venerdì 29 giugno 2012

28 giugno 2012...una data storica per l'Italia nel nome di Mario



Il 28 giugno 2012 resterà nella storia del nostro Paese come il giorno in cui siamo riusciti a sconfiggere la Germania sul piano sportivo e soprattutto politico.
Chissà, forse la vittoria nella semifinale del Campionato Europeo di calcio grazie alle reti di Mario Balotelli avrà dato la spinta decisiva al nostro primo ministro Mario Monti nel voler imporre la propria linea su quella della cancelliera tedesca, Angela Merkel.
Erano le 4 della scorsa notte, quando è stato dato l’annuncio dell’accordo su quello che era il punto cruciale portato avanti da Monti, lo scudo anti-spread.
Sono stati quindi modificati i meccanismi attraverso i quali vengono utilizzati i fondi europei di stabilità finanziaria EFSF ed ESM.
Il mercato sta studiando adesso in maniera più approfondita i dettagli di questa soluzione, ma per il momento festeggia con un forte rialzo sull’azionario.
Anche l’euro ne ha tratto beneficio strappando al rialzo fino a 1.2627, un salto di quasi 200 pips.
In questo momento è sotto i massimi di giornata a 1.2558.
Da un punto di vista grafico, siamo dentro una resistenza di breve, i prossimi obiettivi al rialzo sono a 1.2680 e 1.2750.
Invece, il supporto in area 1.2450, quando sembrava in procinto di vacillare sotto i “nein!” della Merkel, ha dato ancora una volta una buona prova di solidità, tenendo così lontano delle nuove minacce verso i minimi dell’anno.
Oggi si concludono i lavori del vertice di Bruxelles, chissà, potrebbero esserci altre sorprese.
Si spera ovviamente in positivo.
Una cosa è certa, questa mattina l’immagine internazionale dell’Italia sta celebrando un successo che mancava da molto tempo.



martedì 26 giugno 2012

I tori vivono di speranze, gli orsi attendono al varco


In questo ultimo periodo, il mercato sale sulla base di esili speranze di una possibile soluzione della crisi del debito europeo, per poi tornare a scendere nel momento in cui si deve fare i conti con la triste realtà.
Si susseguono gli incontri tra i vari leaders, si cercano nuove alleanze per creare un fronte che possa reggere il confronto con la super Germania.
Una spaccatura all’interno della UE i cui segni si vedono sull’euro, tornato a 1.25, vicino a quel supporto in area 1.2450, l’ultima spiaggia prima di un possibile ritorno verso i minimi del 2012.
Adesso tutti guardano al prossimo meeting dell’Eurogruppo del 28/29 giugno, i tori ancora una volta si affidano al buon senso della Merkel, all’accettazione di quei famosi eurobonds tanto auspicati dal mercato.
Ma gli orsi ricordano i tanti “nein!” di questi giorni.
Risulta davvero arduo credere che possa uscire qualcosa di positivo dal prossimo vertice di Bruxelles.
Molto probabilmente ci sarà l’ennesimo rinvio ad un altro summit.
Nel frattempo Cipro e Spagna stanno formalmente inviando una richiesta di aiuto economico e l’euro, nel momento in cui scrivo, è tornato sotto 1.25.
Il supporto in area 1.2450 e gli orsi attendono al varco.


venerdì 22 giugno 2012

Il mercato aspetta delle risposte concrete. L'euro vicino a 1.25


Dopo aver registrato lo scorso primo giugno il minimo del 2012 a 1.2289, l’euro ha recuperato terreno nei confronti del dollaro, rimbalzando di 459 pips.
Tale movimento al rialzo è stato favorito dalle speranze di un nuovo QE (immissione di liquidità) dagli USA e dall’esito positivo della consultazione elettorale in Grecia, dove finalmente è stata risolta la crisi politica con la formazione di un nuovo governo.
La Federal Reserve, però, ha fatto sapere che per il momento non è previsto un QE3, ma che è pronta ad intervenire nel caso in cui l’economia americana dovesse mostrare ulteriori segni di debolezza.
Per tale ragione, bisogna fare molta attenzione alla pubblicazione dei prossimi dati macro economici USA, in quanto una rilevazione negativa potrebbe essere interpretata positivamente dal mercato in ottica QE3.
Anche dalla Grecia, si sono smorzate le speranze di un governo che potesse dare continuità all’azione intrapresa dal precedente esecutivo, in quanto il nuovo primo ministro, Samaras, ha subito spiazzato i leaders della Unione Europea con la sua intenzione di rinegoziare per l’ennesima volta il piano di salvataggio a favore del Paese ellenico.
E così, gli elementi che erano stati alla base del rimbalzo dell’euro fino a 1.2748 non si sono concretizzati e la conseguenza oggi è un EURUSD sotto 1.26 con un minimo intraday a 1.2519.
Ci stiamo pericolosamente avvicinando al supporto (1.2450) di questo mini trend rialzista di giugno, la cui violazione potrebbe spingere l’EURUSD verso 1.23.
Oggi è in programma un incontro a Roma tra Monti, Merkel, Hollande e Rajoy, così come ce ne saranno altri importanti fino alla fine del mese.
Il mercato attende delle risposte concrete senza ulteriori perdite di tempo.
Un aiuto potrebbe giungere dal forte calo di questi giorni del petrolio, un elemento che potrebbe rivelarsi utile per un possibile taglio dei tassi da parte della BCE.
Vedremo quindi come chiuderà l’ottava il cambio euro/dollaro, anche se oramai sembra quasi certa la configurazione della prima candela rossa sul grafico settimanale di giugno.


martedì 19 giugno 2012

La Grecia e la Spagna fanno paura. Euro/dollaro a 1.26


Il voto di domenica scorsa sembrava aver risolto temporaneamente la questione greca, con una maggioranza parlamentare in grado di formare un governo che rispettasse gli accordi presi con la Troika, la commissione formata da membri della UE, BCE e FMI.
L’euro, infatti, festeggiava tale risultato strappando al rialzo contro il dollaro superando quota 1.27.
Ma ieri pomeriggio, Antonio Samaras, il leader della coalizione vincente e probabile primo ministro del futuro esecutivo, ha rimescolato le carte, affermando di voler rinegoziare i termini del piano di salvataggio, renderlo meno duro per la popolazione greca.
Dalla Merkel sono partiti una serie di “nein!”, nessuna volontà a modificare i patti presi mesi fa, dopo lunghi ed elaborati incontri per definirne i contenuti.
E soprattutto a farne accettare i contenuti a chi deteneva delle quote del debito ellenico.
L’ improvviso cambio di rotta di Samaras ha avuto delle conseguenze pesanti sulla nostra moneta, crollata sotto 1.26, con una correzione di 200 pips circa dal massimo toccato in apertura della sessione asiatica.
C’è da dire che già qualche ora prima, erano scattate le vendite sul cambio EURUSD, nel momento in cui i rendimenti dei Bonos spagnoli avevano superato il 7%, un livello record da quando è stato introdotto l’euro e che in passato è stato il motivo per cui Grecia, Irlanda e Portogallo sono state costrette a richiedere un piano di salvataggio dall’Europa.
Per la Spagna è quindi solo una questione di tempo, i 100 miliardi per gli istituti bancari iberici decisi durante il week end dello scorso 10 giugno potrebbero rivelarsi già insufficienti.
Da un punto di vista grafico, il calo dell’euro/dollaro si è arrestato a 1.2557, praticamente sui minimi dello scorso giovedì.
Tracciamo quindi in corrispondenza di tali prezzi un supporto di breve, in attesa della rottura definitiva di 1.26.
Ancora più in basso, resta confermato il livello in area 1.245, prima di un possibile test del minimo dell’anno verso 1.23.
In alto, le prime resistenze utili per delle operazioni intraday sono a 1.2650 ed 1.2750.
La situazione va comunque monitorata costantemente, Grecia e Spagna fanno paura e dietro l’angolo fa capolino anche la nostra cara Italia.


lunedì 18 giugno 2012

"I greci hanno scelto l'Europa!" E l'euro strappa sopra 1.27

“Oggi i greci hanno scelto di restare legati all'Europa. 
Questa è una vittoria per tutta l'Europa. E la Grecia è ancorata all'euro”. 
Sono le parole di Antonio Samaras, il vincitore delle elezioni in Grecia di domenica scorsa.
Il suo partito, Nuova Democrazia, ha ottenuto quasi il 30% dei voti e grazie al bonus e l’appoggio dei socialisti del Pasok sarà in grado di formare un nuovo governo.
Tirano così un forte sospiro di sollievo i vari leaders europei, Samaras infatti è un sostenitore del programma di risanamento che la Troika sta portando avanti in questi mesi.
Per tale ragione, l’euro/dollaro ha festeggiato il risultato del voto in Grecia portandosi sopra 1.27, con un massimo toccato a 1.2748.
Abbiamo così il terzo gap in meno di due mesi, così come si può vedere nel grafico allegato.
Ultimamente, però, quelli al rialzo sono stati chiusi più velocemente rispetto a quelli al ribasso.
Vedremo se la storia si ripeterà anche in questa occasione.
In ogni caso, i livelli da monitorare nel breve sono le resistenze in area 1.275, 1.282 ed 1.29, prima di arrivare al vero test di un certo peso a 1.3.
Nella parte bassa del grafico, il primo target è la chiusura del gap a 1.2658 e quindi 1.26, che così si ripresenta nelle vesti di un supporto.
Concludo con un ultimo dato statistico: dopo un maggio completamente negativo, nel mese in corso registriamo la seconda candela consecutiva verde sul grafico weekly grazie al +1.12% della settimana scorsa.


venerdì 15 giugno 2012

Un tranquillo week end di paura


Le banche italiane ed estere stanno invitando in questi giorni i clienti a controllare la propria esposizione sul mercato dei derivati.
Il famoso broker americano, Oanda, ha addirittura comunicato che l'attività di trading sarà interrotta tra le 12 e le 23 ora italiana di domenica prossima.
La Reuters ha riportato ieri sera una notizia nella quale si dice che le Banche centrali di tutto il mondo saranno pronte ad intervenire congiuntamente con un'immissione di liquidità.
Perchè tutto questo?
Perchè domenica si replica in Grecia il voto per l'elezione del Parlamento, dopo il flop del 6 maggio scorso, quando dalle urne non uscii alcuna maggioranza in grado di formare un nuovo governo.
Molti discutono su come andrà a finire, su come posizionarsi sul mercato per sfruttare eventuali forti movimenti che ci potranno essere a partire da domenica sera.
I ribassisti hanno a disposizione due risultati su tre: la vittoria dei partiti contrari al piano di salvataggio della UE-FMI ed un esito elettorale come il precedente, ovvero senza una maggioranza.
Invece, i rialzisti dovranno sperare solo in un successo dei sostenitori delle misure messe in atto dalla troika a favore del Paese greco.
Anche se, a sostegno di questi ultimi, potrà esserci l'intervento delle Banche centrali di cui sopra.
Ma in ogni caso si tratterà di una soluzione tampone, di breve durata, giusto per evitare un crollo all'apertura dei mercati asiatici ed europei.
Perchè se dalla votazione di domenica verrà fuori un risultato la cui conseguenza sarà l'uscita della Grecia dalla Unione Europea, la nostra moneta dovrà necessariamente scontare tale scenario ed anche e soprattutto i possibili effetti che avrà sulle altre economie di Paesi già in forti difficoltà, come la Spagna e l'Italia.
Nessuno in questo momento è in grado di poter misurare la portata di un eventuale contagio e questo rappresenta un forte elemento di incertezza.
Da un punto di vista grafico, a seconda del risultato del voto greco, i primi  target per l'EURUSD sono al rialzo a 1,3 ed al ribasso a 1,23.
Di certo c'è solo una cosa: la volatilità sarà elevatissima.
Quindi limitare al massimo la propria emotività, calma e sangue freddo come non mai.


mercoledì 13 giugno 2012

Euro sotto attacco e domenica si vota in Grecia


Siamo giunti a metà di una settimana cruciale per l'euro.
Le tensioni sul debito della Spagna hanno messo in secondo piano per qualche giorno il caso della Grecia, chiamata tra pochi giorni ad eleggere il parlamento e quindi un nuovo governo, dopo il fallimento di un mese fa circa.
Era il 6 maggio ed il nulla di fatto di quel voto spinse l'euro a violare il supporto 1,3, l'ultimo baluardo rimasto a difesa di quel trend rialzista che aveva caratterizzato i primi mesi del 2012.
La tendenza ribassista che ha visto il suo culmine nel minimo dello scorso primo giugno a 1,2289 è stata successivamente frenata dal supporto in area 1,2450.
Un livello che ha dovuto superare ben quattro prove nelle ultime sedute, così come si può vedere nel grafico allegato e la cui violazione potrebbe aprire la strada ad un nuovo test di 1,23.
Oggi l'euro sembra voler più approcciare la resistenza in zona 1,26.
Ma è molto probabile che si muova in questo trading range fino a venerdì, per poi prendere una direzione precisa dopo il voto greco di domenica.
Anche se le “bombe” pronte ad esplodere sono davvero tante, l'Italia, per esempio, è tornata sotto l'attacco degli speculatori.
In nostro soccorso è venuto il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble , il quale ha escluso che il nostro Paese abbia bisogno di un aiuto esterno e che comunque non ci saranno pericoli se il programma di Monti sarà rispettato.


lunedì 11 giugno 2012

Rajoy meglio di Torres...vola la Spagna! Ed anche l'euro!


Prima del match Italia-Spagna, il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, aveva già segnato il suo goal vittoria contro gli altri leaders europei.
I 100 miliardi da destinare agli istituti bancari ispanici non saranno inquadrati come un piano di salvataggio della Spagna, ma solo come un aiuto specifico per un settore in grandi difficoltà.
Per tale ragione nei giorni scorsi il governo di Madrid si era rifiutato di richiedere un sostegno economico che avrebbe potuto incrinare l'autonomia del Paese, così come è accaduto alla Grecia ed all'Irlanda.
La Borsa di Madrid festeggia oggi questo risultato con un guadagno del 4%.
Anche l'euro apprezza questo accordo ed apre la settimana con un gap al rialzo di oltre 100 pips nei confronti del dollaro.
Probabilmente saranno saltati gli Stop a chi si era posizionato al ribasso durante il week end.
La nostra moneta ha toccato durante la notte 1.2669, anche se in questo momento fatica a restare sopra 1.26.
Siamo su una resistenza già testata giovedì scorso e da dove era poi partito il crollo fino a 1.2436, in seguito al downgrade di Fitch proprio ai danni della Spagna.
I livelli di breve da monitorare sono nella parte alta del grafico a 1.2680 e 1.2750.
In basso, invece, per il momento si resta in attesa della chiusura del gap a 1.2518.
Chiudo ricordando che nell'ottava appena conclusa, l'euro ha recuperato uno 0.75% sul dollaro e soprattutto ha interrotto una serie negativa che durava da ben cinque settimane.


venerdì 8 giugno 2012

L'euro e la Spagna affondano sotto i colpi di Fitch


Dopo la delusione di Draghi con il mancato tagliato dei tassi e l’annuncio di un nuovo LTRO, anche Bernanke ieri ha lasciato a bocca aperta chi si attendeva un nuovo QE o una qualsiasi altra forma di immissione di liquidità.
Tra questi vi era l’euro che aveva ripreso a correre contro il dollaro dopo il meeting della BCE, raggiungendo quota 1.26 (massimo intraday a 1.2625) poco prima della conferenza del presidente della Fed.
Ma il numero uno della Banca centrale americana ha solo ribadito il concetto di un possibile QE3 in caso di un peggioramento dell’economia USA,
rinviando così probabilmente di qualche altro mese tale decisione.
Ricordiamoci sempre che a novembre ci sono le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
L’euro ha così progressivamente perso terreno ritracciando verso 1.2550.
C’è stato un allungo ancora verso 1.26 dopo la chiusura della sessione di Londra, ma poi c’è stato il colpo di grazia dell’agenzia di rating Fitch, la quale tagliava di ben tre livelli il giudizio della Spagna, portandolo da A a BBB, giusto qualche gradino sopra quello “junk”, in italiano “spazzatura”.
E le prospettive restano molto incerte, considerato che la stessa agenzia ha confermato l’outlook negativo, quindi con una propensione ad una nuova riduzione nei prossimi mesi.
Questa mattina la nostra moneta ha risentito di tale notizia toccando un minimo di giornata a 1.2481, violando così il supporto di breve in area 1.2520.
I prossimi si trovano a 1.2420 e poi a 1.23.
Attenzione ad una possibile chiusura di settimana sotto 1.2417: disegnerebbe la sesta candela rossa consecutiva sul grafico weekly!


giovedì 7 giugno 2012

Draghi? No, grazie. QE3 !


Le aspettative di un nuovo QE3 dagli Stati Uniti, ovvero una nuova immissione di liquidità sul mercato, alimentate dai pessimi dati macro economici americani di venerdì scorso, ha modificato lo scenario sull’euro/dollaro.
Ieri ne abbiamo avuto la riprova: nonostante non ci sia stato un taglio dei tassi nella Zona Euro o un nuovo LTRO tanto atteso dal mercato, l’EURUSD ha subito un calo marginale, per poi riprendere con più vigore la corsa al rialzo e superare finalmente la resistenza dinamica che aveva caratterizzato il trend ribassista di maggio.
A questo punto, il prossimo obiettivo è il recupero di quota 1.26.
Mentre, credo che potremo vedere un euro a 1.30 solo con una vittoria dei partiti pro-piano salvataggio nella consultazione elettorale che si terrà in Grecia il prossimo 17 giugno.
Nella parte bassa del grafico, un nuovo supporto di breve si è costituito in area 1.2520.
Diversi i cambi in fase di rimbalzo in questi ultimi giorni: la sterlina ha recuperato sul dollaro 150 pips circa dopo aver toccato il supporto annuale a 1.535, mostrando però delle difficoltà nel restare sopra 1.55.
L’australiano (AUDUSD) corre spedito verso la soglia psicologica della parità, dove poi lo attende la resistenza in zona 1.005.
Il dollaro/yen va in contro tendenza rispetto agli altri cross USD: dopo aver messo alla prova il supporto in area 78, adesso punta addirittura a quota 80!
Il mercato adesso pende letteralmente dalle labbra di Bernanke, il destino dei prossimi giorni o settimane del dollaro e quindi di tutte le monete con cui è incrociato, dipende da quello che dirà il presidente della Fed, se ci sarà un QE3 o qualsiasi altra operazione simile.
Poi si tornerà a parlare di Grecia, Spagna ed altri problemi della Zona Euro.


martedì 5 giugno 2012

L'euro/dollaro torna sotto 1.25


Il rimbalzo dell’euro/dollaro si è per il momento infranto sulla resistenza dinamica in area 1.2540, la quale sta delineando perfettamente questo trend al ribasso partito dai primi di maggio.
Nel momento in cui scrivo, la nostra moneta sta aggiornando i minimi di giornata sotto 1.25 (l’ultimo a 1.2439).
Nel pomeriggio è prevista una conference call di emergenza tra i rappresentanti del G7 sulla zona euro, con la Spagna al centro delle attenzioni dei ministri finanziari.
Aspettiamoci quindi delle turbolenze che potranno arrivare prima, durante e dopo tale meeting.
Nella parte bassa del grafico, i target di breve per l’EURUSD sono a 1.2420, 1.23 e quindi quello di lungo periodo a 1.215.
Se invece dovessero arrivare delle notizie positive dal G7, il primo test importante sarà sul vecchio supporto, adesso resistenza, in area 1.26.
Nei giorni scorsi, ho dato grande risalto alla situazione grafica della sterlina contro il dollaro, alle prese con un supporto annuale in zona 1.535.
C’è stata una discesa fino a 1.5268 e poi un rimbalzo fino a 1.5438.
E’ stato quindi sfiorato il minimo del 2012 a 1.5234.
In quell’occasione ci fu poi una risalita fino a 1.6301, ma bisogna fare molta attenzione ad una possibile violazione del supporto, il quale potrebbe avere degli effetti sul cambio nell’ordine dei mille pips!
A proposito del Regno Unito, la notte scorsa l’agenzia di rating Egan-Jones ha tagliato il giudizio del Paese anglosassone da AA a AA-.
Un primo segnale di allarme per la regina che in questi giorni sta celebrando il suo Diamond Jubilee.


venerdì 1 giugno 2012

Euro/dollaro: chiuso maggio con un calo del 6.66%


E’ stato un maggio terribile per l’euro: una svalutazione del 6.66% nei confronti del dollaro.
Un mese così negativo non si vedeva dal settembre del 2011 (-6.91%).
Giugno è iniziato sulla stessa lunghezza d’onda se non peggio con un nuovo minimo a 1.2312, tornando così a dei prezzi che non si vedevano dal lontano primo luglio 2010!
Il prossimo supporto è situato proprio sui minimi di quel periodo, in area 1.2150.
Da quando è stato perforato il livello a 1.3, nei giorni successivi alla votazione del Parlamento in Grecia, l’EURUSD ha quindi perso 700 pips circa.
La causa di questo -6.66% del mese appena chiuso è proprio da imputare all’esito del voto greco di quel 6 maggio, dove non si è riusciti a formare una maggioranza in grado di governare il Paese ed il conseguente rinvio alle urne previsto per il prossimo 17 giugno.
A questo punto è probabile pensare che la nostra moneta stia scontando in questi giorni lo scenario peggiore, ovvero l’uscita della Grecia dalla Unione Europea.
Con un quadro reso ancora più incerto per quelli che potrebbero essere gli effetti del contagio sull’economie di nazioni già in grandi difficoltà.
Tra queste vi è sicuramente la Spagna, giunta a dei livelli tali dove presto sarà costretta a richiedere un piano di salvataggio.
L’analisi grafica, vede in primo piano la sterlina: nel cambio contro il dollaro è stato violato il supporto in area 1.565, provocando una discesa fino al supporto in zona 1.535, così come previsto nelle mie analisi dei giorni scorsi.
E’ sufficiente dare un’occhiata al grafico allegato per comprendere l’importanza del momento in cui ci troviamo: siamo su un livello testato più volte negli ultimi anni e che tiene in piedi un trend rialzista di lungo periodo.
Un’eventuale violazione potrebbe avere degli effetti devastanti sul cross GBPUSD: un crollo di mille pips!
Non è possibile prevedere la durata di tale ampio movimento che potrebbe crearsi con la rottura del supporto di cui sopra, quello che si sa è che nel 2010 la sterlina impiegò due mesi circa per salire da 1.435 a 1.535.