico dello 0.75%.
Nel frattempo sono giunti altri segnali di debolezza dall’economia europea, con il PMI sempre sotto quota 50 in molti Paesi del Vecchio continente.
Ma il sentiment del mercato, dopo il vertice di Bruxelles, sembrava impostato in un atteggiamento di fiducia verso il futuro.
Già…sembrava…perché ieri  nonostante il taglio dei tassi in Europa (a cui si è aggiunto a sorpresa quello della Cina), si sono scatenate le vendite sul mercato azionario, l’euro è tornato vicino ai minimi del 2012!
Difficile trovare la ragione di tali crolli, qualcuno dirà che gli operatori attendevano delle novità in merito ad un nuovo LTRO.
Ma non riesco a credere che questo sia il motivo per cui in un colpo sono stati cancellati i risultati positivi del vertice di Bruxelles della settimana scorsa, con lo spread che torna oggi a far paura alla Spagna ed all’Italia.
Così come non posso accettare chi afferma che il mercato avesse già scontato tale notizia.
Scontato come?
Azionario ed euro erano ancora a dei livelli distanti dai massimi di periodo.
Stona davvero una seduta delle Borse europee negativa nello stesso giorno in cui sono stati ridotti i tassi in Europa ed in Cina.
A questo punto mi chiedo anche cosa sarebbe successo se non ci fosse stato quel taglio del 0.25%?
Sono tutte domande a cui forse avremo una risposta nei prossimi giorni.
Nel frattempo, analizzando il cambio EURUSD da un punto di vista grafico, è stato così violato il supporto in area 1.2450 che aveva retto durante il mese di giugno.
E come indicato nei miei articoli dei giorni scorsi, una volta perforato tale livello, il destino della nostra moneta sembra segnato: molto probabilmente assisteremo a nuovi minimi dell’anno con il test di 1.23.
Più in basso attende il supporto in area 1.215.
Se invece il mercato dovesse rimbalzare, soprattutto per effetto di possibili prese di beneficio dopo il tonfo di ieri, sarà interessante vedere la consistenza di 1.2450 in qualità di resistenza.
Il livello successivo è in area 1.2620.
In ogni caso si prospetta una chiusura di ottava con il segno negativo per l’euro ed anche piuttosto pesante, considerato che l’apertura di domenica scorsa è stata vicino a 1.27.


martedì 3 luglio 2012

L'Europa ancora nel segno di Mario. Taglio dei tassi in vista?


Dopo l’exploit di venerdì scorso, con un recupero di quasi 2 punti percentuali sul dollaro, l’euro adesso naviga lungo la rotta 1.26.
Il mercato è praticamente fermo in attesa del meeting della BCE di giovedì prossimo, dove in molti sperano in un taglio dei tassi di un quarto di punto.
E dopo Monti e Balotelli della settimana scorsa, si prosegue nel segno di Mario: questo volta sarà il turno di Draghi.
Personalmente non darei così per scontato una riduzione dei tassi.
Il numero uno della BCE potrebbe conservare questo jolly in un contesto economico peggiore, anche se gli ultimi dati macro, soprattutto quelli legati all’attività delle PMI ed all’occupazione, continuano a dare segni di forte debolezza, anche per la super Germania.
Vedremo quello che accadrà giovedì 5 luglio.
Nel frattempo, da un punto di vista grafico, il cambio EURUSD si trova in questo momento sul supporto di breve in area 1.2580, poco sopra i minimi di venerdì scorso.
In caso di violazione di tale livello, è probabile un test di 1.2520, prima di quello a 1.2450, il supporto che ha evitato nelle ultime settimane di giugno un tracollo fino ai minimi del 2012.
Nella parte alta del grafico, da monitorare le resistenze in area 1.2680 e 1.2750.