mercoledì 30 maggio 2012

Euro/dollaro: si continua a scendere!


L'euro/dollaro ha chiuso ieri la sesta seduta consecutiva con il segno negativo.
Un dato che si aggiunge ad un'altra serie pessima di questo mese terribile per la nostra moneta: le quattro candele rosse sul grafico weekly.
Sono dei numeri che stanno portando il cambio verso il supporto in area 1.24, in preparazione di quello più importante a 1.215.
Si stanno vedendo gli effetti della rottura del livello a 1.3, quello che era l'ultimo baluardo del trend rialzista dei primi mesi del 2012.
E l'aggiornamento dei minimi dell'anno di queste ultime sedute ha fatto saltare la tesi di chi sosteneva che quello in corso sarebbe stato un anno fotocopia del 2011, dove i minimi furono toccati a gennaio e poi a dicembre.
Soffre anche la sterlina sul dollaro (GBPUSD), dove il supporto in area 1.565 è stato violato ed ora si è aperta una voragine che potrebbe portare il cross fino a 1.535.
Il dollaro/yen (USDJPY) sembra intenzionato a testare per la seconda volta in questo mese il supporto in zona 79.
L'australiano (AUDUSD) ha chiuso oggi il gap registrato in apertura della settimana e si dirige verso 0.97.
Attenzione a questo livello, perchè in caso di rottura si potrebbe scendere di altri 300 pips.
Il cambio che segue in maniera opposta l’azionario è il canadese (USDCAD), alle prese da diversi giorni con la resistenza in area 1.025.
Se non dovesse reggere questa sorta di muro, vi sono dei margini di salita fino a 1.04 con il massimo del 2011 a 1.065 dietro l’angolo.
Lo scenario resta molto delicato, con la situazione spagnola che si aggrava sempre di più.


lunedì 28 maggio 2012

Quarta settimana in rosso per l'euro/dollaro


Come anticipato nella mia analisi di venerdì scorso, si è concretizzata la quarta candela rossa sul grafico settimanale dell'euro/dollaro.
E' la prima volta che accade nel 2012.
Si è quindi conclusa un'ottava in cui la nostra moneta ha perso un ulteriore 2% nei confronti del dollaro americano.
Stranamente la settimana in corso è stata inaugurata con un gap di apertura al rialzo.
Ma dopo aver toccato un massimo intraday a 1.2624, l'EURUSD si è riposizionato sotto il vecchio supporto, adesso resistenza, in area 1.26.
Sarà interessante vedere adesso se questo gap sarà chiuso nei prossimi giorni, con conseguente nuovo test del livello a 1.25 oppure ci sarà un allungo verso 1.27, dove attualmente convergono una resistenza dinamica e statica.
Non solo l'euro/dollaro, anche altri cross hanno aperto la settimana con un gap: l'australiano (AUDUSD) ha saltato direttamente 0.98 per puntare direttamente 0.99.
La sterlina/dollaro (GBPUSD) si è riaffacciata a 1.57, dopo aver testato il supporto in area 1.565.
Il neozelandese (NZDUSD) si è riportato sopra 0.76 e vede all'orizzonte la resistenza in zona 0.767.
Il dollaro/franco svizzero (USDCHF) ha invece accusato il gap down, confermando così le difficoltà riscontrate nelle ultime sedute nel superare quota 0.955/0.96.
Anche il canadese (USDCAD) perde terreno, ma senza gap e grossi danni rispetto alla chiusura di venerdì scorso.
Oggi sono chiusi molti mercati, incluso quello americano.
I volumi hanno subito un'ovvia riduzione, il che potrebbe anche spiegare i tanti gap in apertura.


venerdì 25 maggio 2012

Euro/dollaro: che fatica tornare sopra 1.26


Maggio si conferma un mese molto negativo per l'euro, siamo giunti oramai ad una perdita del 5% nei confronti del dollaro.
E salvo miracoli delle ultime ore di questo venerdì, che dovrebbero proiettare l'EURUSD sopra 1.2781, per la nostra moneta si prospetta la quarta candela rossa sul grafico settimanale.
Sarebbe la prima volta che accade nel 2012.
Da mercoledì scorso, da quando è stato violato il supporto in area 1.26, il cambio non è riuscito riportarsi sopra tale livello.
Proprio in questo momento vi è un nuovo tentativo in corso, con un massimo di giornata appena registrato a 1.2602.
Ma fa molta fatica, nonostante il mercato con cui è solitamente correlato, ovvero l'azionario, abbia recuperato più terreno in questi giorni rispetto alla nostra moneta.
Un segno di debolezza da non trascurare.
Il nuovo minimo dell'anno di giovedì scorso a 1.2516 ha retto bene fino alle prime ore della sessione odierna di Londra.
Nel caso felice in cui dovesse superare 1.26, c'è spazio per una risalita fino a 1.27.
Un rimbalzo unito alla chiusura delle tante posizioni ribassiste in attesa della votazione in Grecia del 17 giugno.
L'australiano (AUDUSD), invece, già da ieri aveva dato segni di inversione dal trend ribassista una volta toccato 0.97, un livello importante dove si trovava anche un gap finalmente chiuso che resisteva dal novembre del 2011.
Ovviamente adesso, tutti quelli che erano dei supporti si trasformano in resistenze e quindi 0.98 prima e 0.99 poi, saranno i primi ostacoli per un possibile ritorno alla parità.
Il canadese (USDCAD) non dà grossi segni di cedimento dalla resistenza in cui si trova adesso, nonostante il recupero degli indici azionari.
E' un pò il Bund delle valute, anche se a differenza del future tedesco non ha ancora registrato nuovi massimi storici, a dir la verità neanche quelli dell'anno.
Attenzione alla sterlina: oggi è in fase di test del supporto in area 1.565 nei confronti del dollaro.
Sta rimbalzando da 0.8 nel cambio contro l'euro.
Soprattutto il GBPUSD è in una situazione delicata: la violazione del livello a 1.565 potrebbe aprire la strada per una discesa fino a 1.535.
Altrimenti si punterà in alto verso 1.58.


mercoledì 23 maggio 2012

Euro/dollaro: 1.26...ci siamo!


Nelle sedute di venerdì e lunedì abbiamo assistito a degli strani movimenti al rialzo dell'euro/dollaro subito dopo la chiusura della sessione di Londra.
Nessuna notizia o voce che potesse giustificare tale andamento.
Ieri sera questo trend si è invertito ed anche in questo caso, senza il supporto di alcuna news o rumour, la nostra moneta è precipitata fino a 1.2645.
Con l'apertura dei mercati europei, il calo si è accentuato fino a registrare poco fa il nuovo minimo del 2012 a 1.2615!
Un'altra anomalia riscontrata nella giornata di ieri, è stato un EURUSD debole rispetto ad un azionario in forte crescita.
Una sorta di divergenza che forse rappresentava un segnale per la seduta di oggi.
In ogni caso, non solo siamo tornati ai livelli di inizio anno, ma anche a quelli dell'agosto 2010!
Il mega supporto in area 1.26 è chiamato ad una prova molto difficile, per il contesto storico in cui ci troviamo.
Ed un'eventuale rottura potrebbe spingere la nostra moneta fino a 1.24.
Eventuali rimbalzi potrebbero raggiugere 1.27/1.279.
Ma il quadro di fondo resta molto debole, non solo per l'euro, ma anche per molte valute che seguono l'azionario, come l'australiano (AUDUSD) vicino alla chisura del gap di fine novembre 2011 a 0.9699, proprio in corrispondenza del supporto di lungo periodo.
Un quadro molto delicato, se si considera che non ci sono altri paracaduti fino a 0.94!
Identico discorso per il neozelandese (NZDUSD), sotto quota 0.75 e verso quel 0.74, la cui potenziale perforazione potrebbe aprire la strada ad nuovo trend ribassista di lungo termine.
Potete quindi immaginare come potrebbe essere tradotto sull'azionario quello che potrà accadere su questi due cambi strettamente correlati con Wall Street.
La sterlina/dollaro (GBPUSD) si appresta a testare 1.565, ma siamo comunque lontani da 1.535, il livello che tiene in piedi un trend rialzista che resiste dalla metà del 2010.
Invece, i cross che stanno guadagnando terreno in questo periodo, sono il canadese (USDCAD) ed il dollaro/franco svizzero (USDCHF).
Ma per il momento stanno incontrando delle difficoltà nel superare le resistenze poste rispettivamente a 1.025 e 0.95.


lunedì 21 maggio 2012

Rimbalza l'euro/dollaro


Nella settimana appena conclusa, l'euro ha perso un altro punto percentuale nei confronti del dollaro.
Si tratta del terzo calo consecutivo, praticamente sempre in rosso da quando è iniziato maggio.
E così il bilancio del mese in corso supera il -3%.
D'altronde, una volta violato il supporto a 1.3, le prospettive per la nostra moneta non sono per niente buone.
E così il trend di medio periodo torna ad allinearsi con quello di lungo, il quale è SHORT dal settembre del 2011.
Venerdì scorso, dopo aver registrato un minimo di giornata a 1.2642, nelle ore conclusive c'è stato un rimbalzo che sta proseguendo anche oggi e che ha visto l'EURUSD toccare 1.2813.
Ma tale movimento rialzista si è per il momento infranto sulla resistenza dinamica (ex supporto) in area 1.2790.
Sugli altri cambi, da segnalare il test del supporto in area 79 per il dollaro/yen ed i nuovi minimi dell'anno per l'australiano (AUDUSD) a 0.9795.
Oggi, entrambi i cross, risalgono da tali livelli grazie anche alla mancanza di dati macro economici, che quindi favoriscono delle ricoperture dopo i forti movimenti dei giorni scorsi.
Attenzione anche al canadese (USDCAD) ed al dollaro/franco svizzero (USDCHF): sono stati respinti dalle resistenze poste rispettivamente a 1.02 e 0.95, ma potremmo essere di fronte ad una pausa di questo forte trend rialzista, che ha portato i due cambi a guadagnare più del 3% nelle ultime settimane.


mercoledì 16 maggio 2012

L'euro/dollaro sprofonda fino a 1.27!


La notizia del mancato accordo di un governo di unità nazionale in Grecia e del conseguente annuncio di nuove elezioni che si terranno il prossimo 17 giugno, ha fatto sprofondare l'euro/dollaro verso 1.27.
E' stato così stracciato il supporto dinamico che partiva dai minimi dell'anno.
Il movimento ribassista si è fermato sul supporto statico in area 1.27, con un minimo intraday a 1.2681.
In questo momento, grazie ai dati macro economici positivi provenienti dagli USA, c'è stato un recupero con un nuovo massimo di giornata a 1.2759.
Ma il trend sembra segnato, anche perchè la tragedia greca andrà avanti ancora per un mese circa.
Anche sul dollaro australiano (AUDUSD) sono stati violati diversi livelli importanti, si è giunti al supporto in area 0.99.
Il gap a 0.9699 rimasto aperto dalla fine di novembre 2011 non è più così distante.
I cross contro lo yen hanno visto l'USDJPY tornare sopra quota 80 e l'EURJPY scendere fino a 101.91.
La sterlina che aveva retto molto bene nei giorni scorsi, ha toccato 1.5889 contro il dollaro, con la Bank of England che ha tagliato le stime di crescita ed ha previsto un'inflazione sotto il target del 2% all'1,6% entro 2 anni.
Da valutare mese per mese un eventuale nuovo QE.
E per finire, il canadese (USDCAD) è riuscito al quarto tentativo a perforare la resistenza in area 1.005.
Se adesso riuscirà a superare quella dinamica in cui si trova in questo momento, il prossimo obiettivo verso l'alto è in zona 1.02/1.025.


lunedì 14 maggio 2012

Euro/dollaro sotto 1.29


Perde ancora terreno l'euro nei confronti del dollaro: nella settimana appena conclusa la nostra moneta si è svalutata di oltre un punto percentuale.
Anche se ritengo che l'attuale quotazione resti ancora alta rispetto alla reale situazione economica in cui versa il Vecchio Continente.
E' oramai trascorsa una settimana dalla votazione del rinnovo del parlamento di Atene ed ancora oggi non si vede la forma di un possibile governo.
Il presidente della Repupplica ellenica, Karolos Papoulias, sta cercando in queste ore un accordo tra le vari parti politiche per un governo di unità nazionale della durata di un paio di anni e che abbia come obiettivo quello di rinegoziare l'accordo stipulato con la troika.
Perchè è oramai chiaro il messaggio venuto fuori dalle urne: la popolazione non ha più alcuna volontà di tollerare i pesanti sacrifici a cui sono stati sottoposti.
Ma forse non sono neanche a conoscenza delle possibili conseguenze di un'uscita dalla Unione Europea.
La materia è oggetto di dibattiti accesi dentro e fuori la Grecia, non si sa cosa sia meglio: il fallimento con la possibilità di una ricostruzione dura e difficile oppure il mantenimento nel sistema euro con il peso delle misure del piano di salvataggio che sembrano solo prolungare lo stato "malattia" senza una cura efficace nel lungo periodo?
Il resto dell'Europa sembra aver trovato una sorta di difesa da un possibile default di Atene, almeno a giudicare dalle ultime dichiarazioni di molti esponenti della BCE e non solo.
Anche se le varie agenzie di rating stanno dicendo l'opposto, ovvero che potrebbero esserci delle ripercussioni per gli altri Paesi della UE, il cui rating sarà immediatamente messo in osservazione con possibili effetti negativi.
In tutto questo mare di incertezza, l'euro naviga adesso sotto 1.29.
Punta al prossimo supporto dinamico in area 1.278 e poi a quello statico in zona 1.27.
Ci sono altri cambi come l'autraliano ed il neozelandese, il cui andamento segue molto da vicino quello del mercato azionario, che hanno toccato livelli critici.
Il primo è addirittura sceso sotto la parità nei confronti del dollaro.
Il sentiment è fin troppo negativo, sabato scorso la Banca popolare della Cina ha tagliato di mezzo punto percentuale i requisiti obbligatori di riserve per gli istituti di credito.
Una notizia che in passato ha fatto sobbalzare verso l'alto l'euro e Wall Street e che invece, questa volta, è passata quasi inosservata.
Atene, Atene e solo Atene...è da lì che si aspettano delle notizie importanti.
Vedremo cosa accadrà nel pomeriggio.


venerdì 11 maggio 2012

Dopo la Grecia, JP Morgan...euro/dollaro a 1.29!


Aprile è stato il primo mese del 2012 con il segno meno per l'euro/dollaro.
Quello in corso si sta rivelando ancora più duro: ai prezzi attuali siamo a -2.5% circa.
La settimana si era aperta con il gap down ed il test del supporto in area 1.3 a causa del voto in Grecia, il cui risultato ha portato il Paese nuovamente nel caos più totale.
E l'ottava si sta chiudendo ancora peggio con la notizia bomba di ieri notte della JP Morgan: una perdita colossale probabilmente di 2 miliardi di dollari in seguito ad operazioni sui derivati.
Euro/dollaro giù fino a 1.2905!
Ci stiamo avvicinando lentamente a 1.26, il livello dove agli inizi di gennaio si è arrestato il forte movimento ribassista di fine 2011.
Però, pooco fa sono giunte delle notizie da Atene che aprono uno spiraglio sulla questione greca: pare che Samaras abbia trovato un accordo con la sinistra democratica.
Insieme dovrebbero avere i numeri per formare un nuovo governo, anche se è necessario sapere su quali basi poggi questa alleanza, soprattutto su alcuni punti fondamentali come l'Euro ed un'eventuale rinegoziazione del debito e del piano di salvataggio.
Vedremo gli sviluppi di questa vicenda, il mercato è debole, il nervosismo regna sovrano nelle sale operative.


mercoledì 9 maggio 2012

Attenzione! Euro/dollaro sotto 1.3 !


Ieri, mentre l'azionario ed il mondo del Forex erano sotto l'effetto delle pesanti dichiarazioni di Alexis Tsipras, il leader greco del partito dell'estrema sinistra Syriza a cui è stato affidato in questi giorni il compito di formare un nuovo governo, l'euro/dollaro mostrava una certa indifferenza, perdendo quota 1.3, ma comunque ampiamente sopra il minimo toccato il giorno precedente a 1.2955.
Secondo Tsipras, i termini dell'accordo con la troika non hanno più valore in quanto i partiti che li hanno sottoscritti, Pasok e Nuova Democrazia, non sono più al potere.
Gli indici azionari europei accusavano il colpo e chiudevano la sessione con cali sui due punti percentuali.
Oggi non sono state rilasciate nuove dichiarazioni, il trend è quindi rimasto fortemente influenzato da questa situazione che rischia di portare la Grecia fuori dalla UE, in quanto la risposta della comunità internazionale è stata chiara: nessuna rinegoziazione degli accordi stipulati con la troika.
La novità è che l'euro poco fa ha registrato un minimo di giornata a 1.2931.
Avevo scritto tempo fa che solo l'Europa, con le sue stesse mani, poteva compromettere il movimento al rialzo partito a fine aprile dopo le dichiarazioni del presidente della Fed, Bernanke, su un nuovo possibile QE in caso di peggioramento dell'economia USA.
E così adesso siamo sotto quel livello (1.3) che da febbraio ad oggi aveva tenuto in piedi l'andamento positivo della nostra moneta nei confronti del dollaro americano.
Infatti, il bilancio di questo 2012 passa in negativo con l'euro sotto 1.2941.
A questo punto, il prossimo supporto è poco più in basso in area 1.29.
Anche se il vero test sarà sui minimi dell'anno, in zona 1.26.


martedì 8 maggio 2012

La situazione in Grecia non aiuta l'euro/dollaro.


"Impossibile formare un esecutivo".
Con queste parole, ieri Antonis Samaras, leader del partito che ha ottenuto più voti domenica scorsa in Grecia, ha rimesso  il suo mandato di formare un nuovo governo nelle mani del presidente della Repubblica Papoulias.
L'unico accordo raggiunto dal suo partito, Nea Dimokratia, è stato con i socialisti del Pasok.
Ma queste due forze messe insieme arrivano a 149 seggi, due in meno rispetto a quel fatidico 151, il minimo indispensabile per avere una maggioranza nel parlamento greco.
Il regolamento adesso prevede altri tre giorni di tempo alla coalizione arrivata seconda, la sinistra radicale di Syriza.
Ma a questo punto appare sempre più probabile un ritorno alle urne.
Altra incertezza che si aggiunge alla situazione già precaria di un Paese sull'orlo del fallimento.
Potrebbe anche essere che i leaders politici di Atene, dopo il voto di domenica, da cui è venuta fuori una posizione del popolo greco tale che potrebbe preferire un ritorno alla dracma, piuttosto che continuare a subire gli effetti del piano di austerity, stiano giocando la carta di una nuova rinegoziazione del debito e dello stesso piano di salvataggio.
Tanto a questo punto c'è poco da perdere.
Vedremo quelli che saranno gli sviluppi della tragedia o farsa greca, tornata prepotentemente alla ribalta.
L'euro/dollaro ha cercato ieri di chiudere il gap con cui ha aperto la settimana, ma il rialzo si è fermato a 1.3065.
In questo momento si è nuovamente vicini a 1.3.
Resta confermata l'analisi di ieri: possibile rimbalzo fino a 1.315 oppure violazione del supporto e successivo test in area 1.29.
Oggi però vorrei focalizzare l'attenzione sul dollaro australiano (AUDUSD): nella seduta di ieri è stato registrato un nuovo minimo dell'anno a 1.011, c'è poi stato un tentativo di recupero di quota 1.02, ma oggi punta nuovamente verso il basso.
Siamo dentro un supporto importante, ma se la pressione delle vendite dovesse perdurare, il prossimo livello da monitorare è in area 1.005.
A quel punto saremmo molto vicini alla parità, a dei prezzi che non si vedono dallo scorso 20 dicembre.
Uno scenario che potrebbe riflettersi sull'azionario, considerata la forte correlazione tra i due mercati.


lunedì 7 maggio 2012

Euro/dollaro: siamo nella Mer-de?


Dopo la caduta di Zapatero e Berlusconi..ecco Sarkozy!
Il vento della crisi europea soffia forte anche oltre le Alpi ed i Pirenei e così dopo 5 anni la Francia cambia strada, gira a sinistra con il suo nuovo presidente: Francois Hollande.
Su internet sono apparse nuove definizioni di quella che potrebbe essere adesso la nuova collaborazione franco-tedesca: sicuramente la più divertente è Mer-de, che così sostituisce l'oramai passato Mer-kozy.
Rende anche bene l'idea di quelli che potranno essere i rapporti tra i due leaders.
In Grecia, invece, la situazione è piuttosto caotica.
L'attuale maggioranza esce indebolita dal voto di ieri.
Sarà dura mettere d'accordo tutte le parti politiche, ora che gli esponenti più estremi hanno ottenuti dei seggi importanti.
Non a caso, si parla già di una nuova tornata elettorale da effettuare nei prossimi mesi!
Il mondo politico ed economico si augura che il Paese ellenico possa rispettare gli impegni presi, altrimenti l'unica soluzione è l'uscita della Grecia dal sistema UE.
Le ripercussioni sul mondo del Forex sono state importanti, molti cambi hanno aperto con pesanti gap, di cui alcuni già chiusi.
L'euro/dollaro è sprofondato fino a 1.2955!
E così anche a maggio abbiamo avuto il test del supporto in area 1.3.
E' già successo a febbraio, marzo ed aprile.
In queste tre precedenti occasioni, la nostra moneta ha successivamente registrato tre massimi decrescenti, così come si può vedere nel grafico allegato.
Questo dimostra che il trend rialzista di questo 2012 ha perso forza e non è un caso che il minimo toccato oggi superi quelli precedenti.
L'apertura con gap al ribasso ha fatto anche saltare il supporto dinamico che partiva dai minimi dell'anno e che adesso si configura come una potenziale resistenza.
Nel momento in cui scrivo, l'euro quota nei confronti del dollaro 1.3024 ed ha segnato poco fa un massimo intraday a 1.3045.
Ripeto ancora una volta l'importanza della tenuta di questo supporto in zona 1.3: rappresenta l'ultimo baluardo a difesa dell'impostazione rialzista partita dal minimo 1.2625 toccato lo scorso 13 gennaio.
Se invece, vogliamo allargare il campo, portando l'analisi ad un orizzonte di lungo periodo, ricordo che dallo scorso settembre la nostra moneta ha imboccato la strada del ribasso e che quindi, quanto visto nel 2012, rappresenta solo un rimbalzo tecnico prima del nuovo test a 1.26.
Ho inserito due grafici con la rappresentazione di medio e lungo periodo, in modo da avere una visione completa di quella che è la situazione attuale sull'EURUSD.



venerdì 4 maggio 2012

Euro/dollaro e non solo: sarà un caldo week end!


Inizia un week end a temperature elevate non solo da un punto di vista climatico.
In Europa e negli Stati Uniti sono attesi tra oggi e domenica una serie di eventi che potranno dire molto sul futuro di queste due potenze economiche.
Ho già scritto più volte dell'importanza del voto in Francia e Grecia di domenica prossima, del possibile cambio degli equilibri politici nella UE in caso di vittoria di Hollande e delle potenziali conseguenze sulla permanenza del Paese ellenico nel sistema euro in caso di sconfitta dell'attuale maggioranza.
Aggiungo solamente, a proposito della corsa alla conquista dell'Eliseo, quanto riportato dalla "Sueddeutsche Zeitung" su alcuni verbali relativi a degli incontri tra diplomatici tedeschi e collaboratori di François Hollande.
Pare che quest'ultimo abbia ammorbidito la propria posizione su temi scottanti e molto cari alla Merkel.
Se questo fosse vero, si potrà dormire più tranquilli domenica notte, difficilmente si potranno vedere dei possibili gap in apertura anche in caso di sconfitta di Sarkozy.
Invece, dall'altra parte dell'Oceano, saranno pubblicate oggi alcune statistiche relative all'occupazione USA.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un mix di notizie tra l'ADP del settore non agricolo molto negativo e le richieste di sussidi invece in calo.
Oggi pomeriggio sapremo se nel mese passato sono stati creati più o meno di 173 mila posti, così come si attendono gli analisti.
Attenzione al possibile effetto QE in caso di sorprese al ribasso: potrebbe esserci una prima reazione emotiva, seguita poi dalla consapevolezza che tale dato negativo possa indurre ancor di più la Fed ad una nuova immissione di liquidità con conseguente strappo al rialzo dell'azionario.
Sul Forex potremmo quindi aspettarci un euro/dollaro in ripresa dall'1.3137 in cui si trova adesso.
La nostra moneta ha guadagnato terreno durante la conferenza stampa di ieri di Mario Draghi, portandosi fino a 1.3180, ma le notizie negative provenienti questa mattina soprattutto dal fronte PMI, ha spinto il cambio fino a 1.3127.
Da monitorare il supporto dinamico in questo momento poco sotto 1.31 e quindi il tanto famigerato 1.3.
Se proprio dovrà accadere qualcosa di importante durante questo caldo week end, che potrà mettere a repentaglio il trend al rialzo di questo 2012, sarà fondamentale la tenuta del livello a 1.3.
Altrimenti, si scenderà fino ai minimi dell'anno verso 1.26.
Sulle altre valute, l'australiano (AUDUSD) ed il neozelandese (NZDUSD) sono ancora dentro i rispettivi supporti in area 1.025 e 0.8, la cui tenuta ha un'importante implicazione anche per il mercato azionario.
Così come il test della resistenza a 0.99 del canadese (USDCAD).
La sterlina/dollaro (GBPUSD) si tiene a distanza di sicurezza dal supporto a 1.615.


giovedì 3 maggio 2012

Analisi Forex

Il mondo del  Forex presenta diverse situazioni grafiche molto interessanti.

L'euro/dollaro si sta avvicinando con molta calma verso 1.3, il livello che rappresenta attualmente lo spartiacque tra trend al rialzo ed al ribasso di medio periodo.
Oggi si riunisce la BCE, sarà molto interessante seguire la conferenza stampa del presidente Mario Draghi, dove le orecchie degli operatori saranno molte attente per capire quelle che potranno essere le prossime mosse del board:  taglio dei tassi o nuove politiche di immissione di liquidità?



Dall'altra parte della Manica, la sterlina/dollaro (cable), dopo aver registrato lunedì scorso il nuovo massimo del 2012 a 1.6301, è stata al centro di vendite e prese di beneficio con l'entrata ufficiale in recessione del Paese britannico.
Ed in questo momento il GBPUSD punta alla vecchia resistenza, adesso supporto, in area 1.615.


Anche il dollaro/australiano (Aussie) sta attraversando una fase di correzione, dopo aver toccato la parte alta del canale in cui è intrappolato dal mese di aprile.
Il taglio aggressivo ed inaspettato dei tassi di mezzo punto percentuale da parte della Banca centrale australiana sta portando l'AUDUSD verso 1.025.
Poco più in basso lo attende il minimo dell'anno a 1.0145.


Un cross molto simile all'australiano (non solo per la vicinanza geografica) è il neozelandese (kiwi).
Il NZDUSD ha appena violato un supporto dinamico e statico in zona 0.81 ed adesso si prepara a verificare la bontà del livello a 0.8.
Ricordo che sia l'Aussie che il kiwi seguono molto da vicino l'andamento di Wall Street e spesso anticipano dei movimenti che poi si traducono sull'azionario.
Sono quindi da seguire con molta attenzione le eventuali risposte di questi due cambi dai supporti in cui si trovano adesso.


Chi invece si comporta più come l'obbligazionario è il canadese (loonie), il quale nelle ultime sedute però non ha avuto la forza per andare oltre 0.99.
Anche qui probabilmente sta influendo l'azione della Banca centrale, dove è stato per il momento solo annunciato un possibile taglio dei tassi se il dato sull'inflazione dovesse restare sotto controllo nelle prossime settimane.


Concludo con il dollaro/yen, che con molta fatica si tiene a galla sopra quota 80.
La Banca del Giappone sta monitorando con molta attenzione la tenuta di tale livello.



mercoledì 2 maggio 2012

Primi problemi per l'euro/dollaro


Si è chiuso il primo mese con il segno negativo in questo 2012 per l'euro/dollaro.
Non accadeva dal dicembre del 2011, quando l'EURUSD perse quasi il 4%.
Questa volta ad aprile il calo è stato più contenuto (-0.75%), grazie soprattutto alle parole di Bernanke di una settimana fa su un possibile nuovo QE in caso di peggioramento dell'economia USA.
Da allora il cambio ha navigato sulla rotta 1.32.
E nel mio articolo di venerdì scorso, scrivevo che questo momentaneo trend al rialzo dell'euro poteva essere messo in discussione soprattutto da notizie provenienti dalla Zona Euro.
Ed oggi abbiamo avuto diverse indicazioni negative sullo stato di salute del PMI manifatturierio di molti Paesi europei e la stessa super Germania, dove la disoccupazione ad aprile ha toccato il 6.8%, con 19 mila persone senza un lavoro contro una stima di -10 mila.
L'euro/dollaro ha accusato il colpo e poco fa ha aggiornato il minimo di giornata a 1.3134, ma come si può vedere dal grafico allegato, siamo ancora distanti dalla soglia di allerta a quota 1.3, dove il cambio è rimbalzato per ben 3 volte negli ultimi 3 mesi.
Non è stato neanche toccato il supporto dinamico che parte dal minimo dello scorso 16 gennaio a 1.2626.
Ma l'elemento che andrà ad influire pesantemente sull'andamento della nostra moneta è previsto per domenica prossima, con il voto in Francia, dove un'eventuale caduta di Sarkozy rischia di compromettere i già precari equilibri politici all'interno della UE.
Non a caso, la Merkel si sta adoperando da qualche giorno a rafforzare l'asse con il nostro Mario Monti.
E sempre domenica prossima, si vota in Grecia il nuovo parlamento.
Molto probabilmente sarà confermata la maggioranza attuale che sta portando avanti il programma di risanamento "imposto" dalla BCE e dal FMI.
Ma potete immaginare quali oscuri scenari potrebbero aprirsi in caso di sorprese dall'esito delle urne.