mercoledì 21 novembre 2012

Il disco rotto della questione del debito greco.


Non sono state sufficienti 12 ore circa di incontri e trattative per trovare una soluzione alla questione del debito greco.
A distanza di una settimana dal primo summit del 13 novembre, l’Eurogruppo ed il Fondo Monetario Internazionale hanno deciso di rivedersi lunedì prossimo.
Il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, ha dichiarato che sono stati fatti dei passi avanti rispetto al primo meeting, che le posizioni si sono ravvicinate, si sta lavorando agli ultimi dettagli tecnici.
Ha poi aggiunto che il governo di Atene ha fatto in pieno il proprio dovere, un aspetto che ha sottolineato anche il primo ministro ellenico Samaras.
Dalla Germania e dal FMI, invece, i commenti finali post summit sembrano meno positivi.
L’euro ha dimostrato di non gradire questa incertezza, infatti la nostra moneta ha accusato una perdita di 60 pips circa contro il dollaro nei minuti successivi ai comunicati ufficiali.
Nelle prime ore della sessione europea vi è stato un parziale recupero, anche se si resta sotto 1.28.
Prepariamoci quindi ad una forte speculazione nei prossimi giorni per i tanti risvolti di questo ultimo meeting, chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi vuoto.
I rumours e le dichiarazioni dei vari protagonisti di questi negoziati faranno poi da contorno a questo disco rotto che sembra tornare indietro puntualmente ogni trimestre.

martedì 20 novembre 2012

Eurogruppo parte seconda. L'euro attende news da Bruxelles.


Eurogruppo parte seconda.
Una settimana fa l’incontro tra i ministri della finanza della Unione Europea ed il Fondo Monetario Internazionale si è concluso con un solo accordo: quello di concedere altri due anni alla Grecia per la riduzione del deficit sotto il 3%.
Mentre gli altri nodi da sciogliere, la concessione della nuova tranche economici di aiuti ed il termine entro cui far scendere il rapporto debito/Pil al 120% (UE pensa ad un rinvio al 2022, il FMI vuole confermare il 2020), sono stati rinviati al meeting in programma oggi a Bruxelles.
A giudicare dalle dichiarazioni pervenute negli ultimi giorni, sembra che le posizioni siano ancora distanti all’interno del gruppo di lavoro.
La Grecia molto probabilmente avrà gli aiuti finanziari necessari per sopravvivere ancora per qualche mese, ma la sostenibilità del debito ellenico è un tema molto scottante, una questione su cui ci sono tanti pareri, spesso discordanti, tra i vari Stati membri della Zona Euro.
Si torna a parlare di haircut.
Dal nulla di fatto dell’Eurogruppo di sette giorni fa, la nostra moneta ne risentii negativamente toccando un minimo di giornata a 1.2662 nei confronti del dollaro.
Sembrava così vacillare il supporto a 1.27, l’ultimo baluardo rimasto a difesa del trend rialzista partito dal luglio scorso.
Ma tale livello ha resistito ed oggi, nonostante la notizia di ieri notte della perdita della tripla A della Francia ad opera dell’agenzia Moody’s, il cambio euro/dollaro naviga in questo momento a ridosso di 1.28.
Come spesso accade in giornate come quella odierna, di attesa di grandi notizie, i rumours viaggiano alla velocità della luce ed allo stesso  modo tendono anche a dissiparsi con una certa rapidità.
Già questa mattina abbiamo assistito a degli strappi verso l’alto ed il basso.
Quindi è necessaria una dose di calma e sangue freddo superiore alla media.


martedì 13 novembre 2012

L'Eurogruppo rinvia al 20 novembre i temi più caldi sulla Grecia


Siamo giunti ad una nuova puntata della tragedia greca, un appuntamento che si rinnova puntualmente ogni trimestre, nel momento in cui vi sono delle scadenze dei pagamenti del Paese ellenico.
Ieri l’Eurogruppo ha deciso di accogliere la richiesta del governo di Atene di concedere altri due anni per la riduzione del deficit sotto il 3% alla luce degli ultimi sviluppi economici.
Ma come finanziare questo tempo supplementare, il cui costo è stato stimato in oltre 30 miliardi di euro?
Un altro punto in cui vi è una profonda divisione tra Fondo Monetario Internazionale e ministri della Unione Europea è sulla sostenibilità del debito greco e il suo rifinanziamento.
Inoltre, l’FMI conferma il 2020 come termine entro cui far scendere il rapporto debito/Pil al 120%, mentre la UE pensa ad un rinvio al 2022.
“Tutti i problemi troveranno una risposta nel prossimo meeting del 20 novembre'' ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker.
E’ quello che ci auguriamo tutti.
Anche se vi sono delle vicende poco note in Italia e nel resto del mondo, che fanno storcere il naso: l’arresto avvenuto qualche giorno fa di Spiros Karatzaferris, giornalista greco radiofonico di "Art" nonché fratello di Iorgos, leader del partito nazionalista dei Laos, il quale aveva anticipato via radio la divulgazione dei dati ricevuti dagli hacker Anonymous sui conti pubblici alterati per favorire gli aiuti internazionali.
Ora non sappiamo quanto ci sia di vero in questa vicenda, ma è noto a tutti le carte false (nel vero senso della parola) fatte dalla Grecia per entrare a far parte del sistema euro.
In questo mare di incertezza, l’euro/dollaro è sprofondato questa notte sotto 1.27, con un minimo di giornata toccato poco fa a 1.2661.
E’ in corso il test dell’ultimo supporto rimasto a difesa del trend rialzista partito lo scorso luglio.
In caso di violazione di tale livello, si potrà scendere fino a 1.25.
Da qui a quel famoso 20 novembre del prossimo meeting dell’Eurogruppo, il mercato sarà in preda alla speculazione, con il susseguirsi di voci, smentite e notizie che ci sarà sulla questione del debito greco.
Anche se la rottura di 1.27 non lascia molte speranze alla nostra moneta.


venerdì 9 novembre 2012

La Germania non è più così super !


Questa mattina, una nota del ministero dell'Economia di Berlino dice che l'economia tedesca è destinata a rallentare nel quarto trimestre 2012 e nel primo trimestre del 2013 a causa del calo della domanda, sia interna che esterna, che andrà ad interessare i prodotti delle industrie del Paese.
Mercoledì scorso il dato sulla produzione industriale di settembre aveva già dato dei segnali in tal senso con il -1.8% contro il -1% atteso.
La super Germania non è quindi immune dalla crisi che sta colpendo il resto d’Europa.
E l’indice Dax ne sta risentendo in questi giorni crollando sotto i 7.200 punti, approcciando così il supporto che raggruppa i minimi degli ultimi due mesi.
Se violato, sarà messa a dura prova la soglia psicologica dei 7 mila punti e quindi altri potenziali scenari che sicuramente non saranno graditi alla Merkel.
In questo contesto di avversione al rischio, torna a salire con una certa forza il Bund, giunto nella seduta odierna alla resistenza in zona 143.30.
Un’eventuale violazione potrebbe portare il bene rifugio per eccellenza verso i massimi storici.
Fly to quality!


giovedì 8 novembre 2012

Obama rischia di finire nel precipizio fiscale


A distanza di quattro anni, a Wall Street si ripropone il film con protagonista Barack Obama.
Nel novembre del 2008, quando fu eletto per la prima volta, nelle due sedute successive lo S&P500, l’indice americano più rappresentativo, perse il 10%.
Ieri è andata molto meglio, con il solo -2.40% registrato alla chiusura delle contrattazioni.
Ed oggi come quattro anni fa, il mandato del presidente parte in un contesto storico, politico ed economico molto difficile, all'epoca erano passate poche settimane dal fallimento della Lehman Brothers.
L’attualità dei tempi correnti pone per il rieletto presidente diverse sfide, tralasciamo la crisi del debito europeo, perchè ce n’è una in casa che potrebbe avere delle forti ripercussioni sul sistema USA: il “fiscal cliff”, in italiano “precipizio fiscale”.
Il burrone in cui potrebbe finire l’economia a stelle e strisce considerato che a fine 2012 scadranno gli incentivi fiscali introdotti nell'era Bush ed i partiti repubblicani e democratici (oggi molto distanti) dovranno necessariamente trovare un accordo sul tetto al debito americano per evitare tagli automatici alle spese e aumenti delle tasse, si parla di 600 miliardi di dollari.
Nel peggiore dei casi, gli Stati Uniti rischiano di trovarsi in una nuova recessione.
Le varie agenzie di rating sono tutte alla finestra in attesa degli sviluppi di questa situazione che potrebbe portare a dei downgrade importanti.
Però, nel novembre del 2008, dopo quel disastro delle prime due sedute subito dopo l’elezione di Obama, lo S&P500 scese ancora fino a quel famoso 6 marzo 2009 in cui l'indice toccò un minimo intraday a 667 punti, il giorno da dove è poi partita una ripresa che ha avuto il suo apice lo scorso 14 settembre a 1.474 punti!
Il tutto è rappresentato nel grafico allegato.
Molti diranno che questo andamento al rialzo è stato “drogato” dalla ingente iniezione di liquidità immessa dalla Federal Reserve e che forse siamo adesso arrivati alla resa dei conti di questa politica economica, con questo “fiscal cliff” che pende come una spada di Damocle sulla testa del rieletto presidente e di tutti i rappresentati politici del Congresso USA.
I numeri parlano chiaro…in positivo, ma la realtà potrebbe presto cambiare…in peggio.
Staremo quindi a vedere se Barack Obama riuscirà nell’impresa di evitare una caduta nel “precipizio fiscale”.
Il mondo delle valute è in fermento!
Il dollaro, paradossalmente, ha guadagnato terreno su molti fronti, soprattutto contro l’euro.
Nella seduta odierna è stato toccato 1.2720, arrivando così in prossimità del supporto in area 1.27.
Come ho avuto modo di evidenziare nelle mie analisi delle scorse settimane, tale livello rappresenta l’ultima porta da chiudere al movimento rialzista partito dallo scorso luglio, dai minimi dell’anno.
E nel caso in cui dovesse esserci la violazione del supporto, tornerebbero ad essere allineati, al ribasso, i trend di medio e lungo periodo.


lunedì 5 novembre 2012

Analisi GBPUSD: oggi il test di 1.60 prima del supporto a 1.5945


Il rafforzamento del dollaro partito venerdì scorso su molte valute, ha avuto i suoi effetti anche sulla sterlina.
Nel giro di un paio di sedute sono state violate le soglie psicologiche a 1.61 e 1.60.
Il cambio GBPUSD si sta così dirigendo con una certa rapidità verso il supporto di breve in area 1.5945, dove ci sono i minimi di ottobre.
Siamo in un contesto di correzione dal massimo dell’anno toccato lo scorso 21 settembre a 1.6310 ed attenzione perché, se dovesse ripetersi il film visto tra fine aprile ed inizio giugno, dove dopo aver registrato il massimo del 2012 a 1.6302, il cross fu protagonista di una discesa fino a 1.5450!
Un movimento di oltre 800 pips che fa gola ai trend followers e che, invece, deve mettere in guardia chi prende delle posizioni contro mercato, a cui va il mio caldo invito ad utilizzare gli stop loss, per evitare danni irreparabili.


mercoledì 31 ottobre 2012

Euro ancora in balia della Spagna e della Grecia


Oggi si chiude ottobre, un mese fino a questo momento positivo per l’euro.
Alle quotazioni attuali, vicino a 1.30, la nostra moneta segna un rialzo superiore al punto percentuale sul dollaro.
E se confermata alla chiusura della sessione odierna, vedremo disegnata la terza candela consecutiva verde sul grafico mensile.
Prosegue quindi il recupero ed il rimbalzo dal minimo del 2012 toccato lo scorso luglio, nonostante gli attacchi delle ultime sedute a 1.29, con dei minimi intraday registrati appena sotto tale livello, il che fa pensare più ad una caccia agli stops, piuttosto che ad una seria volontà di perforazione di questa soglia psicologica.
Attenzione perché più in basso, prima a 1.28 e poi a 1.27, vi sono due supporti molto importanti, gli ultimi argini a difesa di questo mini trend rialzista.
Da un punto di vista politico-economico, siamo sempre in attesa delle solite notizie sulla crisi del debito provenienti dalla Spagna e dalla Grecia.
Per il Paese iberico, il primo ministro Rajoy, qualche ora fa, ha lasciato intendere che è necessario un aiuto economico da parte della UE per raggiungere gli obiettivi di bilancio.
Ed il mercato dimostra ancora una volta di apprezzare questa apertura verso un sostegno che appare fondamentale agli occhi della comunità internazionale, non per la popolazione spagnola, pronta a scendere nuovamente in piazza.
Ed è proprio questa divergenza di vedute che tiene Rajoy fermo da diverse settimane in una posizione di attesa nel prendere una decisione in un senso o nell’altro.
In Grecia, invece, si cerca di ricomporre la frattura interna al governo sulla riforma del lavoro richiesta dalla Troika, ma che uno dei partiti dell’attuale maggioranza, Sinistra Democratica, non vuole approvare.
Sarà interessante vedere come si comporterà oggi la coalizione di governo con la votazione della legge che apre le porte alla privatizzazione degli enti pubblici.
Si chiude quindi oggi ottobre ed inizia novembre, il mese in cui si spera si possano prendere delle decisioni positive per il bene della Unione Europea.
Tornando al cambio euro/dollaro, con il raggiungimento di 1.30 è stata chiusa con un profitto di 72 pips l’operazione Long su EURUSD del sistema presente nel PORTFOLIO DX+EFX+SP, una combinazione di strategie di trading diversificate su più mercati.


martedì 23 ottobre 2012

Dal Forex arrivano importanti indicazioni per l'azionario


Dal mondo del Forex arrivano delle importanti indicazioni per il mercato azionario.
Per la seconda volta in un mese circa, il movimento al rialzo dell’euro/dollaro ha trovato sulla sua strada un ostacolo insormontabile sulla resistenza a 1.3120.
A settembre, la correzione da tale livello ha riportato la nostra moneta verso 1.28, il supporto (insieme a 1.27) che tiene ancora in piedi il trend rialzista partito dai minimi di luglio.
E’ probabile che si resti dentro questi prezzi in attesa degli sviluppi della crisi del debito europeo, dove è in corso una partita a scacchi tra i vari leaders della UE.
In primo piano restano la situazione della Spagna (bailout sì, bailout no) e quella della Grecia (nuova ristrutturazione del debito?).
A sua volta, l’euro, se dovesse confermare la correlazione vista in questo 2012 con l’oro, potrebbe essere condizionato dall'andamento del metallo prezioso, giunto in questi giorni sul supporto a 1720$.
Un’eventuale violazione potrebbe aprire la strada per una discesa dei prezzi verso i 1690$/1650$, con delle possibili pesanti ripercussioni sulla nostra moneta.
Un cambio che invece segue in modo inverso l’azionario, è il canadese (USDCAD).
Se nell’ultimo mese il cross era rimasto intrappolato in un modesto range di 155 pips, nelle ultime quattro sedute ha dato vita ad un movimento al rialzo di 200 pips.
Il primo obiettivo da raggiungere è la parità per poi puntare alla resistenza in area 1.025.
Insomma, dei campanelli di allarme dal mondo del Forex suonano per l'azionario.
D’altronde, da inizio anno l’indice americano S&P500 guadagna il 14%, quello europeo Eurostoxx50 il 9%, il giapponese Nikkei il +6% ed il nostro FTSE MIB +5%.
Praticamente non si è vista alcuna crisi sui mercati più importanti del mondo.

giovedì 11 ottobre 2012

Il downgrade di S&P sulla Spagna potrà favorire l'euro


Il downgrade di ieri sera dell’agenzia S&P sulla Spagna, con il rating adesso appena un gradino sopra il livello “spazzatura”, potrebbe rappresentare il motivo per cui vedremo nei prossimi giorni un nuovo rialzo dell’euro.
Il governo spagnolo adesso avrà maggiori pressioni per richiedere un aiuto economico alla comunità mondiale.
Un piano di salvataggio che sta cercando di evitare per non ripetere l’esperienza di altri Paesi come la Grecia, oramai spodestati della propria sovranità in nome di quel sostegno finanziario internazionale.
Ma si sa, le ragioni del mercato (buone o cattive che siano a seconda delle tante e diverse interpretazioni) vanno oltre tali interessi nazionali e la richiesta di bailout da parte di Madrid è vista come l’unica via di uscita dalla situazione di crisi in cui si trova adesso il Paese iberico.
Ed è proprio per tale motivo che la nostra valuta potrebbe beneficiarne nelle prossime sedute.
Dopo aver sfiorato 1.28 in un paio di occasioni in queste prime settimane di ottobre, il cambio EURUSD si sta riportando in questo momento verso 1.29.
La chiusura dell’ottava scorsa sopra 1.30 sembrava aver posto le basi per un attacco alla resistenza in area 1.3120, il livello dove si è interrotto il mini trend rialzista partito lo scorso luglio.
Ma l’evoluzione della crisi del debito europeo ed il taglio del rating di cui sopra hanno invece respinto l’euro sui minimi del mese.
Tutto quindi da rifare.
Ma come scritto ad inizio articolo, un nuovo impulso verso l’alto potrebbe arrivare dalla richiesta ufficiale di salvataggio da parte della Spagna.
Ed a quel punto, i target da raggiungere sarebbero 1.3120 e 1.3280.
Mentre, una violazione verso il basso di 1.28 e 1.27 decreterebbe la fine di questo rimbalzo dai minimi dell’anno.
Gli scenari attesi sono diversi e ricordiamoci che i problemi non sono tutti oltre i Pirenei.
Da Atene hanno fatto sapere che ci sono fondi a sufficienza per andare avanti da soli fino a metà novembre, oltre quella data, lo Stato greco non sarà più in grado di pagare stipendi, pensioni e tutte le scadenze a cui è chiamato a rispondere.
Buona fortuna!


lunedì 1 ottobre 2012

L'euro chiude settembre con un +2% sul dollaro


Dopo il +2.3% di agosto, l’euro recupera un altro 2% nei confronti del dollaro nel mese di settembre.
Anche se il trend delle ultime settimane è stato negativo, così come appare sul grafico weekly, dove vi sono due candele rosse consecutive.
Questa mattina, dopo aver sfiorato il supporto in area 1.28, la nostra moneta è tornata a salire con un massimo di giornata fino a questo momento a 1.2901.
Riprendono oggi ad Atene i negoziati tra la troika (la task force composta da FMI, BCE e UE) ed il governo greco.
Si sta scrivendo di tutto su tale questione, dalla probabile nuova ristrutturazione del debito ellenico alla possibile uscita della Grecia dal sistema Euro.
Ma sappiamo tutti che questa sarà una musica a cui dovremo praticamente abituarci ogni tre mesi, almeno fino a quando non sarà posta la parola fine con una soluzione che si spera possa essere positiva per il popolo greco e per l’economia mondiale.
Sicuramente non alleggerisce il clima già pesante, la notizia di oggi della Credit Agricole, la terza banca francese, di cedere ad Alpha Bank la sua controllata ellenica Emporiki Bank, in modo da eliminare del tutto la propria esposizione sul mercato greco.
Vedremo quel che sarà del Paese che fu di Aristotele, Socrate e Platone.
Come ogni inizio mese, si rinnovano anche gli appuntamenti con i meetings delle Banche centrali, soprattutto quella della BCE di giovedì prossimo.
L’operato del presidente Mario Draghi, dell’ultimo periodo, è stato accolto con molto favore dai mercati e fu proprio un mese fa circa, dopo l’annuncio del piano di acquisto di bonds di cui si è tanto parlato, ad innescare lo sprint rialzista dell’euro fino a 1.28 e poi nelle sedute successive fino a 1.3172.
Guarda caso, adesso si riparte con il cambio EURUSD tra 1.28 e 1.29.
Le prime difficoltà potrà incontrarle sulla prima resistenza in area 1.3120.
Mentre, a sud, nella parte bassa del grafico, 1.28 e 1.27 rappresentano gli ultimi baluardi a difesa di questo movimento al rialzo partito dai minimi di luglio.


venerdì 21 settembre 2012

L'euro/dollaro perde contatto con la soglia psicologica a 1.30


Per la prima volta in questa ottava, l’euro/dollaro ha terminato la seduta sotto 1.30.
E’ stata una settimana di chiusure parziali o totali delle posizioni rialziste.
Qualcuno comincia anche a speculare al ribasso, considerato che le banche centrali di tutto il mondo hanno giocato buona parte delle loro carte in tema di tassi e misure di espansione economica.
Se a questo aggiungiamo che è tornata nuovamente sotto i riflettori degli operatori, la crisi del debito europeo con Grecia e Spagna in primo piano, ecco spiegato il ritracciamento di 253 pips a cui abbiamo assistito in questi giorni sul cross EURUSD dal massimo toccato lunedì scorso a 1.3172.
Si tratta della correzione maggiore dal 10 agosto, di questo trend al rialzo di breve periodo iniziato verso la fine di luglio.
Da allora, l’euro ha recuperato quasi dieci punti percentuali sul dollaro, riportando in positivo la performance da inizio anno.
L’analisi grafica dice adesso che su 1.28 ed 1.27 sono rimaste le ultime speranze per un mantenimento di questo movimento rialzista, mentre, nella parte alta, disegniamo una nuova resistenza in area 1.3120, il livello su cui per il momento si è infranta l’onda Long che aveva come target 1.3280.
Sta per partire l’ultimo trimestre del 2012, è arrivato il momento di concretizzare i buoni propositi lanciati soprattutto dal presidente della BCE, Mario Draghi.
I governi della Zona Euro sono chiamati a fare la loro parte.
Altrimenti potremo assistere sul cambio euro/dollaro allo stesso finale del film visto nel 2011, raffigurato nel grafico allegato.


martedì 18 settembre 2012

L'euro prende fiato dopo una corsa di oltre mille pips.


Dopo ben cinque candele verdi sul grafico settimanale, l’euro si prende una pausa momentanea di 130 pips dal massimo toccato nella seduta di ieri a 1.3172.
Il minimo della giornata in corso è infatti a 1.3042.
E così, dopo essere tornato a dei livelli che la nostra moneta non vedeva contro il dollaro dagli inizi del maggio scorso, arrivano le prime prese di beneficio.
D’altronde, dal minimo dell’anno dello scorso 24 luglio, l’euro ne ha fatta di strada, un totale di 1130 pips realizzati in meno di due mesi.
In questo trend al rialzo di breve periodo, ci sono stati due momenti tra il 27 luglio ed il 10 agosto, nei quali il cambio ha subito dei ritracciamenti di 256 e 202 pips, prima di spiccare il volo verso 1.3172.
La correzione di queste ore rientra quindi nella normalità di questo movimento verso l’alto, anche perché da un punto di vista grafico, non siamo ancora giunti alla resistenza in area 1.3280.
Credo di non dire un’eresia se da qui al 31 dicembre dovessimo assistere a dei nuovi massimi del 2012.
Il già citato 1.3280 e poi in successione 1.3380 ed 1.3480 saranno gli ultimi ostacoli prima di raggiungere tale traguardo.
Certo, non avremo la stessa ampiezza di movimento vista in questi giorni, anche perchè la BCE e la Fed hanno sparato le cartucce a loro disposizione.
Si viaggerà ad una velocità di crociera prima di assistere a dei nuovi fuochi d’artificio sul cambio euro/dollaro.


martedì 11 settembre 2012

Sarà eu-O-ro fino alla fine del 2012?


L’andamento dell’euro/dollaro nel 2012 è stato molto simile a quello dell’oro, al punto che potremmo definire questa correlazione “eu-O-ro”.
Come si può notare nel grafico allegato, il massimo dell’anno è coinciso per entrambi a fine febbraio, per poi registrare insieme il minimo a fine maggio.
Vi è poi stato un simultaneo rimbalzo, ma poi verso metà luglio, la nostra moneta ha preso una direzione diversa, è stata al centro di un’ondata di vendite che hanno fatto sprofondare l’euro a 1.2042 nei confronti del dollaro, a dei prezzi che non si vedevano dal giugno del 2010.
L’oro, invece, è rimasto sopra il supporto a 1570$.
Le strade, però, si sono presto ricongiunte e da lì è partito un movimento al rialzo il cui apice è stato toccato in questi giorni, anche se per motivi differenti.
La nostra moneta ha beneficiato del nuovo programma di acquisto di titoli di stato per frenare lo spread dei Paesi in difficoltà, annunciato giovedì scorso dal presidente della BCE, Mario Draghi.
Il metallo prezioso, gode delle alte aspettative di un QE3 da parte della Fed, in seguito ai dati negativi sull’occupazione USA, rilasciati venerdì scorso.
L’euro è quindi giunto ad un livello molto importante a 1.28, da dove potrebbe partire una nuova spinta rialzista il cui obiettivo è a 1.3280.
L’oro, invece, ha già superato la resistenza in zona 1720$ ed ha in questo momento la strada spianata per puntare verso i massimi del 2012 in area 1800$.
Se dunque dovesse confermarsi per le prossime settimane la correlazione tra i due mercati, è facile prevedere per l’euro un nuovo allungo verso i prezzi di cui sopra.
La nostra moneta potrebbe avvantaggiarsi di questa forza dell’oro, anche nel caso in cui dovesse esserci un calo dell’azionario.
Anche perché il QE3 prima o poi ci sarà, molto probabilmente in prossimità delle elezioni presidenziali americane previste tra un paio di mesi circa.
Ma la correlazione potrebbe interrompersi nel caso in cui dovessero esserci degli sviluppi negativi sulla vicenda della crisi del debito europeo.
Nei prossimi giorni vi è un fitto calendario di eventi cruciali, i quali potranno far spostare l’ago della bilancia Long o Short sulla nostra valuta.
Come sempre, bisogna avere una visione del mercato a 360 gradi, valutare tutte le componenti che possono avere un’influenza sul nostro investimento.
Vedremo quindi se il 2012 sarà fino alla fine l’anno dell’eu-O-ro.


lunedì 10 settembre 2012

Qui si fa l’Europa o si muore!


Si è chiusa una settimana molto importante per l’euro.
La nostra moneta ha recuperato quasi due punti percentuali sul dollaro, grazie alla nuova misura presentata giovedì scorso dal presidente della BCE, Mario Draghi, la quale prevede un acquisto illimitato di titoli di stato sul mercato secondario, per fronteggiare l’elevato spread di cui soffrono alcuni Paese in difficoltà.
Non è un caso se gli indici di Borsa di Spagna ed Italia siano stati quelli che più di altri abbiano apprezzato tale annuncio chiudendo l’ottava con un +7%!
Ma la parte difficile inizia adesso, perché i buoni propositi dichiarati dal numero uno della BCE hanno bisogno di conferme da vari fattori ed istituzioni.
Si comincia già mercoledì prossimo, con la Corte Costituzionale tedesca che dovrà pronunciarsi sulla legalità del Fondo salva-Stati Esm.
Un elemento, quest’ultimo, indispensabile per l’attuazione del piano di Draghi.
E tra i contribuenti di tale fondo, vi è anche l’Olanda, dove il fato ha voluto che contemporaneamente con la sentenza della Corte tedesca, si terranno le elezioni per il nuovo parlamento, dopo che cinque mesi fa ci fu la caduta del governo, incapace di far passare il piano di austerity.
Da qui ad ottobre, ci saranno anche forti speculazioni sulla missione della troika, la task force composta da BCE, Commissione Europea e FMI, la quale dovrà presto emettere un verdetto sui famosi “compiti a casa” che la Grecia è stata chiamata a svolgere per ottenere nuovi aiuti dalla comunità internazionale.
Sono tutti elementi che generano una forte incertezza e che potrebbero quindi tradursi in una conferma del trend al rialzo partito da metà luglio oppure in una forte correzione sull’azionario e sull’euro.
Già, perché siamo su dei livelli molto importanti, sono state violate diverse resistenze, l’ipercomprato è diffuso su molti grafici.
L’euro/dollaro ha superato venerdì scorso 1.28, tornando alle quotazioni di fine maggio 2012.
Proprio all’inizio di quel mese, vi fu la rottura del supporto 1.30 e la strada quindi spianata verso i minimi dell’anno a 1.2042.
In questo momento siamo nella situazione opposta: il mercato ha recuperato quasi 800 pips e ne restano ancora 200 per ripresentarsi a 1.30.
Personalmente credo che il vero ostacolo da superare sia 1.28 e non 1.30.
Se le notizie attese nei prossimi giorni di cui sopra saranno a favore di euro, la spinta rialzista potrà facilmente estendersi fino a 1.3280, con una serie successiva di test in ripetizione di 100 pips alla volta fino ai massimi del 2012.
Il momento è cruciale, il destino della nostra moneta è inevitabilmente correlato a quello dell’Unione Europea.
Potremmo adattare alla situazione attuale la famosa frase di Garibaldi in “Qui si fa l’Europa o si muore”.


mercoledì 5 settembre 2012

L'euro scende verso 1.25, l'oro resta vicinissimo ai 1700$


Il mercato resta in attesa del meeting della BCE di domani.
Difficile ipotizzare una nuova riduzione dei tassi di interesse, gli operatori sono più concentrati sulle parole che il presidente Mario Draghi rilascerà nella conferenza stampa del pomeriggio.
Nel frattempo, qualcuno preferisce chiudere delle posizioni rialziste sul cambio euro/dollaro, anche perché dal minimo dell’anno registrato lo scorso 24 luglio a 1.2042, il cross ha recuperato 600 pips circa.
In questo momento siamo in prossimità della soglia psicologica a 1.25, un livello che ha dato una buona prova di solidità nelle ultime dieci sedute.
Più in basso vi è il supporto in area 1.2450.
E’ probabile che non si vada oltre tali livelli prima dell’intervento del numero uno della BCE di domani, così come un nuovo eventuale movimento al rialzo potrebbe restare intrappolato dentro la resistenza a 1.27.
L’euro perde oggi terreno nei confronti del dollaro anche per il PMI pubblicato poco fa: per il settimo mese consecutivo l’indice resta sotto quota 50, un livello che denota una contrazione nel settore privato dell’economia.
Una crisi che si sta allargando pericolosamente alla potente Germania.
La situazione non è migliore dall’altra parte dell’oceano, dove anche l’ISM manifatturiero americano è sceso ad agosto sotto 50, con le identiche implicazioni citate sopra per la Zona Euro.
La lettura negativa del dato USA ha alimentato le attese per un QE3 (immissione di liquidità), con l’oro che ne ha subito approfittato per sfiorare i 1.700$, un salto che ha portato il metallo prezioso a dei livelli che non toccava dallo scorso 13 marzo.


lunedì 3 settembre 2012

Sale l'euro, ma la corsa all'oro dura oramai da 12 anni!


Tutto come previsto: nessuna novità dal Jackson Hole di venerdì scorso, Ben Bernanke ha ribadito il concetto di un possibile QE3 nel caso in cui l’economia USA dovesse peggiorare, ma per il momento non sono previste altre misure di stimolo.

L’euro è salito fino a 1.2638 nei confronti del dollaro, ma poi ha archiviato l’ottava sotto 1.26, con una performance del +0.45%.

L’inizio di settimana è stato soft, complice la chiusura del mercato USA, dove si celebra il Labour Day.

L’evento clou è comunque atteso per giovedì prossimo, con il meeting della BCE e la conferenza stampa di Mario Draghi.

Procede quindi a piccoli passi la manovra di avvicinamento dell’EURUSD verso la resistenza in area 1.27, un livello chiave presente sul grafico giornaliero e settimanale.
Mentre, nella parte bassa, la soglia psicologica a 1.25 ha evitato nei giorni scorsi il test del supporto in zona 1.2450.

Ed è questo molto probabilmente il trading range che dovremo aspettarci per le prossime sedute.

Attenzione all’andamento dell’oro!

Il metallo prezioso è dentro una resistenza molto importante in area 1.680$.
Siamo a dei prezzi che non si vedevano dagli inizi di aprile 2012.
Un’eventuale violazione di questo livello potrebbe favorire un allungo verso i 1.720$, con una prima resistenza ai 1.700$.

Mancano quattro mesi alla chiusura dell’anno e per il GOLD, che in questo momento viaggia con un +8% dal primo gennaio 2012, si prospetta la dodicesima performance positiva consecutiva su base annuale!


venerdì 31 agosto 2012

Finalmente il Jackson Hole day!


Siamo finalmente giunti al Jackson Hole day!
Sono oramai diversi giorni che si specula sul mercato del Forex e non solo su quello che potrà dire durante il suo intervento il presidente della Fed, Ben Bernanke.
Ci sarà qualche riferimento a dei nuovi piani di immissione di liquidità, il tanto citato QE3?
Personalmente non credo che ci saranno delle novità in merito, come sempre ho sostenuto nei mesi passati, quello è un jolly da giocare in prossimità delle elezioni presidenziali USA del prossimo novembre.
Di positivo ci sarà sicuramente un ritorno alla volatilità, vista l’immobilità del mercato in queste ultime sedute.
Nell’ottava che sta per concludersi, sul cambio euro/dollaro abbiamo assistito alle seguenti escursioni giornaliere dal massimo al minimo intraday: 77, 55, 112, 46.
Il livello più alto toccato è stato a 1.2577 e quello più basso a 1.2465.
Da un punto di vista grafico, un eventuale movimento rialzista potrebbe estendersi fino alla resistenza in area 1.27.
Altrimenti, nel caso in cui Bernanke dovesse deludere le aspettative del mercato, ci sarà il test del supporto in zona 1.2450, seguito da 1.23, prima di tornare indietro ai livelli di fine luglio/inizio agosto, dove ci sono i minimi dell’anno.
Ma c’è tempo per vedere l’euro a quei prezzi, probabilmente a partire dalla seconda metà di settembre la nostra moneta tornerà ad essere sotto pressione.


giovedì 23 agosto 2012

Si continua a salire sulla base di speranze e promesse


La pubblicazione della minute della Fed di ieri sera ha indebolito ulteriormente il dollaro.
E’ emerso che diversi membri della banca centrale americana sono pronti a votare a favore di nuove misure che abbiano come scopo quello di dare un nuovo vigore all’economia a stelle e strisce, nel caso in cui i prossimi dati macro dovessero confermare lo stato di crisi.
Fino a questo punto non si vede nulla di nuovo rispetto agli ultimi interventi del presidente Bernanke.
Quello che ha fatto sobbalzare diversi cross nel momento in cui sono stati resi noti i verbali dell’ultimo meeting del FOMC, è stata la sensazione che la Fed intenda agire al più presto.
E così prosegue un trend le cui fondamenta sono basate su delle speranze e promesse, vedi anche il caso della Grecia.
Si può quindi immaginare quali potranno essere le conseguenze nel momento in cui non venissero rispettate tali attese.
Per il momento, constatiamo l’allungo dell’euro sul dollaro fino a 1.2572, con il prossimo obiettivo posto a 1.27, dove risiedono una resistenza sul grafico giornaliero e settimanale.
Ricordo anche che siamo in una fase di rimbalzo dal supporto in area 1.22 su quello mensile, dove il target al rialzo è necessariamente più ampio a 1.34, trattandosi di un’analisi di lungo periodo.
Il sistema S4L1-EURUSD, di cui sono proprietario e che opera esclusivamente intraday, ha chiuso con uno stop di 22 pips il LONG in apertura della seduta odierna.
Mentre, l’operazione del 21 agosto scorso è stata archiviata con un risultato di +90 pips.
Sugli altri cambi non vi è nulla di nuovo da segnalare rispetto al mio articolo di martedì scorso.
Il solo kiwi (NZDUSD) si sta avvicinando lentamente ad una resistenza importante in zona 0.825, ma siamo ancora distanti in questo momento di 80 pips circa.


martedì 21 agosto 2012

Le temperature sono molte alte anche nel mondo del Forex


Nonostante il caldo estivo, il mondo del Forex è tornato oggi a muoversi con delle situazioni grafiche molto interessanti su diversi cambi.
L’euro/dollaro (EURUSD) è tornato sopra 1.24, vicino ai massimi del mese e si prepara per un nuovo attacco alla famosa resistenza in area 1.2450.
Anche il mio sistema S4L1-EURUSD è entrato questa mattina in posizione LONG da 1.2380 con uno Stop stretto ed un Target Profit piuttosto ambizioso.
L’operazione sarà comunque chiusa entro la fine della sessione di Londra, trattandosi di un’operatività intraday.
L’euro/yen (EURJPY) ha già superato il test della resistenza in area 97.5 ed adesso si accinge a quella più importante in zona 101.
Potrebbe prima incontrare degli ostacoli presenti sul grafico orario in area 99 e 100.2, ma resta ben salda l’impostazione rialzista partita dai minimi di luglio.
Corre anche l’australiano (AUDUSD) a 1.05.
La vecchia resistenza a 1.045 sembra aver dato buoni frutti anche nelle vesti di supporto ed il target di questo mini rimbalzo è a 1.06.
Una particolare attenzione la merita la sterlina, tornata nei confronti del dollaro sopra 1.57.
Siamo dentro una doppia resistenza (grafico orario e settimanale), la cui violazione potrebbe spingere il GBPUSD fino a 1.6150.
Concludo con il canadese (USDCAD): è vicino il test del supporto in area 0.985/0.98.
La tenuta di tale livello è molto rilevante, considerata la correlazione inversa del cambio rispetto al mercato azionario.
E proprio dall’analisi di questo cross, insieme alle altre descritte sopra, si comprende che siamo giunti ad un momento importante per il mondo delle valute e non solo.
Molto probabilmente il trend in corso proseguirà fino a metà settembre, dove sono attesi diversi appuntamenti importanti soprattutto in merito alla crisi del debito della Zona Euro.
Così come per il meteo, la situazione è destinata a restare calda per diversi giorni anche sui mercati di tutto il mondo.

lunedì 30 luglio 2012

Prosegue il trend positivo del future Dax nel mese di luglio.


Prosegue il trend positivo del future Dax nel mese di luglio.
L’ottava scorsa è stata chiusa con un guadagno superiore ai due punti percentuali e venerdì è stato anche chiuso il gap down con cui si era partiti nella seduta di lunedì.
Sembra così distante il minimo di inizio giugno, quando si scese sotto i 6.000 e si sfiorò per soli 21 punti il livello più basso del 2012 a 5.899.
Il rimbalzo estivo si è per il momento arrestato sulla resistenza in area 6.800.
Una pausa fisiologica dopo una corsa di quasi 900 punti.
Ma attenzione, perché un’eventuale violazione di 6.800 aprirebbe lo spazio per un’ulteriore salita fino ai 7.100, con i massimi dell’anno dietro l’angolo.
E’ quindi probabile aspettarsi una fase di consolidamento, prima di un nuovo allungo al rialzo.
Invece, nel caso in cui si dovesse tornare a puntare con decisione verso il basso, prima dei già citati 6.000 punti, vi è il supporto in zona 6.350, praticamente sui minimi di luglio.

Il sistema D.R.DAX, di cui sono proprietario e che si basa su una tecnica esclusivamente intraday è ancora in perdita di 15 punti nel mese in corso.
Il bilancio da inizio anno è invece positivo di 174 punti.
Un’operatività che si può seguire sul future Dax quotato sull’Eurex oppure sui CFD offerti dai tanti brokers italiani ed esteri.


lunedì 23 luglio 2012

Vi ricordate dove eravate l’11 giugno del 2010?


Vi ricordate dove eravate l’11 giugno del 2010?
L’euro lo sa molto bene: esattamente dove è oggi 23 luglio 2012!
Le notizie del week end (l’articolo de “Der Spiegel” su un possibile blocco del fondo di aiuti del FMI a favore della Grecia e le dichiarazioni del vice cancelliere tedesco Roesler su una possibile uscita dello stesso Paese ellenico dal sistema dell’euro) hanno fatto sprofondare la nostra moneta a 1.2082 nei confronti del dollaro, il nuovo minimo del 2012 e degli ultimi 2 anni.
E così, il trend al ribasso partito ad inizio settembre del 2011 con la violazione del supporto in area 1.3950 ha raggiunto oggi il suo picco con un movimento di quasi 2 mila pips.
Un’apertura di ottava molto difficile per l’euro, con un gap al ribasso ed il livello a 1.2150 che sta per cedere.
Proprio la chiusura di tale gap (1.2156) rappresenta il primo target al rialzo, mentre un’eventuale violazione del supporto in area 1.2150 aprirebbe la strada per un’ulteriore discesa fino a 1.19.


martedì 17 luglio 2012

Un pò di respiro per l'euro dopo 6 sedute terribili


La settimana si è aperta positivamente per l’euro: dopo ben sei sedute, la nostra moneta non ha registrato un nuovo minimo del 2012 nei confronti del dollaro.
Ci è andato molto vicino, il minimo intraday della giornata di ieri si è fermato a soli 13 pips da quel 1.2163, il livello più basso toccato quest’anno dal cambio EURUSD.
E come prevedevo nella mia analisi di venerdì scorso, siamo adesso in una fase di rimbalzo tecnico, con il test del vecchio supporto in area 1.23.
C’è chi collega questo rialzo dell’euro a delle aspettative di un possibile QE3 (immissione di denaro) dal discorso che terrà nel pomeriggio il presidente della Fed, Ben Bernanke.
A tal proposito non credo che sentiremo qualcosa di nuovo, ma il solito “la Fed è pronta ad agire nel caso in cui l’economia americana dovesse mostrare nuovi segni di debolezza”.
Io penso che la carta QE3 sarà un jolly da giocare in prossimità delle elezioni presidenziali USA del prossimo novembre.
Tornando all’analisi grafica, l’eventuale violazione di 1.23 potrebbe avere dei risvolti importanti nel breve periodo per l’euro, infatti non vi sono altri ostacoli importanti fino a 1.24/1.2450.
Se invece non dovessero arrivare nei prossimi giorni delle risposte positive e soprattutto concrete dai vari leaders della UE in merito alla crisi del debito europeo, con lo spread Germania-Italia tornato ieri a salire ai livelli di gennaio, l’euro potrebbe riprendere la corsa al ribasso verso il supporto in zona 1.215.


venerdì 13 luglio 2012

Una settimana da ricordare (o meglio da dimenticare) per l'euro.


Sarà una settimana da ricordare (o forse meglio da dimenticare) per l’euro: nelle ultime cinque sedute, la nostra moneta ha sempre aggiornato il minimo del 2012 nei confronti del dollaro.
Una discesa senza freni che ha portato il cambio EURUSD fino a 1.2167, poco sopra il mega supporto in area 1.2150.
Siamo così tornati a dei prezzi che non si vedevano dal lontano 30 giugno 2010, un lungo passo indietro di due anni!
Un crollo che è avvenuto nella settimana in cui vi è stato il taglio dei tassi della UE al minimo storico dello 0.75% e subito dopo il noto vertice di Bruxelles, dove sembrava che fossero state create le basi per una risoluzione della crisi del debito della Zona Euro.
Probabilmente il mercato avrà dato un peso maggiore alla misura decisa dalla BCE di azzerare la remunerazione dei depositi di quelle banche che preferivano parcheggiare la propria liquidità presso l’Istituto centrale di Francoforte.
Ieri, nella prima seduta in cui sono entrati in vigore i nuovi tassi di riferimento, c’è stato un crollo dei depositi overnight: 324,931 miliardi contro gli 808,516 miliardi di martedì!
Mario Draghi ha così raggiunto il suo primo obiettivo.
Bisogna vedere adesso se e come impiegheranno questa liquidità le banche europee.
Allo stesso modo, appare anche lontanissima una nuova possibile LTRO.
Ecco spiegato, almeno secondo il mio personale e umile parere, le motivazioni del crollo di questi ultimi giorni dell’euro.
Da un punto di vista grafico, il cedimento di 1.2150 potrebbe spingere la nostra moneta fino ai minimi del 2010, in un’area di supporto a 1.19.
Ma dopo aver ceduto nelle ultime due settimane più di 500 pips, è più probabile aspettarsi un rimbalzo, un movimento tecnico figlio anche della chiusura delle varie posizioni ribassiste.
Ed il primo target al rialzo diventa la vecchia resistenza in zona 1.23.
Buon fine settimana a tutti!


venerdì 6 luglio 2012

Cosa sarebbe successo se la BCE non avesse tagliato i tassi?


Esattamente una settimana fa, le Borse europee festeggiavano l’accordo sullo scudo anti-spread fortemente voluto dal nostro Mario Monti con guadagni superiori ai quattro punti percentuali, Piazza Affari addirittura chiudeva la seduta con un +6.59%.
Anche l’euro si apprezzava del 2% circa nei confronti del dollaro, sfiorando quota 1.27.
Tutto sembrava volgere in positivo, anche perché  per la settimana successiva era in programma un taglio dei tassi di interesse della Zona Euro.
Una riduzione che si è concretizzata nella giornata di ieri, con il tasso di riferimento sceso al minimo storico dello 0.75%.
Nel frattempo sono giunti altri segnali di debolezza dall’economia europea, con il PMI sempre sotto quota 50 in molti Paesi del Vecchio continente.
Ma il sentiment del mercato, dopo il vertice di Bruxelles, sembrava impostato in un atteggiamento di fiducia verso il futuro.
Già…sembrava…perché ieri  nonostante il taglio dei tassi in Europa (a cui si è aggiunto a sorpresa quello della Cina), si sono scatenate le vendite sul mercato azionario, l’euro è tornato vicino ai minimi del 2012!
Difficile trovare la ragione di tali crolli, qualcuno dirà che gli operatori attendevano delle novità in merito ad un nuovo LTRO.
Ma non riesco a credere che questo sia il motivo per cui in un colpo sono stati cancellati i risultati positivi del vertice di Bruxelles della settimana scorsa, con lo spread che torna oggi a far paura alla Spagna ed all’Italia.
Così come non posso accettare chi afferma che il mercato avesse già scontato tale notizia.
Scontato come?
Azionario ed euro erano ancora a dei livelli distanti dai massimi di periodo.
Stona davvero una seduta delle Borse europee negativa nello stesso giorno in cui sono stati ridotti i tassi in Europa ed in Cina.
A questo punto mi chiedo anche cosa sarebbe successo se non ci fosse stato quel taglio del 0.25%?
Sono tutte domande a cui forse avremo una risposta nei prossimi giorni.
Nel frattempo, analizzando il cambio EURUSD da un punto di vista grafico, è stato così violato il supporto in area 1.2450 che aveva retto durante il mese di giugno.
E come indicato nei miei articoli dei giorni scorsi, una volta perforato tale livello, il destino della nostra moneta sembra segnato: molto probabilmente assisteremo a nuovi minimi dell’anno con il test di 1.23.
Più in basso attende il supporto in area 1.215.
Se invece il mercato dovesse rimbalzare, soprattutto per effetto di possibili prese di beneficio dopo il tonfo di ieri, sarà interessante vedere la consistenza di 1.2450 in qualità di resistenza.
Il livello successivo è in area 1.2620.
In ogni caso si prospetta una chiusura di ottava con il segno negativo per l’euro ed anche piuttosto pesante, considerato che l’apertura di domenica scorsa è stata vicino a 1.27.


martedì 3 luglio 2012

L'Europa ancora nel segno di Mario. Taglio dei tassi in vista?


Dopo l’exploit di venerdì scorso, con un recupero di quasi 2 punti percentuali sul dollaro, l’euro adesso naviga lungo la rotta 1.26.
Il mercato è praticamente fermo in attesa del meeting della BCE di giovedì prossimo, dove in molti sperano in un taglio dei tassi di un quarto di punto.
E dopo Monti e Balotelli della settimana scorsa, si prosegue nel segno di Mario: questo volta sarà il turno di Draghi.
Personalmente non darei così per scontato una riduzione dei tassi.
Il numero uno della BCE potrebbe conservare questo jolly in un contesto economico peggiore, anche se gli ultimi dati macro, soprattutto quelli legati all’attività delle PMI ed all’occupazione, continuano a dare segni di forte debolezza, anche per la super Germania.
Vedremo quello che accadrà giovedì 5 luglio.
Nel frattempo, da un punto di vista grafico, il cambio EURUSD si trova in questo momento sul supporto di breve in area 1.2580, poco sopra i minimi di venerdì scorso.
In caso di violazione di tale livello, è probabile un test di 1.2520, prima di quello a 1.2450, il supporto che ha evitato nelle ultime settimane di giugno un tracollo fino ai minimi del 2012.
Nella parte alta del grafico, da monitorare le resistenze in area 1.2680 e 1.2750.


venerdì 29 giugno 2012

28 giugno 2012...una data storica per l'Italia nel nome di Mario



Il 28 giugno 2012 resterà nella storia del nostro Paese come il giorno in cui siamo riusciti a sconfiggere la Germania sul piano sportivo e soprattutto politico.
Chissà, forse la vittoria nella semifinale del Campionato Europeo di calcio grazie alle reti di Mario Balotelli avrà dato la spinta decisiva al nostro primo ministro Mario Monti nel voler imporre la propria linea su quella della cancelliera tedesca, Angela Merkel.
Erano le 4 della scorsa notte, quando è stato dato l’annuncio dell’accordo su quello che era il punto cruciale portato avanti da Monti, lo scudo anti-spread.
Sono stati quindi modificati i meccanismi attraverso i quali vengono utilizzati i fondi europei di stabilità finanziaria EFSF ed ESM.
Il mercato sta studiando adesso in maniera più approfondita i dettagli di questa soluzione, ma per il momento festeggia con un forte rialzo sull’azionario.
Anche l’euro ne ha tratto beneficio strappando al rialzo fino a 1.2627, un salto di quasi 200 pips.
In questo momento è sotto i massimi di giornata a 1.2558.
Da un punto di vista grafico, siamo dentro una resistenza di breve, i prossimi obiettivi al rialzo sono a 1.2680 e 1.2750.
Invece, il supporto in area 1.2450, quando sembrava in procinto di vacillare sotto i “nein!” della Merkel, ha dato ancora una volta una buona prova di solidità, tenendo così lontano delle nuove minacce verso i minimi dell’anno.
Oggi si concludono i lavori del vertice di Bruxelles, chissà, potrebbero esserci altre sorprese.
Si spera ovviamente in positivo.
Una cosa è certa, questa mattina l’immagine internazionale dell’Italia sta celebrando un successo che mancava da molto tempo.



martedì 26 giugno 2012

I tori vivono di speranze, gli orsi attendono al varco


In questo ultimo periodo, il mercato sale sulla base di esili speranze di una possibile soluzione della crisi del debito europeo, per poi tornare a scendere nel momento in cui si deve fare i conti con la triste realtà.
Si susseguono gli incontri tra i vari leaders, si cercano nuove alleanze per creare un fronte che possa reggere il confronto con la super Germania.
Una spaccatura all’interno della UE i cui segni si vedono sull’euro, tornato a 1.25, vicino a quel supporto in area 1.2450, l’ultima spiaggia prima di un possibile ritorno verso i minimi del 2012.
Adesso tutti guardano al prossimo meeting dell’Eurogruppo del 28/29 giugno, i tori ancora una volta si affidano al buon senso della Merkel, all’accettazione di quei famosi eurobonds tanto auspicati dal mercato.
Ma gli orsi ricordano i tanti “nein!” di questi giorni.
Risulta davvero arduo credere che possa uscire qualcosa di positivo dal prossimo vertice di Bruxelles.
Molto probabilmente ci sarà l’ennesimo rinvio ad un altro summit.
Nel frattempo Cipro e Spagna stanno formalmente inviando una richiesta di aiuto economico e l’euro, nel momento in cui scrivo, è tornato sotto 1.25.
Il supporto in area 1.2450 e gli orsi attendono al varco.


venerdì 22 giugno 2012

Il mercato aspetta delle risposte concrete. L'euro vicino a 1.25


Dopo aver registrato lo scorso primo giugno il minimo del 2012 a 1.2289, l’euro ha recuperato terreno nei confronti del dollaro, rimbalzando di 459 pips.
Tale movimento al rialzo è stato favorito dalle speranze di un nuovo QE (immissione di liquidità) dagli USA e dall’esito positivo della consultazione elettorale in Grecia, dove finalmente è stata risolta la crisi politica con la formazione di un nuovo governo.
La Federal Reserve, però, ha fatto sapere che per il momento non è previsto un QE3, ma che è pronta ad intervenire nel caso in cui l’economia americana dovesse mostrare ulteriori segni di debolezza.
Per tale ragione, bisogna fare molta attenzione alla pubblicazione dei prossimi dati macro economici USA, in quanto una rilevazione negativa potrebbe essere interpretata positivamente dal mercato in ottica QE3.
Anche dalla Grecia, si sono smorzate le speranze di un governo che potesse dare continuità all’azione intrapresa dal precedente esecutivo, in quanto il nuovo primo ministro, Samaras, ha subito spiazzato i leaders della Unione Europea con la sua intenzione di rinegoziare per l’ennesima volta il piano di salvataggio a favore del Paese ellenico.
E così, gli elementi che erano stati alla base del rimbalzo dell’euro fino a 1.2748 non si sono concretizzati e la conseguenza oggi è un EURUSD sotto 1.26 con un minimo intraday a 1.2519.
Ci stiamo pericolosamente avvicinando al supporto (1.2450) di questo mini trend rialzista di giugno, la cui violazione potrebbe spingere l’EURUSD verso 1.23.
Oggi è in programma un incontro a Roma tra Monti, Merkel, Hollande e Rajoy, così come ce ne saranno altri importanti fino alla fine del mese.
Il mercato attende delle risposte concrete senza ulteriori perdite di tempo.
Un aiuto potrebbe giungere dal forte calo di questi giorni del petrolio, un elemento che potrebbe rivelarsi utile per un possibile taglio dei tassi da parte della BCE.
Vedremo quindi come chiuderà l’ottava il cambio euro/dollaro, anche se oramai sembra quasi certa la configurazione della prima candela rossa sul grafico settimanale di giugno.


martedì 19 giugno 2012

La Grecia e la Spagna fanno paura. Euro/dollaro a 1.26


Il voto di domenica scorsa sembrava aver risolto temporaneamente la questione greca, con una maggioranza parlamentare in grado di formare un governo che rispettasse gli accordi presi con la Troika, la commissione formata da membri della UE, BCE e FMI.
L’euro, infatti, festeggiava tale risultato strappando al rialzo contro il dollaro superando quota 1.27.
Ma ieri pomeriggio, Antonio Samaras, il leader della coalizione vincente e probabile primo ministro del futuro esecutivo, ha rimescolato le carte, affermando di voler rinegoziare i termini del piano di salvataggio, renderlo meno duro per la popolazione greca.
Dalla Merkel sono partiti una serie di “nein!”, nessuna volontà a modificare i patti presi mesi fa, dopo lunghi ed elaborati incontri per definirne i contenuti.
E soprattutto a farne accettare i contenuti a chi deteneva delle quote del debito ellenico.
L’ improvviso cambio di rotta di Samaras ha avuto delle conseguenze pesanti sulla nostra moneta, crollata sotto 1.26, con una correzione di 200 pips circa dal massimo toccato in apertura della sessione asiatica.
C’è da dire che già qualche ora prima, erano scattate le vendite sul cambio EURUSD, nel momento in cui i rendimenti dei Bonos spagnoli avevano superato il 7%, un livello record da quando è stato introdotto l’euro e che in passato è stato il motivo per cui Grecia, Irlanda e Portogallo sono state costrette a richiedere un piano di salvataggio dall’Europa.
Per la Spagna è quindi solo una questione di tempo, i 100 miliardi per gli istituti bancari iberici decisi durante il week end dello scorso 10 giugno potrebbero rivelarsi già insufficienti.
Da un punto di vista grafico, il calo dell’euro/dollaro si è arrestato a 1.2557, praticamente sui minimi dello scorso giovedì.
Tracciamo quindi in corrispondenza di tali prezzi un supporto di breve, in attesa della rottura definitiva di 1.26.
Ancora più in basso, resta confermato il livello in area 1.245, prima di un possibile test del minimo dell’anno verso 1.23.
In alto, le prime resistenze utili per delle operazioni intraday sono a 1.2650 ed 1.2750.
La situazione va comunque monitorata costantemente, Grecia e Spagna fanno paura e dietro l’angolo fa capolino anche la nostra cara Italia.


lunedì 18 giugno 2012

"I greci hanno scelto l'Europa!" E l'euro strappa sopra 1.27

“Oggi i greci hanno scelto di restare legati all'Europa. 
Questa è una vittoria per tutta l'Europa. E la Grecia è ancorata all'euro”. 
Sono le parole di Antonio Samaras, il vincitore delle elezioni in Grecia di domenica scorsa.
Il suo partito, Nuova Democrazia, ha ottenuto quasi il 30% dei voti e grazie al bonus e l’appoggio dei socialisti del Pasok sarà in grado di formare un nuovo governo.
Tirano così un forte sospiro di sollievo i vari leaders europei, Samaras infatti è un sostenitore del programma di risanamento che la Troika sta portando avanti in questi mesi.
Per tale ragione, l’euro/dollaro ha festeggiato il risultato del voto in Grecia portandosi sopra 1.27, con un massimo toccato a 1.2748.
Abbiamo così il terzo gap in meno di due mesi, così come si può vedere nel grafico allegato.
Ultimamente, però, quelli al rialzo sono stati chiusi più velocemente rispetto a quelli al ribasso.
Vedremo se la storia si ripeterà anche in questa occasione.
In ogni caso, i livelli da monitorare nel breve sono le resistenze in area 1.275, 1.282 ed 1.29, prima di arrivare al vero test di un certo peso a 1.3.
Nella parte bassa del grafico, il primo target è la chiusura del gap a 1.2658 e quindi 1.26, che così si ripresenta nelle vesti di un supporto.
Concludo con un ultimo dato statistico: dopo un maggio completamente negativo, nel mese in corso registriamo la seconda candela consecutiva verde sul grafico weekly grazie al +1.12% della settimana scorsa.


venerdì 15 giugno 2012

Un tranquillo week end di paura


Le banche italiane ed estere stanno invitando in questi giorni i clienti a controllare la propria esposizione sul mercato dei derivati.
Il famoso broker americano, Oanda, ha addirittura comunicato che l'attività di trading sarà interrotta tra le 12 e le 23 ora italiana di domenica prossima.
La Reuters ha riportato ieri sera una notizia nella quale si dice che le Banche centrali di tutto il mondo saranno pronte ad intervenire congiuntamente con un'immissione di liquidità.
Perchè tutto questo?
Perchè domenica si replica in Grecia il voto per l'elezione del Parlamento, dopo il flop del 6 maggio scorso, quando dalle urne non uscii alcuna maggioranza in grado di formare un nuovo governo.
Molti discutono su come andrà a finire, su come posizionarsi sul mercato per sfruttare eventuali forti movimenti che ci potranno essere a partire da domenica sera.
I ribassisti hanno a disposizione due risultati su tre: la vittoria dei partiti contrari al piano di salvataggio della UE-FMI ed un esito elettorale come il precedente, ovvero senza una maggioranza.
Invece, i rialzisti dovranno sperare solo in un successo dei sostenitori delle misure messe in atto dalla troika a favore del Paese greco.
Anche se, a sostegno di questi ultimi, potrà esserci l'intervento delle Banche centrali di cui sopra.
Ma in ogni caso si tratterà di una soluzione tampone, di breve durata, giusto per evitare un crollo all'apertura dei mercati asiatici ed europei.
Perchè se dalla votazione di domenica verrà fuori un risultato la cui conseguenza sarà l'uscita della Grecia dalla Unione Europea, la nostra moneta dovrà necessariamente scontare tale scenario ed anche e soprattutto i possibili effetti che avrà sulle altre economie di Paesi già in forti difficoltà, come la Spagna e l'Italia.
Nessuno in questo momento è in grado di poter misurare la portata di un eventuale contagio e questo rappresenta un forte elemento di incertezza.
Da un punto di vista grafico, a seconda del risultato del voto greco, i primi  target per l'EURUSD sono al rialzo a 1,3 ed al ribasso a 1,23.
Di certo c'è solo una cosa: la volatilità sarà elevatissima.
Quindi limitare al massimo la propria emotività, calma e sangue freddo come non mai.


mercoledì 13 giugno 2012

Euro sotto attacco e domenica si vota in Grecia


Siamo giunti a metà di una settimana cruciale per l'euro.
Le tensioni sul debito della Spagna hanno messo in secondo piano per qualche giorno il caso della Grecia, chiamata tra pochi giorni ad eleggere il parlamento e quindi un nuovo governo, dopo il fallimento di un mese fa circa.
Era il 6 maggio ed il nulla di fatto di quel voto spinse l'euro a violare il supporto 1,3, l'ultimo baluardo rimasto a difesa di quel trend rialzista che aveva caratterizzato i primi mesi del 2012.
La tendenza ribassista che ha visto il suo culmine nel minimo dello scorso primo giugno a 1,2289 è stata successivamente frenata dal supporto in area 1,2450.
Un livello che ha dovuto superare ben quattro prove nelle ultime sedute, così come si può vedere nel grafico allegato e la cui violazione potrebbe aprire la strada ad un nuovo test di 1,23.
Oggi l'euro sembra voler più approcciare la resistenza in zona 1,26.
Ma è molto probabile che si muova in questo trading range fino a venerdì, per poi prendere una direzione precisa dopo il voto greco di domenica.
Anche se le “bombe” pronte ad esplodere sono davvero tante, l'Italia, per esempio, è tornata sotto l'attacco degli speculatori.
In nostro soccorso è venuto il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble , il quale ha escluso che il nostro Paese abbia bisogno di un aiuto esterno e che comunque non ci saranno pericoli se il programma di Monti sarà rispettato.


lunedì 11 giugno 2012

Rajoy meglio di Torres...vola la Spagna! Ed anche l'euro!


Prima del match Italia-Spagna, il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, aveva già segnato il suo goal vittoria contro gli altri leaders europei.
I 100 miliardi da destinare agli istituti bancari ispanici non saranno inquadrati come un piano di salvataggio della Spagna, ma solo come un aiuto specifico per un settore in grandi difficoltà.
Per tale ragione nei giorni scorsi il governo di Madrid si era rifiutato di richiedere un sostegno economico che avrebbe potuto incrinare l'autonomia del Paese, così come è accaduto alla Grecia ed all'Irlanda.
La Borsa di Madrid festeggia oggi questo risultato con un guadagno del 4%.
Anche l'euro apprezza questo accordo ed apre la settimana con un gap al rialzo di oltre 100 pips nei confronti del dollaro.
Probabilmente saranno saltati gli Stop a chi si era posizionato al ribasso durante il week end.
La nostra moneta ha toccato durante la notte 1.2669, anche se in questo momento fatica a restare sopra 1.26.
Siamo su una resistenza già testata giovedì scorso e da dove era poi partito il crollo fino a 1.2436, in seguito al downgrade di Fitch proprio ai danni della Spagna.
I livelli di breve da monitorare sono nella parte alta del grafico a 1.2680 e 1.2750.
In basso, invece, per il momento si resta in attesa della chiusura del gap a 1.2518.
Chiudo ricordando che nell'ottava appena conclusa, l'euro ha recuperato uno 0.75% sul dollaro e soprattutto ha interrotto una serie negativa che durava da ben cinque settimane.


venerdì 8 giugno 2012

L'euro e la Spagna affondano sotto i colpi di Fitch


Dopo la delusione di Draghi con il mancato tagliato dei tassi e l’annuncio di un nuovo LTRO, anche Bernanke ieri ha lasciato a bocca aperta chi si attendeva un nuovo QE o una qualsiasi altra forma di immissione di liquidità.
Tra questi vi era l’euro che aveva ripreso a correre contro il dollaro dopo il meeting della BCE, raggiungendo quota 1.26 (massimo intraday a 1.2625) poco prima della conferenza del presidente della Fed.
Ma il numero uno della Banca centrale americana ha solo ribadito il concetto di un possibile QE3 in caso di un peggioramento dell’economia USA,
rinviando così probabilmente di qualche altro mese tale decisione.
Ricordiamoci sempre che a novembre ci sono le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
L’euro ha così progressivamente perso terreno ritracciando verso 1.2550.
C’è stato un allungo ancora verso 1.26 dopo la chiusura della sessione di Londra, ma poi c’è stato il colpo di grazia dell’agenzia di rating Fitch, la quale tagliava di ben tre livelli il giudizio della Spagna, portandolo da A a BBB, giusto qualche gradino sopra quello “junk”, in italiano “spazzatura”.
E le prospettive restano molto incerte, considerato che la stessa agenzia ha confermato l’outlook negativo, quindi con una propensione ad una nuova riduzione nei prossimi mesi.
Questa mattina la nostra moneta ha risentito di tale notizia toccando un minimo di giornata a 1.2481, violando così il supporto di breve in area 1.2520.
I prossimi si trovano a 1.2420 e poi a 1.23.
Attenzione ad una possibile chiusura di settimana sotto 1.2417: disegnerebbe la sesta candela rossa consecutiva sul grafico weekly!


giovedì 7 giugno 2012

Draghi? No, grazie. QE3 !


Le aspettative di un nuovo QE3 dagli Stati Uniti, ovvero una nuova immissione di liquidità sul mercato, alimentate dai pessimi dati macro economici americani di venerdì scorso, ha modificato lo scenario sull’euro/dollaro.
Ieri ne abbiamo avuto la riprova: nonostante non ci sia stato un taglio dei tassi nella Zona Euro o un nuovo LTRO tanto atteso dal mercato, l’EURUSD ha subito un calo marginale, per poi riprendere con più vigore la corsa al rialzo e superare finalmente la resistenza dinamica che aveva caratterizzato il trend ribassista di maggio.
A questo punto, il prossimo obiettivo è il recupero di quota 1.26.
Mentre, credo che potremo vedere un euro a 1.30 solo con una vittoria dei partiti pro-piano salvataggio nella consultazione elettorale che si terrà in Grecia il prossimo 17 giugno.
Nella parte bassa del grafico, un nuovo supporto di breve si è costituito in area 1.2520.
Diversi i cambi in fase di rimbalzo in questi ultimi giorni: la sterlina ha recuperato sul dollaro 150 pips circa dopo aver toccato il supporto annuale a 1.535, mostrando però delle difficoltà nel restare sopra 1.55.
L’australiano (AUDUSD) corre spedito verso la soglia psicologica della parità, dove poi lo attende la resistenza in zona 1.005.
Il dollaro/yen va in contro tendenza rispetto agli altri cross USD: dopo aver messo alla prova il supporto in area 78, adesso punta addirittura a quota 80!
Il mercato adesso pende letteralmente dalle labbra di Bernanke, il destino dei prossimi giorni o settimane del dollaro e quindi di tutte le monete con cui è incrociato, dipende da quello che dirà il presidente della Fed, se ci sarà un QE3 o qualsiasi altra operazione simile.
Poi si tornerà a parlare di Grecia, Spagna ed altri problemi della Zona Euro.


martedì 5 giugno 2012

L'euro/dollaro torna sotto 1.25


Il rimbalzo dell’euro/dollaro si è per il momento infranto sulla resistenza dinamica in area 1.2540, la quale sta delineando perfettamente questo trend al ribasso partito dai primi di maggio.
Nel momento in cui scrivo, la nostra moneta sta aggiornando i minimi di giornata sotto 1.25 (l’ultimo a 1.2439).
Nel pomeriggio è prevista una conference call di emergenza tra i rappresentanti del G7 sulla zona euro, con la Spagna al centro delle attenzioni dei ministri finanziari.
Aspettiamoci quindi delle turbolenze che potranno arrivare prima, durante e dopo tale meeting.
Nella parte bassa del grafico, i target di breve per l’EURUSD sono a 1.2420, 1.23 e quindi quello di lungo periodo a 1.215.
Se invece dovessero arrivare delle notizie positive dal G7, il primo test importante sarà sul vecchio supporto, adesso resistenza, in area 1.26.
Nei giorni scorsi, ho dato grande risalto alla situazione grafica della sterlina contro il dollaro, alle prese con un supporto annuale in zona 1.535.
C’è stata una discesa fino a 1.5268 e poi un rimbalzo fino a 1.5438.
E’ stato quindi sfiorato il minimo del 2012 a 1.5234.
In quell’occasione ci fu poi una risalita fino a 1.6301, ma bisogna fare molta attenzione ad una possibile violazione del supporto, il quale potrebbe avere degli effetti sul cambio nell’ordine dei mille pips!
A proposito del Regno Unito, la notte scorsa l’agenzia di rating Egan-Jones ha tagliato il giudizio del Paese anglosassone da AA a AA-.
Un primo segnale di allarme per la regina che in questi giorni sta celebrando il suo Diamond Jubilee.


venerdì 1 giugno 2012

Euro/dollaro: chiuso maggio con un calo del 6.66%


E’ stato un maggio terribile per l’euro: una svalutazione del 6.66% nei confronti del dollaro.
Un mese così negativo non si vedeva dal settembre del 2011 (-6.91%).
Giugno è iniziato sulla stessa lunghezza d’onda se non peggio con un nuovo minimo a 1.2312, tornando così a dei prezzi che non si vedevano dal lontano primo luglio 2010!
Il prossimo supporto è situato proprio sui minimi di quel periodo, in area 1.2150.
Da quando è stato perforato il livello a 1.3, nei giorni successivi alla votazione del Parlamento in Grecia, l’EURUSD ha quindi perso 700 pips circa.
La causa di questo -6.66% del mese appena chiuso è proprio da imputare all’esito del voto greco di quel 6 maggio, dove non si è riusciti a formare una maggioranza in grado di governare il Paese ed il conseguente rinvio alle urne previsto per il prossimo 17 giugno.
A questo punto è probabile pensare che la nostra moneta stia scontando in questi giorni lo scenario peggiore, ovvero l’uscita della Grecia dalla Unione Europea.
Con un quadro reso ancora più incerto per quelli che potrebbero essere gli effetti del contagio sull’economie di nazioni già in grandi difficoltà.
Tra queste vi è sicuramente la Spagna, giunta a dei livelli tali dove presto sarà costretta a richiedere un piano di salvataggio.
L’analisi grafica, vede in primo piano la sterlina: nel cambio contro il dollaro è stato violato il supporto in area 1.565, provocando una discesa fino al supporto in zona 1.535, così come previsto nelle mie analisi dei giorni scorsi.
E’ sufficiente dare un’occhiata al grafico allegato per comprendere l’importanza del momento in cui ci troviamo: siamo su un livello testato più volte negli ultimi anni e che tiene in piedi un trend rialzista di lungo periodo.
Un’eventuale violazione potrebbe avere degli effetti devastanti sul cross GBPUSD: un crollo di mille pips!
Non è possibile prevedere la durata di tale ampio movimento che potrebbe crearsi con la rottura del supporto di cui sopra, quello che si sa è che nel 2010 la sterlina impiegò due mesi circa per salire da 1.435 a 1.535.


mercoledì 30 maggio 2012

Euro/dollaro: si continua a scendere!


L'euro/dollaro ha chiuso ieri la sesta seduta consecutiva con il segno negativo.
Un dato che si aggiunge ad un'altra serie pessima di questo mese terribile per la nostra moneta: le quattro candele rosse sul grafico weekly.
Sono dei numeri che stanno portando il cambio verso il supporto in area 1.24, in preparazione di quello più importante a 1.215.
Si stanno vedendo gli effetti della rottura del livello a 1.3, quello che era l'ultimo baluardo del trend rialzista dei primi mesi del 2012.
E l'aggiornamento dei minimi dell'anno di queste ultime sedute ha fatto saltare la tesi di chi sosteneva che quello in corso sarebbe stato un anno fotocopia del 2011, dove i minimi furono toccati a gennaio e poi a dicembre.
Soffre anche la sterlina sul dollaro (GBPUSD), dove il supporto in area 1.565 è stato violato ed ora si è aperta una voragine che potrebbe portare il cross fino a 1.535.
Il dollaro/yen (USDJPY) sembra intenzionato a testare per la seconda volta in questo mese il supporto in zona 79.
L'australiano (AUDUSD) ha chiuso oggi il gap registrato in apertura della settimana e si dirige verso 0.97.
Attenzione a questo livello, perchè in caso di rottura si potrebbe scendere di altri 300 pips.
Il cambio che segue in maniera opposta l’azionario è il canadese (USDCAD), alle prese da diversi giorni con la resistenza in area 1.025.
Se non dovesse reggere questa sorta di muro, vi sono dei margini di salita fino a 1.04 con il massimo del 2011 a 1.065 dietro l’angolo.
Lo scenario resta molto delicato, con la situazione spagnola che si aggrava sempre di più.


lunedì 28 maggio 2012

Quarta settimana in rosso per l'euro/dollaro


Come anticipato nella mia analisi di venerdì scorso, si è concretizzata la quarta candela rossa sul grafico settimanale dell'euro/dollaro.
E' la prima volta che accade nel 2012.
Si è quindi conclusa un'ottava in cui la nostra moneta ha perso un ulteriore 2% nei confronti del dollaro americano.
Stranamente la settimana in corso è stata inaugurata con un gap di apertura al rialzo.
Ma dopo aver toccato un massimo intraday a 1.2624, l'EURUSD si è riposizionato sotto il vecchio supporto, adesso resistenza, in area 1.26.
Sarà interessante vedere adesso se questo gap sarà chiuso nei prossimi giorni, con conseguente nuovo test del livello a 1.25 oppure ci sarà un allungo verso 1.27, dove attualmente convergono una resistenza dinamica e statica.
Non solo l'euro/dollaro, anche altri cross hanno aperto la settimana con un gap: l'australiano (AUDUSD) ha saltato direttamente 0.98 per puntare direttamente 0.99.
La sterlina/dollaro (GBPUSD) si è riaffacciata a 1.57, dopo aver testato il supporto in area 1.565.
Il neozelandese (NZDUSD) si è riportato sopra 0.76 e vede all'orizzonte la resistenza in zona 0.767.
Il dollaro/franco svizzero (USDCHF) ha invece accusato il gap down, confermando così le difficoltà riscontrate nelle ultime sedute nel superare quota 0.955/0.96.
Anche il canadese (USDCAD) perde terreno, ma senza gap e grossi danni rispetto alla chiusura di venerdì scorso.
Oggi sono chiusi molti mercati, incluso quello americano.
I volumi hanno subito un'ovvia riduzione, il che potrebbe anche spiegare i tanti gap in apertura.


venerdì 25 maggio 2012

Euro/dollaro: che fatica tornare sopra 1.26


Maggio si conferma un mese molto negativo per l'euro, siamo giunti oramai ad una perdita del 5% nei confronti del dollaro.
E salvo miracoli delle ultime ore di questo venerdì, che dovrebbero proiettare l'EURUSD sopra 1.2781, per la nostra moneta si prospetta la quarta candela rossa sul grafico settimanale.
Sarebbe la prima volta che accade nel 2012.
Da mercoledì scorso, da quando è stato violato il supporto in area 1.26, il cambio non è riuscito riportarsi sopra tale livello.
Proprio in questo momento vi è un nuovo tentativo in corso, con un massimo di giornata appena registrato a 1.2602.
Ma fa molta fatica, nonostante il mercato con cui è solitamente correlato, ovvero l'azionario, abbia recuperato più terreno in questi giorni rispetto alla nostra moneta.
Un segno di debolezza da non trascurare.
Il nuovo minimo dell'anno di giovedì scorso a 1.2516 ha retto bene fino alle prime ore della sessione odierna di Londra.
Nel caso felice in cui dovesse superare 1.26, c'è spazio per una risalita fino a 1.27.
Un rimbalzo unito alla chiusura delle tante posizioni ribassiste in attesa della votazione in Grecia del 17 giugno.
L'australiano (AUDUSD), invece, già da ieri aveva dato segni di inversione dal trend ribassista una volta toccato 0.97, un livello importante dove si trovava anche un gap finalmente chiuso che resisteva dal novembre del 2011.
Ovviamente adesso, tutti quelli che erano dei supporti si trasformano in resistenze e quindi 0.98 prima e 0.99 poi, saranno i primi ostacoli per un possibile ritorno alla parità.
Il canadese (USDCAD) non dà grossi segni di cedimento dalla resistenza in cui si trova adesso, nonostante il recupero degli indici azionari.
E' un pò il Bund delle valute, anche se a differenza del future tedesco non ha ancora registrato nuovi massimi storici, a dir la verità neanche quelli dell'anno.
Attenzione alla sterlina: oggi è in fase di test del supporto in area 1.565 nei confronti del dollaro.
Sta rimbalzando da 0.8 nel cambio contro l'euro.
Soprattutto il GBPUSD è in una situazione delicata: la violazione del livello a 1.565 potrebbe aprire la strada per una discesa fino a 1.535.
Altrimenti si punterà in alto verso 1.58.


mercoledì 23 maggio 2012

Euro/dollaro: 1.26...ci siamo!


Nelle sedute di venerdì e lunedì abbiamo assistito a degli strani movimenti al rialzo dell'euro/dollaro subito dopo la chiusura della sessione di Londra.
Nessuna notizia o voce che potesse giustificare tale andamento.
Ieri sera questo trend si è invertito ed anche in questo caso, senza il supporto di alcuna news o rumour, la nostra moneta è precipitata fino a 1.2645.
Con l'apertura dei mercati europei, il calo si è accentuato fino a registrare poco fa il nuovo minimo del 2012 a 1.2615!
Un'altra anomalia riscontrata nella giornata di ieri, è stato un EURUSD debole rispetto ad un azionario in forte crescita.
Una sorta di divergenza che forse rappresentava un segnale per la seduta di oggi.
In ogni caso, non solo siamo tornati ai livelli di inizio anno, ma anche a quelli dell'agosto 2010!
Il mega supporto in area 1.26 è chiamato ad una prova molto difficile, per il contesto storico in cui ci troviamo.
Ed un'eventuale rottura potrebbe spingere la nostra moneta fino a 1.24.
Eventuali rimbalzi potrebbero raggiugere 1.27/1.279.
Ma il quadro di fondo resta molto debole, non solo per l'euro, ma anche per molte valute che seguono l'azionario, come l'australiano (AUDUSD) vicino alla chisura del gap di fine novembre 2011 a 0.9699, proprio in corrispondenza del supporto di lungo periodo.
Un quadro molto delicato, se si considera che non ci sono altri paracaduti fino a 0.94!
Identico discorso per il neozelandese (NZDUSD), sotto quota 0.75 e verso quel 0.74, la cui potenziale perforazione potrebbe aprire la strada ad nuovo trend ribassista di lungo termine.
Potete quindi immaginare come potrebbe essere tradotto sull'azionario quello che potrà accadere su questi due cambi strettamente correlati con Wall Street.
La sterlina/dollaro (GBPUSD) si appresta a testare 1.565, ma siamo comunque lontani da 1.535, il livello che tiene in piedi un trend rialzista che resiste dalla metà del 2010.
Invece, i cross che stanno guadagnando terreno in questo periodo, sono il canadese (USDCAD) ed il dollaro/franco svizzero (USDCHF).
Ma per il momento stanno incontrando delle difficoltà nel superare le resistenze poste rispettivamente a 1.025 e 0.95.


lunedì 21 maggio 2012

Rimbalza l'euro/dollaro


Nella settimana appena conclusa, l'euro ha perso un altro punto percentuale nei confronti del dollaro.
Si tratta del terzo calo consecutivo, praticamente sempre in rosso da quando è iniziato maggio.
E così il bilancio del mese in corso supera il -3%.
D'altronde, una volta violato il supporto a 1.3, le prospettive per la nostra moneta non sono per niente buone.
E così il trend di medio periodo torna ad allinearsi con quello di lungo, il quale è SHORT dal settembre del 2011.
Venerdì scorso, dopo aver registrato un minimo di giornata a 1.2642, nelle ore conclusive c'è stato un rimbalzo che sta proseguendo anche oggi e che ha visto l'EURUSD toccare 1.2813.
Ma tale movimento rialzista si è per il momento infranto sulla resistenza dinamica (ex supporto) in area 1.2790.
Sugli altri cambi, da segnalare il test del supporto in area 79 per il dollaro/yen ed i nuovi minimi dell'anno per l'australiano (AUDUSD) a 0.9795.
Oggi, entrambi i cross, risalgono da tali livelli grazie anche alla mancanza di dati macro economici, che quindi favoriscono delle ricoperture dopo i forti movimenti dei giorni scorsi.
Attenzione anche al canadese (USDCAD) ed al dollaro/franco svizzero (USDCHF): sono stati respinti dalle resistenze poste rispettivamente a 1.02 e 0.95, ma potremmo essere di fronte ad una pausa di questo forte trend rialzista, che ha portato i due cambi a guadagnare più del 3% nelle ultime settimane.


mercoledì 16 maggio 2012

L'euro/dollaro sprofonda fino a 1.27!


La notizia del mancato accordo di un governo di unità nazionale in Grecia e del conseguente annuncio di nuove elezioni che si terranno il prossimo 17 giugno, ha fatto sprofondare l'euro/dollaro verso 1.27.
E' stato così stracciato il supporto dinamico che partiva dai minimi dell'anno.
Il movimento ribassista si è fermato sul supporto statico in area 1.27, con un minimo intraday a 1.2681.
In questo momento, grazie ai dati macro economici positivi provenienti dagli USA, c'è stato un recupero con un nuovo massimo di giornata a 1.2759.
Ma il trend sembra segnato, anche perchè la tragedia greca andrà avanti ancora per un mese circa.
Anche sul dollaro australiano (AUDUSD) sono stati violati diversi livelli importanti, si è giunti al supporto in area 0.99.
Il gap a 0.9699 rimasto aperto dalla fine di novembre 2011 non è più così distante.
I cross contro lo yen hanno visto l'USDJPY tornare sopra quota 80 e l'EURJPY scendere fino a 101.91.
La sterlina che aveva retto molto bene nei giorni scorsi, ha toccato 1.5889 contro il dollaro, con la Bank of England che ha tagliato le stime di crescita ed ha previsto un'inflazione sotto il target del 2% all'1,6% entro 2 anni.
Da valutare mese per mese un eventuale nuovo QE.
E per finire, il canadese (USDCAD) è riuscito al quarto tentativo a perforare la resistenza in area 1.005.
Se adesso riuscirà a superare quella dinamica in cui si trova in questo momento, il prossimo obiettivo verso l'alto è in zona 1.02/1.025.


lunedì 14 maggio 2012

Euro/dollaro sotto 1.29


Perde ancora terreno l'euro nei confronti del dollaro: nella settimana appena conclusa la nostra moneta si è svalutata di oltre un punto percentuale.
Anche se ritengo che l'attuale quotazione resti ancora alta rispetto alla reale situazione economica in cui versa il Vecchio Continente.
E' oramai trascorsa una settimana dalla votazione del rinnovo del parlamento di Atene ed ancora oggi non si vede la forma di un possibile governo.
Il presidente della Repupplica ellenica, Karolos Papoulias, sta cercando in queste ore un accordo tra le vari parti politiche per un governo di unità nazionale della durata di un paio di anni e che abbia come obiettivo quello di rinegoziare l'accordo stipulato con la troika.
Perchè è oramai chiaro il messaggio venuto fuori dalle urne: la popolazione non ha più alcuna volontà di tollerare i pesanti sacrifici a cui sono stati sottoposti.
Ma forse non sono neanche a conoscenza delle possibili conseguenze di un'uscita dalla Unione Europea.
La materia è oggetto di dibattiti accesi dentro e fuori la Grecia, non si sa cosa sia meglio: il fallimento con la possibilità di una ricostruzione dura e difficile oppure il mantenimento nel sistema euro con il peso delle misure del piano di salvataggio che sembrano solo prolungare lo stato "malattia" senza una cura efficace nel lungo periodo?
Il resto dell'Europa sembra aver trovato una sorta di difesa da un possibile default di Atene, almeno a giudicare dalle ultime dichiarazioni di molti esponenti della BCE e non solo.
Anche se le varie agenzie di rating stanno dicendo l'opposto, ovvero che potrebbero esserci delle ripercussioni per gli altri Paesi della UE, il cui rating sarà immediatamente messo in osservazione con possibili effetti negativi.
In tutto questo mare di incertezza, l'euro naviga adesso sotto 1.29.
Punta al prossimo supporto dinamico in area 1.278 e poi a quello statico in zona 1.27.
Ci sono altri cambi come l'autraliano ed il neozelandese, il cui andamento segue molto da vicino quello del mercato azionario, che hanno toccato livelli critici.
Il primo è addirittura sceso sotto la parità nei confronti del dollaro.
Il sentiment è fin troppo negativo, sabato scorso la Banca popolare della Cina ha tagliato di mezzo punto percentuale i requisiti obbligatori di riserve per gli istituti di credito.
Una notizia che in passato ha fatto sobbalzare verso l'alto l'euro e Wall Street e che invece, questa volta, è passata quasi inosservata.
Atene, Atene e solo Atene...è da lì che si aspettano delle notizie importanti.
Vedremo cosa accadrà nel pomeriggio.


venerdì 11 maggio 2012

Dopo la Grecia, JP Morgan...euro/dollaro a 1.29!


Aprile è stato il primo mese del 2012 con il segno meno per l'euro/dollaro.
Quello in corso si sta rivelando ancora più duro: ai prezzi attuali siamo a -2.5% circa.
La settimana si era aperta con il gap down ed il test del supporto in area 1.3 a causa del voto in Grecia, il cui risultato ha portato il Paese nuovamente nel caos più totale.
E l'ottava si sta chiudendo ancora peggio con la notizia bomba di ieri notte della JP Morgan: una perdita colossale probabilmente di 2 miliardi di dollari in seguito ad operazioni sui derivati.
Euro/dollaro giù fino a 1.2905!
Ci stiamo avvicinando lentamente a 1.26, il livello dove agli inizi di gennaio si è arrestato il forte movimento ribassista di fine 2011.
Però, pooco fa sono giunte delle notizie da Atene che aprono uno spiraglio sulla questione greca: pare che Samaras abbia trovato un accordo con la sinistra democratica.
Insieme dovrebbero avere i numeri per formare un nuovo governo, anche se è necessario sapere su quali basi poggi questa alleanza, soprattutto su alcuni punti fondamentali come l'Euro ed un'eventuale rinegoziazione del debito e del piano di salvataggio.
Vedremo gli sviluppi di questa vicenda, il mercato è debole, il nervosismo regna sovrano nelle sale operative.


mercoledì 9 maggio 2012

Attenzione! Euro/dollaro sotto 1.3 !


Ieri, mentre l'azionario ed il mondo del Forex erano sotto l'effetto delle pesanti dichiarazioni di Alexis Tsipras, il leader greco del partito dell'estrema sinistra Syriza a cui è stato affidato in questi giorni il compito di formare un nuovo governo, l'euro/dollaro mostrava una certa indifferenza, perdendo quota 1.3, ma comunque ampiamente sopra il minimo toccato il giorno precedente a 1.2955.
Secondo Tsipras, i termini dell'accordo con la troika non hanno più valore in quanto i partiti che li hanno sottoscritti, Pasok e Nuova Democrazia, non sono più al potere.
Gli indici azionari europei accusavano il colpo e chiudevano la sessione con cali sui due punti percentuali.
Oggi non sono state rilasciate nuove dichiarazioni, il trend è quindi rimasto fortemente influenzato da questa situazione che rischia di portare la Grecia fuori dalla UE, in quanto la risposta della comunità internazionale è stata chiara: nessuna rinegoziazione degli accordi stipulati con la troika.
La novità è che l'euro poco fa ha registrato un minimo di giornata a 1.2931.
Avevo scritto tempo fa che solo l'Europa, con le sue stesse mani, poteva compromettere il movimento al rialzo partito a fine aprile dopo le dichiarazioni del presidente della Fed, Bernanke, su un nuovo possibile QE in caso di peggioramento dell'economia USA.
E così adesso siamo sotto quel livello (1.3) che da febbraio ad oggi aveva tenuto in piedi l'andamento positivo della nostra moneta nei confronti del dollaro americano.
Infatti, il bilancio di questo 2012 passa in negativo con l'euro sotto 1.2941.
A questo punto, il prossimo supporto è poco più in basso in area 1.29.
Anche se il vero test sarà sui minimi dell'anno, in zona 1.26.